lunedì 22 giugno 2009

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La pagliuzza e la trave



"Togli prima la trave dal tuo occhio"
(Mt 7,1-5)





I giudizi che emettiamo rivelano spesso il nostro stato di salute.
Morale e spirituale.
Non è raro che la critica facile e gli odi distruttivi
provengano da cuori meschini e delusi.

Gesù non è un ingenuo:
per non giudicare e guardare con occhio nitido la realtà bisogna essere
intelligenti, liberi, amanti della verità.

La misericordia non è frutto di improvvisazione...

3 commenti:

Orsobruno ha detto...

E' vero don Mario!!
Un pochino vale anche il percorso inverso, io credo: cercare di guardare un "rompiscatole" con un pensiero di misericordia, ridà un pizzico di vigore alla nostra mente e al nostro cuore.
Grazie!

MonicaM ha detto...

Io improvviso, appunto. Ma la misericordia non ha niente a che fare con i facili entusiasmi e i buonismi. Io passo a volte per buonista...e un attimo dopo posso essere una iena...

marta09 ha detto...

Credo che sia la frase di Gseù più complicata che abbia mai detto!
Non nel senso che è difficile da capire, ma nel senso che è difficile da applicare.

Ma questa frase è perfettamente agganciata alla frase di ieri di San Paolo:

"Cosicché non guardiamo più nessuno alla maniera umana

In effetti abbiamo due modi con cui possiamo vedere: uno si ferma all'immediato e l'altro va oltre.
Quello che va oltre ci va soltanto dopo essere andato "oltre" su noi stessi, dopo essere passato da tutte le verifiche del caso del "non vederci quello che vogliamo, ma quello che è".

Dovrei anche dire che le due "viste" coesistono e spesso una seria, realistica, sincera analisi negativa di una situazione ci porta a "stare male" perchè ci sentiamo cattivi, malgiudicanti e persino perfidi. E si sta davvero male, così male che non si riesce più a dire una sola parola ... Ed è il momento della certezza che quello che abbiamo visto era giusto e verità.

Ma tra il vedere dove sta l'errore e colpire l'errore, al giudicare chi lo ha commesso (e giudicare significa precludere una possibilità di miglioramento, significa porre un'etichetta sulla fronte di chi sbaglia come una specie di "da eliminare") c'è molta strada e c'è una differenza enorme.

Il perbenismo ed il buonismo viene da qui, dal nostro preferire "non stare male" e lasciare passare tutto, coprire tutto e - sorpattutto - non difendere e non sporcarci le mani.

Gesù ha sempre colpito l'errore, il male ed i demoni ... ma non ha mai giudicato nessuno ... E Lui stesso dice che "né Io né il Padre giudicheremo, ma lo farà la Parola" ... Gesù è sempre intervenuto sul male in genere, ma non è mai intervenuto sulle persone alle quali ha sempre accordato perdono ed un "ricominicamo".

Quanto sto scrivendo, assicuro, che è la mia vita vissuta ... anche in questi giorni ... e posso garantire che non è questione di "togliere la pagliuzza dall'occhio dell'altro" ... ma di di dire che "forse" c'è una pagliuzza nell'occhio dell'altro, pregando l'altro di guardare bene per cercare nei nostri occhi la malefica "trave".

La colpa e l'errore non deve essere lasciato passare con la scusa del "siamo tutti buoni e comprensivi" (ben sapendo che dopo partiranno le calunnie ed i rancori), deve essere detto e manifestato, certamente con tutta la discrezione possibile, ma detto e manifestato.
Sembrerà assurdo ma su questa "falsa misericordia" il male ci va a nozze e prolifera, prolifera e prolifera ancora ... tanto stanno tutti zitti!!!

Ma se, per caso, decideste di affidarvi alle mani di Dio in questa vista, sappiate da subito che non sarà una vita facile e che si farà una gran fatica a tenere tutto insieme perchè per noi è immediato il male=condanna di chi l'ha commesso, mentre dovrebbe essere male=condanna del male e preghiera per chi l'ha commesso e spiare con ansia ogni gesto "positivo" che in lui si abbozza. Questa è misericordia .. o almeno credo ... Perchè se siamo misericordiosi con il male, diventiamo "carnefici" di coloro verso il quale questo male è stato commesso.