mercoledì 24 giugno 2009

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E' qui la festa?

Come mai ci sono i nastri colorati legati qui? Mi chiede il più grande

Perché questa è la chiesa di San Giovanni e domani si festeggia proprio San Giovanni, che è anche il santo della città di Torino; qui nella chiesa domani pomeriggio si celebrerà la messa.

Ma io domani vado a scuola! Anche se non è domenica si fa la messa?

Veramente la messa si celebra tutti i giorni… però in questa chiesa di solito solo il giorno di san Giovanni, che però vi dicevo è il santo di Torino…

E il nostro santo? Quando gli facciamo la festa? Il più piccolo mi ricorda che tutti sono importanti e meritano la loro festa...

Nella nostra città la festa della santa patrona è l’8 dicembre, in inverno vi ricordate?

Il più grande annuisce, Quando la Madonna esce dalla chiesa con il suo mantello di stelle?
Il più piccolo lo guarda incuriosito… un mantello di stelle?

Ecco sì, quando la statua della Madonna viene portata in processione per la città e noi la preghiamo perché ci protegga e ci aiuti, sempre.


E quel giorno non si va a scuola? E papà sta a casa con noi, come la domenica?


Eh sì, diversamente da oggi, che a scuola ci andiamo e saremmo già un po’ al limite dell’orario! Forza, sbrighiamoci!

Mi chiedo se ai bambini trasmettiamo più il senso della festa o della vacanza… se insomma le feste, religiose o anche civili, non stiano diventando soltanto vacanza, tempo vuoto (da vacuum, vuoto in latino), che poi noi riempiamo nei modi che più ci aggradano, ignorando il senso della festa (festivo o gioioso, lieto).

È vero, i papà e le mamme lavorano (se tutto va bene) e si sta insieme solo nel fine settimana e nelle vacanze: la rarità dei momenti familiari comuni potrebbe portarci a sopprimere le feste a vantaggio delle vacanze, per stare insieme un po’ in libertà da tempi e orari prefissati.

Tutto questo però, a lungo andare, scollega la famiglia dal resto del mondo: potremmo non accorgercene subito, i bimbi sono piccoli, noi genitori decidiamo impegni e priorità e ci isoliamo dalla messa, dalle festività, dalla vita più sociale. Funziona? Fino a quando?

Fino a quando i bambini entrano nel mondo, separati da noi genitori: la famiglia non è una monade, un’unità indivisibile, la famiglia è, per sua natura, composta da individui, che percorrono i loro cammini. Come genitori dovremmo pensare a quale strada prepariamo per i nostri figli, se non condividiamo con loro le nostre appartenenze, civili e religiose. Senza imposizioni: qui siamo al passaggio precedente, far conoscere loro tutte le altre famiglie cui apparteniamo. Far conoscere i segni, i linguaggi e i modi della nostra vita.

E già che ci siamo, dato che stanno per iniziare o sono appena iniziate le vacanze estive, le più lunghe se confrontate a quelle dei paesi della comunità europea, come genitori diamoci un obiettivo, su cui allenarci, durante l’estate: stare di più insieme noi genitori (una sera ogni tanto senza bambini!), conoscere meglio gli interessi dei nostri figli e far conoscere i nostri, a voi la scelta… anche tutti e due!

Il più piccolo ha ancora una curiosità che mi racconta quando ripassiamo davanti alla chiesa

Mamma, ma il mantello di stelle si illumina? Sarebbe utile averlo anche noi… per non restare al buio!

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