mercoledì 24 giugno 2009

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San Giovanni Battista





"Che sarà mai questo bambino?"
(Lc 1,57-66.80)








Dal "grembo" afono di Zaccaria
viene il grido di Giovanni.

Sospesi tra questi scenari,
i credenti o gridano o tacciono.

Non si danno possibilità intermedie.

E allora...GRIDA!

6 commenti:

Laura.ddd ha detto...

Hai ragione, don Mario, è ora di gridare.
Gridare come Giovanni, pero', richiede di vivere nel deserto, vestire di pelli e mangiare locuste, perchè solo cosi' si è liberi di dire finalmente la verità.

marta09 ha detto...

... ed essere capaci di perdere testa e faccia! Ma Giovanni continua a gridare ancora oggi, anche senza testa!!!

Anonimo ha detto...

Eppure nel mondo di oggi pieno di strilli, di ansie e di persone che cercano di vendere i loro prodotti (forse anche religiosi!), anche un po' di silenzio, di calma, di occhi compassionevoli sono modi per evangelizzare...per far vivere agli altri la Buona Novella....

don Mario Aversano ha detto...

Come hai ragione Anonimo! Io pensavo anche a qualcosa del genere, perchè avevo in mente le parole di Charles de Foucauld che disse: "Voglio gridare il Vangelo con tutta la vita". E la sua fu certamente una vita di grande silenzio.
...ecco il paradosso..."Gridare il silenzio"...

viola ha detto...

credo che non a tutti sia "richiesto" di gridare, probabilmente ai più è richiesta una presenza silenziosa, una testimonianza che non sia "tacere" ma che si faccia Presenza, costante, discreta...

marta09 ha detto...

Appunto, "gridare senza testa" significa senza strilli, ma con la vita e, magari, con parole sussurrate che, però, non sempre sono accomodanti e dolci ... a volte possono essere dure, molto dure. Ma questo è come gridava Giovanni e come grida ancora oggi: nel silenzio di una vita che è talmente stridente con la vita degli altri che pare un "urlo assordante".