lunedì 5 ottobre 2009

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L'ottavo giorno

Allora la settima cosa assolutamente necessaria per vivere è stata trovata: la tenerezza di Dio. Ovviamente si poteva definirla anche in altri modi: la misericordia di Dio, l'amore di Dio, la bontà di Dio e così via. Però come hanno giustamente sottolineato Lucia e Dioamore (nell'area commenti) la tenerezza esprime bene il contatto con il corpo e proprio al corpo sono strettamente collegate le altre sei realtà individuate da Bellet.

Sono sette queste realtà, ma io metterei la tenerezza di Dio all'ottavo posto: non perchè sia meno importante delle altre, anzi proprio perchè a fondamento di tutte le altre. Sette infatti sono i giorni della settimana, ma il giorno ottavo è il giorno della resurrezione, il giorno della vita eterna, il giorno che non avrà mai fine. Passerà il mangiare, passerà il bere, passerà l'orinare, passerà l'andare di corpo, passerà il dormire, passerà il respirare, ma la tenerezza di Dio non passerà mai. La tenerezza di Dio viene prima di tutto il resto e viene dopo tutto il resto. E' per questo che i battisteri antichi sono a pianta ottagonale: perchè attraverso il battesimo viene messo in noi il seme dell'eternità, di quella vita per sempre che è l'ottavo giorno, il giorno senza tramonto, la comunione con Dio, la partecipazione alla sua stessa vita trinitaria, all'eterno scambio d'amore tra il Padre e il Figlio nello Spirito Santo.

Ma se la tenerezza di Dio è all'ottavo posto, come l'ottavo giorno, che cosa mettiamo al settimo? Quale è il settimo giorno?

8 commenti:

Anonimo ha detto...

il settimo giorno è il giorno che racchiude
tutta la settimana, cioè gioia, dolore, sofferenza, perdono, per poi arrivare alla
risurrezione con la tenerezza di DIO.
GRAZIE per la riflessione.

dioamore ha detto...

Avevo messo il vestito al settimo posto, citando genesi 3,21 come esigenza indispensabile del corpo per non morire di freddo. Il settimo giorno, dal mio punto di vista, sono i giorni che precedono il matrimonio dove si va a scegliere il vestito da indossare nell'ottavo giorno. Lo sanno bene gli innamorati quando devono scegliersi e mettersi il vestito per uscire con il loro amore la sera. Per chi è innamorato di Dio, quale pensi che sia il vestito da scegliere e indossare nell'ottavo giorno?

Daniela ha detto...

Leggere queste parole sulla tenerezza di Dio mi ha commosso. Che bello sentire che ci ama di quell'Amore tenero che nessun peccato, nessuna chiusura di cuore può scalfire...

Lucia ha detto...

Dunque, dunque, dunque se come l’apostolo Marco, alla fine del sul vangelo, quando parla del mandato di Gesù dice: “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo” (Mc 16,16), quindi è proprio tramite il battesimo che la chiesa accoglie nuovi membri e se allora la parola “battesimo” viene dal greco e significa “lavaggio” (me lo ricordo bene il giorno che del Battesimo della mia nipotina) io a questo punto dico LAVARSI. In effetti il battistero è stato creato per far comprendere che è dall’evento della redenzione che scaturisce l’acqua della vita nuova, quindi l’acqua del battesimo trova la sua forza rigenerante nel mistero della morte e resurrezione di Cristo.
Detto ciò il settimo giorno è il giorno del “bagno” il giorno in cui mi viene donato anche un nuovo abito, la veste bianca (che ne dici dioamore?) e mi viene detto “Ricevi la veste bianca e portala immacolata davanti al tribunale del nostro Signore Gesù Cristo, per avere la vita eterna».
Poi che dire, l’icona del settimo giorno nella Genesi è quella di un Dio Creatore che contempla l’opera delle sue mani, quindi in questo giorno siamo chiamati ad avere un atteggiamento di contemplazione, di lode per tutto il creato.
Mi viene anche da pensare che un 8 coricato ∞ è il simbolo dell’infinito, quindi l’ottavo giorno è proprio l’unione dell’infinito Dio con l’infinito uomo; anche la rosa dei venti ha un 8, ha 8 punte infatti: posso dargli un significato spirituale? Posso vederla come l’unione della croce di Gesù (che è divina) con quella di S.Andrea (che è umana) ?
Proprio interessanti queste cose necessarie per vivere…

Anonimo ha detto...

Io invece penso a Gesù Eucarestia che incontro ogni domenica a Messa.

dioamore ha detto...

Lucia, vedo che la sai lunga. Mi è piaciuto quel numero 8 in orizzontale a simboleggiare l'infinito.

Ma anche Anonimo non si sbaglia a indicare in Gesù Eucarestia la sintesi del tutto, il cui insegnamento è come un

"vestito", come la veste bianca da indossare per non "morire di freddo" o, se vogliamo, come il

"pane" da mangiare per non morire di fame o, se vogliamo, come

l'"acqua" da bere per non morire di sete o, se vogliamo, come la

"purga" per andare di corpo e liberarci dal male per non morire di stitichezza nel peccato o, se vogliamo come

"l'aria nuova" ricca di Spirito Santo per non morire soffocati o, se vogliano come il

"diuretico" per liberarci dall'acido urico e da tutte quelle impurità dei nostri pensieri per non morire avvelenati o, se vogliamo, come il

"sonnifero" che, quando affaticata e oppressa, dà riposo alla nostra anima per non morire di stanchezza. ;)

Laura ha detto...

Io ho meditato invece oggi sulla prova del vestito di cui parlava dioamore, banalmente, e sono rimasta colpita quando all'improvviso mi è venuta la frase di Gesù citata nell'ultima cena "Voi siete coloro che avete perseverato con me nelle mie prove" e allora mi piace pensare che il settimo giorno sia il giorno della prova, della perseveranza, del tentativo. La prova, la tentazione, la perseveranza sono la nostra vita di tutti i giorni forse soprattutto per coloro che cercano di essere fedeli a Dio (e non lo dico per superbia, ma proprio perchè Battezzati cerchiamo di indossare quell'abito bianco!!)

Shalla-là ha detto...

Ehm... io ho perso il conto delle cose che son state dette, ma un'altra cosa che mi è venuta in mente da mettere al 7° posto è il soffio vitale di Dio!