sabato 21 novembre 2009

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Le interviste impossibili... con Orhan Pamuk!

Sarà perchè guardo il cielo di novembre bianco e lattiginoso, sarà perchè aspetto il primo fiocco di neve, con ingenuità e insieme disincanto (come farà un fenomeno atmosferico oggettivamente così conosciuto ad essere ancora così poetico? E non solo per i bambini, anche noi adulti, ammettiamolo)… sarà per questo che oggi ho ripensato a Kar, in turco, Neve, l’ultimo romanzo di Orhan Pamuk (o farei meglio a dire penultimo, dato che è in uscita il nuovo libro “Il museo dell’innocenza”).

Neve è un romanzo freddoloso e ardente, che ha la struttura di un fiocco di neve: al posto dei raggi esagonali, poesie; per ogni poesia, un capitolo di una storia di amore e ritorno in patria. Non pensate a un fiocco di neve stilizzato, come da microscopio ottico, anche se lo troverete dentro il libro, a sorpresa. È la storia che è proprio così, come la neve:oggettivamente sapresti già come va a finire, poeticamente rimani affascinato dalla scrittura e dai personaggi. Alla fine mi sono stupita che un libro così trasparente nella struttura, fosse riuscita a condurmi così in profondità nella vita dei protagonisti: neve si intitola e la magia della neve ho ritrovato.

Proprio lui vorrei avere qui, Orhan Pamuk, per una domanda impossibile: va bene, ho letto il libro con grandissimo piacere ma non ho capito una cosa sulla neve e sul suo ruolo, magari me lo può spiegare lei…ma la neve ci ricopre tutti, tende a cancellare tutte le differenze, uniformando tutto e regalandoci la falsa sicurezza del “tutto va bene”? Oppure ci fa riscoprire che siamo tutti profondamente uguali perché umani e fratelli perché colpiti dalla medesima meraviglia verso il naturale, al di là delle differenze sociali, culturali, d’origine?
La neve, alla fine, simbolicamente, ci separa o ci unisce?

Il libro non è bastato a spiegarmelo e forse nemmeno l’intervista impossibile…

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Quando tornano le interviste possibili della Caccia al tesoro?