giovedì 9 aprile 2009

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Ascoltare lo Spirito

Una delle più belle ricchezze e responsabilità del ministero è la paternità spirituale, la guida, l’accompagnamento nel cercare Gesù. Si tratta di mettere un po’ d’ordine nelle coscienze, illuminare, sostenere, qualche volta guarire o vaccinare dai tanti pericoli a cui il nostro spirito è esposto.
È un ministero difficile, fatto di ascolto di coloro che hai davanti e dello Spirito che parla in loro, un ministero che mai come altri ti fa sentire prete fino in fondo. Anche nelle tue povertà. Sì perché chi hai davanti, certe volte, ha un fede più grande della tua, una speranza da cui imparare, un abbandono al Signore che attinge direttamente al Suo cuore.

Mettersi in ascolto di Dio, con il naso all’insù è un’esperienza che guarisce da tante ferite e fatiche, ti porta dentro una gioia contagiosa, una voglia grande di esserci, di condividere, di amare.

Quando suona il campanello ed è una persona che ha un appuntamento con me per parlare un po’ di Lui il cuore si allarga, nasce la voglia di assaporare il gusto buono delle grandi cose che il Signore è capace di fare in un’anima.

Che bello essere prete in questo Giovedì Santo!

8 commenti:

franca ha detto...

non voglio rovinare la gioia che è in te oggi, giustamete, ma c'è un rovescio della medaglia,come può stare una persona che ha un appuntamento proprio per quello e a quell'appuntamento manca il prete?

Paolo ha detto...

Auguri a tutti i sacerdoti... e ricordatevi che, come diceva un mio amico, "la vita religiosa o è santa o non ha ragione di esistere!". Buon giovedi santo!

Marica ha detto...

Auguri davvero a tutti i consacrati!!! Sia preti che suore! Stamattina sono stata alla Santa Messa in duomo ed è stato bellissimo vedere tantissimi sacerdoti tutti insieme e sentire tramite loro la presenza del nostro Gesù! é giusto ringraziarvi per il dono che fate di voi stessi e ringraziare Lui che vi sostiene ogni secondo della vostra vita :)
In fondo non è scritto 'tutto posso in colui che mi da la forza' (fil 4,13)? :)

Anonimo ha detto...

Auguri preti, perchè possiate vivere quello che don Luca esprime così bene in queste righe. A volte ho l'impressione di aspettarmi un pò troppo da voi, troppo presi dalle tante cose da fare. Devo però dire che nel bisogno mi sono sempre sentita accolta, e come dice qualcuno... noi che chiediamo tanto abbiamo "l'impegno" di pregare affinchè non venga mai meno in voi "l'ascolto di Dio" con il naso all'insù".
Buon giovedì santo

Anonimo ha detto...

...che bello Don Luca che tu sia prete in questo giovedì santo e in tutte le giornate faticose in cui nella tue parole ho trovato comprensione e la certezza dell'Amore di Dio.
...che bello averti incontrato, che bello averLo ritrovato anche (e soprattutto)grazie al tuo sostegno.
Buon giovedì Santo Don Luca
E.

Anonimo ha detto...

...a proposito di sacerdoti e di ascolto, ieri ho avuto una esperienza bellissima, in Duomo a Milano.
...una giornataccia, morale a terra, decido di andare in Duomo a confessarmi per la prossima Pasqua.
Mi metto in coda e vedo il sacerdote che mi confesserà: oh, cielo, penso, è vecchio vecchio vecchio, sembra avere cento anni, ha un testa un cappello e ha l'aspetto di chi mi "bacchetterà"... va bien, mi tocca...mi predispongo mentalmente alla "paternale" prima del "oh Gesù di amore acceso" e la assoluzione.
Invece, mi accorgo subito di quanto sia stato affrettato e ingiusto il mio "giudizio" (e mi pento anche per questo :-))): il sacerdote è nel confessionale da ore, fa anche freddo, eppure "è felice di vedermi"; mi prende le mani fra le sue e "mi trasmette" subito tutta la sua gioia di vedermi, sentirmi, dirmi che Dio mi vuole bene e che devo volermi bene anche io perchè Dio mi ama ed è questo che importa...nessun rimprovero, nessun "siamo peccatori e dobbiamo pentirci e soffrire ecc.ecc."
"Spesso i sacerdoti fanno i "giudici" - mi dice - nulla di più sbagliato. Non siamo qui per giudicare ma per dire di essere felici, perchè Dio ci ama"...
Si informa su che cosa faccio, che cosa sento...e percepisco il suo vero interesse anche dal calore (nonostante il freddo) che le sue mani mi trasmettono... come ha fatto a capire, nei trenta secondi in cui ho parlato io, che in questo momento ho bisogno di sentirmi dire che esiste anche la felicità?
Sta di fatto che è riuscito a trasmettermi la gioia e il messaggio di quanto sia bello essere amati da Dio... "Torna a casa e promettimi di far festa con la tua famiglia" mi dice in conclusione... e come penitenza recita dieci Ave Maria per i terremotati...

don Luca Peyron ha detto...

Ho appena terminato la Messa e l'adorazione eucaristica, grazie a tutti per i vostri interventi. Sì Franca, non ci siamo sempre, scusaci, sì Paolo dobbiamo essere santi e non lo siamo che poche volte, sì E. Dio ti vuole bene come all'anonimo dell'ultimo post. Come a noi tutti. Per questo è bello essere suoi. Per sempre.

Renata ha detto...

Don Luca, come promesso sono passata a trovarla.
Mi ha fatto faticare un poco ma alla fine ho trovato il post giusto in cui lasciare il mio saluto. Ascoltare lo Spirito, Dio che parla, non è mai stato un problema... quando nasci in una famiglia che ha tanti santi in terra, non elenco i parenti che hanno alimentato le schiere ecclesiastiche, ascoltare è normale. Poi cresci e ti accorgi anche di quante stupidaggini a volte vengano dette proprio da quel pulpito che dovrebbe essere messaggero di verità e salvezza, ma ti consoli dicendo che in fondo anche i preti sono uomini e possono sbagliare. Ti consoli e prendi le distanze. Dentro di te sai che Dio esiste, ne hai bisogno e lo cerchi nel privato. Fuori, dipende da chi incontri.

PS: bella l'idea del blog!