
"Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta"
(Lc 16,9-15)
"Siate nel mondo testimoni dell'amore di Dio
perché i poveri e i sofferenti,
che avranno sperimentato la vostra carità,
vi accolgano grati un giorno nella casa del Padre"
(Rito del Matrimonio, Bendizione finale sugli sposi)
3 commenti:
Don Mario, mi sorprende che Gesù abbia detto una simile frase come quella che riporti dal Vangelo di Luca e che va chiarita. Mi sorprende perché l'amicizia umana, l'amicizia dei poveri non la si può "comperare" con le ricchezze, intendendo come ricchezza quella materiale, cioè mammona.
Sarebbe una amicizia fasulla dal mio punto di vista, basata su uno scambio commerciale. Poi io non ci credo nel fatto che uno diventi mio amico perché lo ho beneficiato, per di più utilizzando ricchezze che per loro natura sono ingiuste. Tuttavia non mi fraintendere.
In realtà il vero amico è e resta sempre Gesù, l'unico che ci può accogliere nelle eterne dimore. E' su Gesù che siamo invitati a orientare la nostra amicizia se lo sappiamo riconoscere nel povero che diventa, invece, soltanto il mezzo attraverso il quale si possono manifestare le opere di Dio, cioè la nostra salvezza nell'amicizia di Gesù.
La comunione dei beni con i poveri è importante e fondamentale perché è motivo di salvezza per tutti se la si fa per amore e per giustizia e non in prospettiva di un contraccambio di una amicizia da parte del povero che non ha prezzo. Mi pare che Gesù sia stato chiaro in merito.
Caro dioamore, mi ritrovo con il tuo commento. Gesù non può certo sostenere la logica del "comprare" le proprie amicizie, ma c'è come la percezione che la nostra ricchezza, in un certo senso sempre "disonesta", vada almeno messa a disposizione di chi vive nell'indigenza, e che il nostro cuore ci muova a questi rapporti nel senso di una reale affetto e non semplicemente come se dovessimo compiere un'opera di bene. Bisogna cioè diventare veramente amici di quei poveri in cui si rivela la presenza di Gesù.
che potenza!
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