sabato 7 novembre 2009

Le interviste impossibili... con Robbie Williams!

Nato negli anni 70, avresti potuto essere un mio compagno di scuola; quelli “belli e maledetti”, che alzano sempre il tiro, che ogni azione è più dissacrante della precedente, che ogni ragazza non è mai troppo bella, o davvero per te, o arrivata al momento giusto (a meno che non fosse quella di un altro…).
Mai fare sul serio, mai.

Però poi questa immagine funziona e ti ritrovi sul Guinness dei Primati per il maggior numero di biglietti venduti in un solo giorno per il tuo tour mondiale (un milione e seicentomila persone che vogliono vederti cantare, proprio brutto e stonato non sarai…). E questo dopo aver lasciato la boy band dei primi successi…

Eppure tutto superficie non sei, lo sai anche tu: uno che riunisce la band prima di ogni concerto per recitare insieme “"Elvis, dammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare; il coraggio di cambiare le cose che posso; e la saggezza per capire la differenza! Questa preghiera, attribuita a San Francesco, non era destinata a Elvis quando è nata… ma, già lo sapevo, tu che sei uno che dissacra sempre.

Robbie, se ti reincontrassi, alla fine di una di quelle noioisissime cene di classe, prima di salutarti, ti chiederei soltanto: che cosa stai facendo di te?

Certo è importante sfondare in America… certo anche lanciare il nuovo disco… mi ricordo benissimo che anno è stato il 2006 per te, insomma bisogna alzare il tiro per tornare a quei livelli lì, certo… e nel frattempo che stai facendo di te? A good look, una bella immagine oppure really, a man, un uomo?

Magari mi faresti ascoltare la tua ultima canzone:

God save me rejection
From my reflection,
I want perfection
… … …

And if Jesus really died for me
Then Jesus really tried for me

Per dirmi che Qualcosa, ogni tanto, rompe la tua immagine che vorresti perfetta, ma che fai ancora fatica a credere al quel really…

3 commenti:

Fabrizio ha detto...

Sinceramente, senza nulla togliere a questo post, avrei preferito però ci si soffermasse sull'analisi teologica della canzone con cui Robbie Williams è tornato in auge. La canzone che reca nel ritornello la strofa: "And your Jesus really died for me, then Jesus really tried for me" (cioè "E Gesù morì veramente per me, Gesù ci ha provato veramente per me"), sembrerebbe infatti essere una lode pop, ben riuscita, mentre invece cela dell'altro. L'analisi di questo teologo francese di nome Jon (http://forum.teamworld.it/forum759/150676-un-teologo-analizza-bodies.html) opterebbe per una lettura new age-nichilistico materlistica della canzone di Williams, in cui, sostanzialmente egli non crederebbe ad altro che a questa vita terrena ed al fatto che i "bodies" i corpi che hanno attraversato la storia dell'uomo (qui il riferimento all'albero di Bodhi del Bodhisatva e quindi del Buddhismo, sembra dettata piu da una licenza poetica di assonanza che da un significato ben preciso), sostanzialmente non finiscano che nel cimitero (bodies in the cemetry) cioè, alla fine è così che deve andare la storia (and that's the way is gonna be). Inoltre l'esaltazione del corpo, che ritorna nella strofa in cui Williams dichiara che, tutto ciò che desideriamo è essere belli da "nudi" sperando che qualcuno ci prenda, è a mio parere una conferma di questo materialismo-nichilistico se si conferma la prima tesi dei "bodies in the cemetry". Il riferimento esplicito poi "anticristiano" è la strofa finale "Jesus didn't die for you", (Gesù non è morto per te) che chiarisce inequivocabilmente il suo punto di vista, cantando in prima persona nel video la strofa a squarciagola(contraddicendo la sua strofa iniziale che torna in tutta la canzone).In ultima battuta il teologo francese, ipotizza che l'estasi, che ricerca Williams nella strofa "praying for the rapture" non sia altro che il desiderio nichilista della fine di ogni cosa, ed è forse questa l'unica interpretazione che trovo un pò campata per aria. Per il resto condivido ahimè, quasi tutto, nonostante avessi sperato che il cristianesimo potesse avere anche un bell'inno pop da cantare, perchè no, pur essendo estraneo e superiore alla moda, mi sarebbe piaciuto avere una canzone "pop" che ne facesse una lode semplice ma bella. Per chiudere infine, si potrebbe dire, sostenendo la tesi opposta, che in fondo, questo pessimismo interpretativo sarebbe contraddetto dal finale, in cui i cori dopo l'affermazione negativa sul sacrificio di Gesù, direbbero che invece Gesù è morto davvero per noi, ma se notiamo bene, Williams in un inquadratura di meno di un secondo guarda verso l'obiettivo (noi) continuando a fare segno di no, con indice e testa, contraddicendo vistosamente ma velatamente quanto lui stesso fa dire al coro. Insomma più chiaro di così. Mi consolo continuando a cantarla ma cambiando il suo "didn't die" con "really died", dispiacendomi per la sua mancanza di "fede" in questo senso. Ma forse anche li, problemi ce ne sarebbero stati, chissà quanti avrebbero inneggiato alla facile critica, nell'usare da parte sua un tema che strizza l'occhio a milioni di credenti in maniera affermativa per vendere un disco...

Anonimo ha detto...

@Fabrizio

Grazie per la tua analisi! Molto interessante!

Angela Bellini ha detto...

Ciao a tutti!

@Fabrizio: in tutta umiltà credo proprio di non essere in grado di fare una analisi teologica... ma piuttosto, come tutti i cristiani, cerco di riflettere su Dio e tutto quello che mi circonda spesso, spessissimo, mi richiama alla mente Dio; mi sono chiesta perchè un cantante pop decida di cantarci che davvero Gesù è morto per lui (come per tutti noi!) e, dando per scontata la sincerità nell'affermazione che fa, mi sono chiesta a che punto è la vita di Robbie Williams... perchè, e qui secondo me vale per tutti noi, se iniziamo a porci seriamente questo interrogativo (Gesù è morto per me?) la nostra vita cambia...
apprezzo la tua analisi, molto dettagliata, ma qui, più che di capire se è sincero o meno, si tratta di farci provocare da quello che vediamo scorrere intorno a noi in modo positivo e trarci il meglio... se poi Robbie non fosse così sincero, è un po' triste per lui, non trovi?Spero che ci sia anche fede in quello che canta, ma essendo una intervista impossibile... non posso chiedeglielo!
Grazie del passaggio!

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