O per reminiscenze del catechismo, o per ricordi scolastici legati per esempio ai gironi dell’Inferno della Divina Commedia di Dante, o forse ancora per qualche film (per esempio Seven), penso che tutti abbiamo una qualche idea dei sette vizi capitali.È una antica dottrina della Chiesa, codificata in questa forma da Gregorio Magno, che identifica così i sette principali peccati: superbia, avarizia, invidia, ira, lussuria, golosità, pigrizia o accidia (in questo ordine e con questi nomi li cita il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 398). Ma prima di Gregorio Magno, altri autori, in particolare Giovanni Cassiano in Occidente e Evagrio Pontico in oriente, si erano occupati dello stesso tema, trattandolo anzi in una prospettiva più ampia che non parla immediatamente di vizi, bensì di pensieri (loghismoi) che colpiscono l’uomo e lo mettono di fronte a una scelta. È il grande tema della lotta spirituale, di cui già Paolo aveva parlato in particolare nel capitolo sesto della lettera agli Efesini: «la nostra battaglia, infatti, non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti» (Ef 6,12).
Ma chi sono e quanti sono i dominatori di questo mondo che muovono guerra all’uomo? Per Evagrio Pontico, il grande specialista di questa lotta, questi nemici non sono sette, ma otto: «I pensieri più generali, nei quali è compreso ogni pensiero, sono in tutto otto. Primo è quello della gola e, dopo di lui, quello della fornicazione. Terzo, quello dell’avarizia; quarto, quello della tristezza; quinto, quello dell’ira; sesto, quello dell’accidia; settimo, quello della vanagloria; ottavo, quello della superbia. Che questi, tutti, molestino o non molestino l’anima, non è cosa in nostro potere, ma che si attardino o non si attardino in essa, che muovano le passioni o non le muovano, questo è in nostro potere» (Evagrio Pontico, Trattato pratico).
Nei prossimi post vorrei allora dedicare un po’ di attenzione a questi pensieri e alla lotta contro questi pensieri, perché penso che questa sia una questione centrale della nostra vita spirituale.
29 commenti:
Bella idea, anche io ho letto qualche cosa di Evagrio, attendo i prossimi post.
Interessante la concomitanza con l'inizio dell'Avvento ed il Natale. Si tratta di una "coincidenza casuale", vero ?
Buon Avvento a tutti
Vorrei condividere un pezzetto di uno dei libri che ritengo maggiormente riusciti sul tema della lotta spirituale. non è un esto teologico, nè un testo filosofico bensì letterario. mediante la finzione, l'ironia e il sarcasmo, viene data una geniale e profondissima visione delle tentazioni, dela lotta spirituale e del peccato.
sono le "lettere di berlicche" di Lewis; il testo è srutturato come un dialogo tra due diavoli, Berilcche e Malachia, uno inesperto e uno gran maestro di arti diaboliche. il novizio, cerca istruzioni e sostegno dal maestro, nei loro dialoghi il Nemico è Dio ovviamente; il punto di vista è ribaltato! e "nostro padre" sarebbe il male massimo.
scelgo il pezzetto che parla del piacere:a parlare è il diavolo esperto che istruisce il novizio che cerca di guadagnare un'anima.
Non dimenticare mai che quando stiamo trattando con il piacere, con qualsiasi piacere, nella sua forma sana e normale e soddisfacente, siamo, in un certo senso, sul terreno del Nemico. So benissimo che abbiamo guadagnato un buon numero di anime attraverso il piacere. Tuttavia il piacere è un’invenzione Sua, non nostra. I piaceri li ha inventati Lui. Finora tutte le nostre ricerche non ci hanno reso capaci di produrne neppure uno. Tutto quanto ci è dato di fare è di incoraggiare gli umani a servirsi dei piaceri che il Nemico ha prodotto, nei tempi, o nei modi, o nella misura che gli ha proibito. Per cui noi ci sforziamo sempre di allontanare dalla condizione naturale del piacere per far scivolare in quella che è meno naturale, che ha meno l’odore del suo Fattore, e che è meno piacevole. La formula è questa: una brama che aumenta continuamente per un piacere che continuamente diminuisce. E’ più sicuro; ed è stile migliore. Impossessarsi dell’anima dell’uomo e non dargli nulla in cambio—ecco ciò che riempie veramente di gioia il cuore di Nostro Padre. E i momenti di depressione sono i momenti nei quali cominciare il processo. Ma v’è una maniera ancora maggiore per sfruttare la depressione: fare in modo che l’ammalato ci pensi.
e ancora...
essi dimenticano costantemente ciò che tu devi sempre ricordare, vale a dire che sono animali e che qualunque cosa i loro corpi facciano incide sulle loro anime. E’ buffo che i mortali ci rappresentino sempre come esseri che mettono loro in testa questa o quella cosa: in realtà il nostro lavoro migliore consiste nel tenere le cose fuori della loro testa. Se questo non riesce, devi ripiegare sopra un più sottile indirizzo sbagliato della sua intenzione. Ogni volta che essi stanno servendo direttamente il Nemico noi siamo sconfitti, ma vi sono molte maniere per impedire loro di farlo. La più semplice è di stornare il loro sguardo da Lui verso loro stessi. Fa’ in modo che si preoccupino della loro mente tentando di suscitarvi sentimenti per mezzo della volontà. Quando avessero intenzione di chiedere a Lui la carità, fa’ in modo, invece, che comincino a tentare di fabbricarsi da sé sentimenti caritatevoli senza aver coscienza di ciò che stanno facendo. Quando avessero l’intenzione di pregare per ottenere il coraggio, fa’ in modo che dì fatto si sforzino di sentirsi coraggiosi. Quando dicono che stanno pregando per ottenere il perdono, fa’ in modo che si sforzino di sentirsi perdonati…
scusate se ho preso tanto spazio!ci tenevo!
sembra che il filo rosso sia tentare l'uomo svuotandolo, scavandolo lasciando un guscio.il male mangia la torta, si ciba; Dio mangia la torta e la conserva, vuole che diventiamo tutt'uno col suo amore eppure ci vuole personali e distinti...citando un'altra metafora del libro!che bello, quanta consapevolezza, libertà e identità ci viene richiesta per essere, per affermare che siamo con Lui.
Che siano sette o otto i peccati o vizi, sono tutti figli dello stesso peccato o vizio: il vizio originale, la disubbidienza a Dio. Dio ordina di non mangiare dei frutti dell'albero della conoscenza del bene e del male. Ma allora cosa ce lo mette a fare quell'albero in mezzo al giardino?
Dio mette due alberi, non uno. Sembra logica binaria: 0 1, vero falso. Poteva metterne uno solo, ma poi non avrebbe funzionato. Uno è l'albero della vita e l'altro è l'albero della conoscenza di ciò che è buono (bene) e cattivo (male). Dai frutti si conosce l'albero, dice Gesù.
Come fa la donna, tentata dal serpente, a vedere che l'albero è buono da mangiare, se non ha ancora mangiato di quell'albero della conoscenza del bene e del male?
C'è un errore logico sul quale noi programmatori di computer ci fermiamo per fare debugging. Prima mangi e solo dopo aver mangiato di quell'albero allora potrai vedere se è buono o cattivo, come dice lo stesso Dio, perché è Dio a dire che quell'albero ti dà la possibilità di sapere ciò che è buono o cattivo.
Chi ha scritto la Genesi dice in 3,6 "Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare". Su quali elementi la donna fa quella considerazione se non ha ancora mangiato di quell'albero. C'è un errore logico che mi costringe a riconsiderare la questione. Quali sono i frutti dell'albero della conoscenza del bene e del male? Cosa significa mangiare quei frutti?
Mi riallaccio al mio commento precedente...
Se la donna riesce a vedere che quell'albero della conoscenza del bene e del male è buono da mangiare vuol dire che ha già in sé il concetto di ciò che è bene e male, senza bisogno di mangiare il frutto dell'albero. A meno che il concetto di "bene" sia diverso dal concetto di "buono" e il concetto di "cattivo" sia diverso dal concetto di "male". Non è il nostro caso visto che il dizionario etimologico associa il bene a ciò che è buono: http://www.etimo.it/?term=bene .
Allora se Dio ha fatto la donna con questa caratteristica, perché dice di non mangiare di quell'albero? Secondo me non ha senso. E' come se io dicessi a mio figlio di non toccare né leggere la Bibbia perché se la tocca o la legge muore, dopo avergli io letto la Bibbia.
La donna dimostra di conoscere ciò che è buono o almeno sembra buono, ma in realtà non lo è. Dove sta allora il peccato se uno legge e tocca ciò che gli è già stato letto?
Allora, io la vedo così. Ci sono due alberi: uno è l'albero della vita che è il Nuovo Testamento, alimentato da Gesù e dallo Spirito Santo. L'altro è l'albero della conoscenza del bene e del male che è l'Antico Testamento, cioè la Torah, il libro della legge, della conoscenza di ciò che è bene o male secondo l'uomo, al quale si sono ispirati i profeti che sono morti, Gv. 8,51-53 e che a mangiarlo, vivendolo e mettendolo in pratica, porta alla morte spirituale. Quell'albero lo ritroviamo nel N.T. in quel fico che Gesù ha seccato perché non ha trovato frutti quando aveva fame, pur non essendo ancora tempo di fichi.
Dove sta il peccato? Sta nel disubbidire a Dio, cibandosi di un albero i cui frutti sono fichi secchi, perché Gesù ha fatto seccare quell'albero che non porta più fichi freschi. Sta nel andare dietro alla legge degli uomini, alle normative burocratiche, sta nella giurisprudenza, nell'applicare sentenze di condanna che sono il frutto di leggi di uomini e non leggi di Dio.
Praticamente Gesù, facendo seccare quell'albero della conoscenza, ha anche tolto il peccato dal mondo, perché quell'albero non può più dare frutti di cui cibarsi.
Ciau!
GRAZIE Don Ferruccio del post... e GRAZIE per i futuri post sull'argomento! Molto interessante!
Sono pienamente d'accordo sul fatto che sia una questione centrale nella vita spirituale!
@Anonimo dell 12.28: Bello il libro da cui è tratto il pezzo che hai riportato... Mi hai messo la voglia di rileggerlo!
:-))
Vi copio una frase che ho appena letto e che mi pare calzi a pennello con il post:
"Prima di accettare un pensiero interrogalo sette volte sulla porta della tua anima perchè poi i pensieri diventano desideri ed intaccano la tua anima".
(non so chi sia l'autore)
@dioamore
un conto è il buono da mangiare o meno, un conto è il bene ed il male.
Dio non ha detto che non era buono quel frutto, ha solo detto che sarebbero morti nel caso ne avessero mangiato.
Il concetto, poi, di morte Adamo ed Eva non potevano averlo e difatti non ne erano spaventati (se lo fossero stati non sarebbero stati così scemi da rischiare)... ergo, non conoscevano il bene ed il male anche sottoforma di sofferenza o meno.
Stando dentro un'immagine, perchè immagine è, la vera colpa è di NON FIDARSI DI DIO. Non è neppure - forse - andare contro la volontà di Dio, ma proprio il non "credere" a Dio.
Se vogliamo sono i "perchè?" dei bambini quando diciamo loro di non fare qualcosa perchè "fa male" ... è la stessa cosa.
Ci sarebbe stata l'alternativa al mangiare e sarebbe stato quella di chiedere semplicemente a Dio "perchè non ne dobbiamo mangiare? Cosa vuol dire che moriremo? Che male può farci?" ... questa sarebbe stata l'alternativa da "figli": il chiedere. Non è successo solo perchè si sentivano PADRONI di tutto e sentivano di sapere tutto. E' un peccato di superbia e di sfiducia: i due peccati che ci accompagnano fin da bambini.
Di nuovo, però, in questo post c'è scritto che la "tristezza" è un peccato capitale e di nuovo chiedo, per logica, allora anche Gesù ha commesso questo peccato? No, ci deve essere qualche errore di traduzione o nel Vangelo o in questi testi.
E per Anonimo per le "lettere di Berlicche" ... bé ... se stanno così le cose: siamo tutti fregati! Se iniziamo a spaccare il capello in quattro, a ragionare in questo modo non ce la faremo mai a trovare la verità. Comunque sia i tanto detestati 7 vizi capitali che tutti dicono "ah, io no!" sono cose normalissime, quotidiane, banalissime che succedono a tutti e tutti i giorni. Non sono "vizi" se capitano, ma lo diventano se si cercano e ci si attacca a loro pensandoci troppo.
In comune, tutti hanno un solo pericolo, quello di fare del male agli altri (e anche a sé stessi) per mantenere o trattenere tutte queste cose, hanno il pericolo di strumentalizzare gli altri per il proprio piacere e su questo da 7 o 8 potrebbero diventare 1000.
Conoscere il bene ed il male è un gran pasticcio per noi ed è per questo che - essendo salvati - dovremmo anche essere smemorati del male e vedere sempre il bene o - al massimo - vedere ciò che è contrario al bene (che non necessariamente deve essere male).
Grazie dei vostri commenti. Sì il vero peccato è non fidarsi di Dio: da lì viene tutto il resto. Su questo Genesi 3 è davvero straordinario e, se devo essere sincero, mi dispiace un po' che dioamore non ne veda la bellezza e la profondità. Personalmente penso che il Primo Testamento sia un albero che dà ancora molto frutto, non da solo certamente, ma insieme al Nuovo e soprattutto a Gesù. Mi fa invece piacere vedere che avete rifletutto e letto su queste cose: Evagrio, Lewis ... Ne riparleremo ancora insieme. A presto, d Ferruccio
Marta09, io mi chiedo cosa ce lo ha messo a fare Dio quell'albero in mezzo al giardino, se poi non si possono mangiare i suoi frutti. E' un comportamento poco razionale, dal mio punto di vista. Fai prima a non mettercelo e risolvi tanti problemi. Tuttavia una ragione c'è.
Il fico è anche il primo frutto citato nella Torah (Torah significa "legge" e sono cinque libri, compresa la Genesi). Secondo alcuni, il frutto proibito dell’Albero della Conoscenza del Bene e del Male era un fico. Non per niente Adamo ed Eva fecero una cintura di foglie di fico per coprire la loro nudità dopo aver mangiato quel frutto, come dice Genesi 3,7. In attesa che Dio li ricopra di tuniche di pelli.
Quindi abbiamo la vite che è l'albero della vita e abbiamo il fico che è l'albero della conoscenza del bene e del male.
La cosa trova una spiegazione nel Vangelo, Luca 13,6:
Disse anche questa parabola: "Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò."
Quel tale è Dio che ha l'albero della conoscenza del bene e del male piantato nel giardino dove c'è anche la vite con la sua vigna, l'albero della vita con il vignaiolo... Quel fico non porta frutto da tre anni e Dio lo vuole fare tagliare dal vignaiolo, ma ...
vai avanti tu.
Don Ferruccio, non è questione di bellezza o meno. E' questione di verità. C'è molta verità nel libro della Genesi, più che bellezza.
Dioamore, ma la verita' non e' anche bellezza?
Se tutto e' creato dall'Amore e per l'amore, e la via dell'Amore e' la verita', non e' bellissima la verita'?
... il vignaiolo "tenne testa" per amore a Dio (???) e temporeggio sulla condanna del povero fico. Il vignaiolo è Gesù ... ed il suo temporeggiare e fermare la mano del giudizio divino ...bé ... potrebbe essere quel "Padre perdona loro perchè non sanno quello che fanno".
Sul perchè Dio ci abbia messo quel cavolo di albero che ha creato un bel po' di pasticci non lo so, ma credo che anche questo sia un piccolo modo per "fidarsi di Dio" ben sapendo che non avviene nulla per nulla ... e che la nostra conoscenza è molto limitata e che la "verità tutta intera la VEDREMO quando saremo faccia a faccia con Dio"
...
Comunque sul "perchè" un paio di ipotesi ce le avrei: una è complicata perchè si basa su pura antropologia e pedagogia, l'altra è quasi buffa - se vogliamo - e (partendo sempre e comunque dal fatto che Genesi è un'immagine per dire qualcosa d'altro)potrebbe essere che quel alberello birichino ce lo ha messo, e ci rimane, PERCHE' ANCORA OGGI CI STIAMO CHIEDENDO PERCHE' CE LO HA MESSO NON CAPENDONE L'UTILITA' E QUINDI ... ANCORA OGGI NON CI FIDIAMO e ne mangiamo "contestando" la logica di Dio e quindi e di nuovo e ripeto NON CI FIDIAMO!!!! :-D
Quindi, la sottoscritta, gira le spalle all'albero con presenze inquietanti (chissà perchè il serpente amava solo quell'albero?)e vado diritta all'altro albero quella della Vita, quello il cuo frutto credo sia proprio il Figlio di Dio che oggi è per noi l'Eucarestia.
Ciao ciao ... @Fabrizio hai una bella testa, complimenti!!!
Scusa, @dioamore, ti ho chiamato per errore Fabrizio perchè ... avevo un "copiaincolla" nella tastiera ...
La mia non è una bella testa ... ciao
Marta09, è un piacere leggerti. Grazie del tuo pensiero.
Tuttavia la bellezza è una cosa e la verità un'altra cosa. La bellezza può ingannare, mentre la verità può anche essere brutta, amara e dolorosa. Non sono la stessa cosa. Siccome Gesù è la Verità, non è detto il contrario, cioè che la verità sia Gesù, e che di conseguenza sia bella, perché la verità può anche fare male ed essere brutta, come il fatto di morire se si mangia il frutto proibito, mentre Gesù che è Dio Amore fatto uomo non può fare male, ma siamo noi che ci facciamo del male.
La logica di Dio io non la contesto, ma la logica ha una sua verità che è la ragione. Se un ragionamento è illogico e irrazionale, la ragione lo deve rilevare e cercare di comprenderlo alla luce dello Spirito. Ho soltanto rilevato un errore logico da parte di chi ha scritto la Genesi, non da parte di Dio.
Se non mi fidassi di Dio a quest'ora non sarei qui a scrivere. E' chiaro che la disubbidienza presume mancanza di fiducia, tuttavia la fiducia non presuppone l'ubbidienza automatica, perché io posso non avere fiducia in Dio ma ubbidirgli per amore, così come posso avere fiducia in lui, ma poi disubbidire. Chi è che pecca: chi non si fida di Dio, ma ubbidisce o chi non ubbidisce ma si fida di Lui?
Non per niente esiste l'ubbidienza canonica per i sacerdoti. Un discepolo di Gesù non può disubbidire a Dio pur fidandosi di Dio, non avrebbe senso.
Siamo dello stesso avviso, @dioamore, siamo proprio quei figli che chiedono molto umilmente "ma perchè?". Chiedono molto umilmente e con tanta fiducia ed amore e non è un chiedere pieno di curiosità un po' morbosa, ma è solo un conoscere.
Amore e fiducia non sempre vanno di pari passo anche e soprattutto, come esseri umani e come tali facciamo un po' di confusione sul termine amore che - gratta gratta - molte volte è "amore per me" e non certo "amare".
La fiducia è amore e non il contrario, ma fiducia non esclude il conoscere.
Vedi, la tua bella domanda
Chi è che pecca: chi non si fida di Dio, ma ubbidisce o chi non ubbidisce ma si fida di Lui?
ha in sé proprio quella "pallosa" ipotisi pedagogica.
La risposta dovrebbe essere: il secondo caso. E' il secondo che pecca perchè al di là di fiducia, di amore o di quella inflazionata "libertà", colui che non pecca è proprio colui che "ubbidisce" anche contestando, ma ubbidisce. (lasciamo perdere l'ubbidienza canonica per favore perchè tireremmo fuori una Treccani su questo argomento).
Ti ripeto che l'errore logico esiste proprio perchè è un immagine per dire qualcosa di più grande e - come immagine - c'è una logica che fa acqua da tutte le parti. Forse quell'albero "alternativo" non è il soggetto della storia (o causa), ma è l'opposto della dell'unico albero che c'è sempre stato.
Se andiamo per logica poi, è anche illogico il comportamento di Adamo ed Eva: chi gliel'ha fatto fare? Il serpente? Il male? No, loro stessi ed il desiderio di CREARSI UN ALBERO ALTERNATIVO A QUELLO DI DIO. Quell'albero, forse, è la contrapposizione umana a quella divina; è quella "libertà" di crearsi una "zona di potere proprio" ... o quella libertà di "fare quello che voglio perchè posso" che non è esattamente il "libero arbitrio" dove entra il gioco "il meglio" dell'essere umano, il meglio del figlio che "conosce" sia il bene che il male. Anche il perdono di Gesù dalla croce pare illogico, perchè tutti i suoi assassini sapevano quello che facevano (altro che non sapevano) ma non CONOSCEVANO.
Anche sulla bellezza in relazione alla verità pare illogico ed impossibile considerando che la verità fà vedere cose non proprio belle, ma è comunque bellezza (non bello, ma bellezza)per chi ama la verità che è però da intendersi come Verità con la "V" maiuscola.
E sui "discepoli" .. bé guarda che lo siamo anche tu ed io discepoli ed è vero che non possiamo disubbidire ... non ce la facciamo proprio (anche se ci tentiamo) NONOSTANTE ci fidiamo di Dio.
Ma a questo punto forse è il caso di ribaltare l'argomento: ma di chi è la fiducia? Chi si fida? L'uomo di Dio o Dio dell'uomo? Credo che sia Dio a fidarsi di noi e lascia spazi di errore e ... lascia che vediamo sia il bene che il male proprio perchè si fida e forse quella "conoscenza che uccide" non ha a che fare con una funzione intellettiva, ma con una funzione di possesso. L'uomo vede sia il bene che il male e sino a qui può scegliere, ma sbaglia quando pensa di possedere sia il bene che il male "mangiando il frutto" e non può più scegliere dopo averne mangiato perchè crede di essere come Dio che è il peccato massimo.
Forse mi sono incartata con le parole, ma non è che sia semplicissimo tirare fuori 'ste robine qui sui due piedi ... ma a grandi linee direi che l'albero maledetto è l'enorme fiducia che Dio aveva nell'uomo ... (peccato che l'uomo - come oggi - non abbia in Dio la stessa fiducia che ha in sé stesso)...
L'albero proibito, secondo me, è l'albero di fico che rappresenta la legge che stabilisce cosa è male e cosa è bene e in base a quella legge emette sentenze di vita o di morte, attraverso un giudizio.
Questo giudicare in base alla legge porta alla morte dell'uomo.
Gesù si avvicina all'albero di fico per cercare frutti di cui cibarsi. Ma non ne trova di fichi perché non è ancora tempo di fichi. Che vuol dire? Se il fico è l'albero della conoscenza del bene e del male, i suoi frutti sono le leggi e i giudizi di un giudice, le sentenze, quindi il tempo dei fichi probabilmente rappresenta il tempo del giudizio, il tempo dove le leggi proliferano e le sentenze pure. Quindi non è ancora il tempo del giudizio.
Cosa fa Gesù? La cosa giusta a questo punto, secondo me. Lo maledice senza tanti patemi d'animo tipici del vignaiolo, facendolo seccare per il nostro bene, prima che arrivi il tempo del giudizio per Gesù, ma anche per noi.
Gesù, seccando l'albero del frutto proibito, ci salva dal tempo del giudizio.
Invece nella parabola del vignaiolo, Dio si avvicina all'albero per cercare fichi che non vede da ben tre anni e logicamente lo vuole tagliare. Trova il vignaiolo. Marta09 sei sicura che il vignaiolo sia Gesù? Se il vignaiolo fosse Gesù, avrebbe assecondato Dio, tagliandolo o seccandolo come ha fatto con l'altro fico, visto che non porta frutti.
Io penso che il vignaiolo sia semplicemente "colui che lavora nella vigna del Signore" (da non confondere con i vignaioli omicidi dell'altra parabola).
Il vignaiolo, in buona fede, non conoscendo quell'albero perché lui è vignaiolo, conosce la vigna, ma non il fico dai frutti proibiti, pensa di fare cosa gradita a Dio perdendo tempo a concimarlo nella speranza che il fico porti frutti che non sa essere frutti proibiti, ritardando così il suo taglio e quindi ritardando la crescita della vigna perché il fico sfrutta il terreno, come dice la parabola, e di conseguenza sottrae nutrimento alla vigna.
mmmmh! Potrebbe essere, ma potrebbe essere anche la mia versione e sempre partendo da quel più volte citato "Padre perdona loro perchè non sanno quello che fanno" ...
Poteva chiedere le mitiche 12 legioni d'angeli, poteva chiedere tutto e invece ha chiesto solo il perdono per quegli uomini (alias fichi sterili) che lo stavano facendo morire.
Il Padre avrebbe fatto di tutto per salvare il Figlio, avrebbe anche prestato l'orecchio all'insulto ed ultima tentazione del "Se sei davvero Figlio di Dio, salva te stesso e scendi dalla croce" ... avrebbe reagito con amore di Padre e invece ... si è fermato davanti alla richiesta del Figlio dandoGli ragione DOPO la morte.
Ma è vero che il fico è l'uomo giudicante, sentenzioso, condannante, questo è verissimo che non genera frutti e si rinsecchisce nell'odio al prossimo, questo potrebbe essere ... ma è proprio su quest'uomo-fico-rinsecchito che la misericordia ha la Sua ragione e non si piega alla stessa logica del giudizio perchè né il Figlio, né il Padre giudicheranno, ma sarà la Parola a giudicare -- ( è da qualche parte nel Vangelo, ma non so dirti dove.
Insisto nel dire che il vignaiolo potrebbe essere il Figlio di Dio che è "venuto per i malati e non per i sani" (e il fico è malatissimo) ... Insisto anche perchè se è come dici tu, Gesù stesso entrerebbe nel male del giudizio e della condanna che non Gli spetta.
Il giudizio selvaggio è il nostro problema ed il giudizio sulle intenzioni ... cosa che hanno fatto Adamo ed Eva suggerito loro dal serpente VE LO HA PROIBITO PERCHE' DIVENTERESTE COME DIO ... eccolo qui, giudicare arbitrariamente il prossimo e anche Dio senza chiedere spiegazioni, senza sapere ...
Il fico sfigato allora è proprio questa umanità perennemente tentata dal giudicare che la Misricordia del Padre, il grande amore del Padre e del Figlio cercano fino all'ultimo di "redimere" ... fino a quando ci sarà dalla parte del fico (scemo questa volta) la volontà piena di rimanere quello che è.
Noi stessi quando siamo "martirizzati" da accuse terribili ed ingiuste invochiamo il giudizio di Dio, la Sua difesa che - ovviamente - consiste nel "punire" quel "brutto e cattivo" che ci ha fatto del male ingiustamente ... ma il Figlio dice "E dai, lasciami ancora un po' di tempo e vediamo se capisce ... lasciamelo CONCIMARE CON IL NIO CORPO E LA PAROLA ... lasciami ancora un po' di tempo".
E' sempre e comunque una logica d'amore più che di legge, anzi di una legge dell'amore che dice chiaramente che se un CUORE NON SI ALLARGA SI INARIDISCE E MUORE ... Non esiste uno stand by del cuore e del Carità ... Il Vignaiolo è proprio Gesù con la Sua enorme tenerezza ed enorme esagerazione nel bene ... così esagerato che il male ha perso la testa e si è autocondannato.
ciao ciao ....
P.S.: ciedo scusa a don Mario per questo discorso a due, ma è un argomento che mi interessa e mi prende cuore e testa e soprattutto "colpisce" sul vivo e presente.
Mi perdoni don Mario?
Marta09, bello quello che dici, comprendo l'infinita misericordia di Dio che non giudica ma tenta il tutto per tutto per la salvezza dell'uomo. Però qui io mi trovo con un fico sterile piantato in una vigna e quel fico è programmato per fare frutti proibiti che tuttavia non fa.
Il fico non lo vedo come un popolo o una persona da salvare e ravvedere, per cui sarebbe plausibile la sua concimazione in attesa di un suo ravvedimento, ma lo vedo come una costante minaccia di morte per l'uomo e per la donna: la tentazione della legge che giudica e condanna.
Pensi che abbia senso un ravvedimento del fico inteso come sistema giudiziario? Gesù è stato condannato dal sistema giudiziario di quel tempo perché ha violato la legge del sabato. La legge del sabato io la vedo come un frutto dell'albero proibito. Mangiare quel frutto per me significa applicare la legge, cioè applicare la condanna a morte prevista dalla legge che erroneamente riteneva un bene davanti a Dio condannare chi trasgrediva il sabato. Succede ancora oggi.
Chi mangia quel frutto, in un certo senso non sa quello che fa, e quindi hanno senso le parole di Gesù: perdona loro perché non sanno quello che fanno. Tuttavia, secondo me, sarebbe meglio se il fico non ci fosse, così i suoi frutti non possono essere mangiati. Quindi non vedo che bisogno ci sia di concimare un sistema legislativo-giudiziario.
Ehi, ma che pericolo può essere un fico senza frutti? Che si mangiano le foglie, i rami ecc.??? :-D
Il motivo per cui quel poveretto di fico doveva essere abbattuto è proprio perchè non dava frutti e quindi ... nessun pericolo di "avvelenarsi" nel caso sia "frutti proibiti" no?
Se vuoi potrebbe essere anche una Grazia perchè - grazie a Gesù Cristo ed all'amore di Dio - il male non può più avvelenare davvero ... alias all'albero del bene e del male sono stati tolti i frutti.
Ora non posso, ma dopo continuo
Marta09, tutte le mie congetture sono basate sull'ipotesi che il fico sia il frutto proibito. Se non è il fico il frutto proibito, tutte le mie congetture non stanno in piedi e andrebbero riviste. La Bibbia non mi pare dica esplicitamente che il frutto proibito sia il fico, ma te lo lascia intuire. Quindi prendi tutto con beneficio d'inventario.
Il fico da abbattere potrebbe albergare in mezzo alla nostra anima e il vignaiolo potrebbe essere il nostro io che non lo vuole abbattere in attesa di un frutto di giustizia umana che non c'è. Quel fico fa ombra alla vigna, oltre a sfruttare il terreno, rallentando lo sviluppo della nostra anima.
Ehi, ripeto il fico non dava frutti da 3 anni quindi non c'è nessun frutto proibito da mangiare.
Ma ci potrebbe essere anche un'altra interpretazione consideranno che i "3 anni" sono il periodo dei predicazione di Gesù CHE NON HA DATO FRUTTI!!!
Quindi ... Dio (il padrone) si potrebbe pensare che dica al Figlio (vignaiolo) "ma non vedi che è inutile e non dà frutti?" (a questo punto il fico è la rappresentazione in immagine di tutti coloro che non hanno accolto il Figlio) e Gesù (il vignaiolo) allora dice al Padre quello che viene detto nella parabola che PER ESTESO E' ESATTAMENTE QUEL "PADRE PERDONA LORO PERCHE' NON SANNO QUELLO CHE FANNO" (Gesù non aveva molto fiato sulla croce e doveva risparmiare le parole).
La pianta non è il frutto e se la pianta è buona lo si vede dal frutto buono (non da mangiare ma che sia bontà assoluta). L'assenza di frutto (cattivo o buono che sia) è la base per cui non c'è ancora adesione o rifiuto: semplicemente non hanno capito
Ma è vero che potrebbe albergare nella nostra anima, ma quello che non lo vuole abbattere non è certo il nostro io che tende a liberarsi di presenze che pongono dubbi, ma è l'amore del Signore che ce lo proibisce: potrebbe chiamarsi "coscienza" quel fico senza frutto nella nostra anima.
Senza frutto non si giudica un albero ed i frutti sono azioni e parole ... più parole che azioni.
Grazie Marta09, infatti in Giovanni 15,1 Gesù dice che il vignaiolo è il Padre suo e che lui è la vera vite. Allora quel tale che cerca frutti dal fico da tre anni è Gesù con la sua predicazione, come dici, così come li cercava nell'altro fico che ha seccato. Non trovando frutti, lo vuole tagliare, ma la misericordia paziente di Dio glielo impedisce.
Ma perché Gesù cerca frutti dal fico, se il fico porta frutti proibiti? Probabilmente non è il fico l'albero proibito.
Don Ferruccio tu che dici?
"Non trovando frutti, lo vuole tagliare, ma la misericordia paziente di Dio glielo impedisce
Veramente avevo detto che - FORSE - era il Padre che voleva tagliare 'sto caspita di fico che non dà frutti e Gesù intercede per il fico.
E chi ha mai detto che il fico dà frutti proibiti?
In Mc 11:13, poi, c'è ancora di mezzo questo fico su cui Gesù ha trovato solo foglie e non frutti, ma - aggiunge - perchè non era ancora stagione di fichi!!!! :-)
Di qualsiasi "albero" parliamo - che sia fico, ulivo, vite o gli "alberi" dell'Eden e l'albero (vincitore tra il bene ed il male) della vita che ritroviamo nell'Apocalisse parliamo sempre di umanità, parliamo sempre di uomini che possono essere nutrimento o veleno per il prossimo: la differenza stà dove ha le radici questo "albero" se nella Parola di Dio e tutto quello che indica o su altra parola.
Credo, ma non vorrei dire una stupidata colossale, che quando Gesù si identifica con la "vite" si identifica come "immagine dell'uomo perfetto e amato da Dio, un figlio appunto" ... il primo Figlio ed unico Figlio generato da Dio e generato come uomo e non come Dio. I tralci sono segno di fratellanza con il Figlio di Dio, uomini esattamente come Lui e non sono segno di figliolanza (nostra nei confronti di Gesù il Cristo).
Nessun albero è per default quello che dà i frutti proibiti e comunque sia, per voce di Gesù, nulla che entra dalla bocca di un uomo può danneggiarlo, ma quello che esce dalla bocca dell'uomo perchè viene dal cuore.
Lo stesso "albero del bene e del male" se non avesse sopra di lui il consiglio di non mangiarne i frutti non avrebbe portato a quello che ha portato.
Ti ripeto, non è il frutto mangiato che ha condannato, ma il fatto che Adamo ed Eva non abbiano creduto all'indicazione di Dio e non si siano fidati di Dio che pure gli aveva dato tutto.
E l'inganno, per di più, non si è consumato sul frutto (che era il soggetto e l'oggetto dell'inganno) ma SULLA PAROLA del serpente, di Eva e di Adamo.
Il male inganna e fà del male con la PAROLA ... il fatto viene dopo ... e credo sia questa la nostra fregatura più grossa, guardiamo sempre alle opere e non ci accorgiamo che possiamo seminare male e morte con le parole.
NON PER NULLA GESU' E' VENUTO NEL MONDO COME "VERBO" DI DIO E QUINDI "PAROLA DI DIO" INCARNATA.
(e tutto questo discorso basterebbe ed avanzerebbe per iniziare un bell'esame di coscienza e vivere come VERA E PRIMA CONVERSIONE il tempo dell'Avvento)
ciao ciao
Bene Marta09. Il serpente inganna ed è il più astuto di tutti gli animali selvatici. Ma come mai Gesù ci dice di essere prudenti come serpenti?
Navigando ho trovato un testo in pdf interessante dove a pag 60-63, 88 si dà una interpretazione dell'episodio del fico seccato:
http://www.studibiblici.it/storiaOteologia.pdf
dove si dice che il fico rappresenta, insieme alla vite, il popolo di Israele.
Per il fico/vite e popolo di Israele ... bé, mi pare ovvio considerando che Israele è il popolo eletto prima di Gesù.
Il messaggio del Figlo di Dio e di Dio stesso, credo (ma non capisco un tubo di queste cose e sto andando 'a braccio') è nel pieno rispetto della mentalità del tempo. Insomma è un messaggio universale e per tutta l'umanità e Israele è l'immagine di tutta l'umanità.
Per la prudenza (ma non l'astuzia) del serpente ... La prudenza è un dono dello Spirito Santi Gesù non dice di essere dei serpenti, ma dice "siate prudenti come serpenti e semplici come colombe" ... due cose che devono stare insieme anche perchè la semplicità è prudenza istintiva.
Comunque sia il serpente antipatico che con la sua parola perfida ha ingannato Eva e Adamo ti pare forse non sia stato prudente? Lo è stato eccome, gli dovrebbero dare il Nobel della prudenza, ma non è stato semplice ... si è spacciato per semplice, ma il suo ragionamento era altamente complicato e pieno di secondi fini ... D'altra parte ad instillare certezze il male si spaccherebbe la faccia, ad instillare il dubbio vince su tutta la linea! Ma c'è Qualcuno che gli ha rotto le famose uova nel paniere ed è il Figlio di Dio che ha instillato un altro tipo di dubbio contrario a quello del male. Quello del male è stato ed è "E se Dio mi ingannasse? ecc", quello che Gesù porta è "E se mi ingannassi io? E se fossi io che sbaglio a non fidarmi?" ... Altro che prudente quel serpente, sapeva bene il fatto suo ed il rischio che correva ... ma ha sbagliato in una cosa fondamentale che anche il male è stata una creatura del Creatore che è partita in modo splendido e poi - per invidia - si è spaccato la faccia.
E' stato prudente con l'uomo, ma non lo è stato con Dio ... è questo che Gesù dice.... o almeno credo.
Cavole mi sa che le sto sparando proprio grosse e spero che non mi arrivi una scomuncia via web, ma questo è quello che io penso.
Ciao ciao e ciao a tutti
Io non identificherei il fico con l'albero proibito. Si tratta di un albero simbolico da cui non si deve mangiare, mentre dal fico Gesù vuole mangiare (e in altri passi del Primo Testamento si parla positivamente del fico). Per quanto riguarda Gesù e il fico, direi che sì il fico può rappresentare Israele, ma anche la vite rappresenta Israele. Credo si debba stare attenti a non fare delle identificazioni troppo rigide quando si ha a che fare con dei discorsi simbolici, che per loro natura si prestano a diverse possibili interpretazioni senza che l'una escluda necessariamente l'altra. Ciao, d Ferruccio
Ecco, @dioamore, il simbolo, qualsiasi simbolo che si rende visibile con l'immagine, ha la funzione di "tenere insieme".
In questo caso "tiene insieme" tutta la Parola di Dio dalla Genesi all'Apocalisse e non possiamo prendere una singola immagine togliendola dall'insieme perchè è l'insieme che spiega ogni singola immagine in funzione sua.
E' molto pericoloso fare questo perchè si rischia di fraintendere, neppure il Vangelo va preso per una singola frase o comportamento, ma va preso come MONTE da cui guardare tutto con una nuova prospettiva.
Ad esempio, è stato Gesù a dire ai suoi apostoli di "non entrare nella casa dei pagani" di non andare dai pagani eppure si è inventato san Paolo ... oppure Gesù dice che è venuto per unire e poi da un'altra parte dice che a causa sua "insorgeranno padri contro figli e figli contro padri ecc". Se dovessimo fermarci alle singole parole o frasi dovremmo dire che il Figlio di Dio era volubile e invece è perfettamente nella logica e nella coerenza.
Teniamo sempre tutto insieme è l'unico modo che abbiamo per capire qualcosa e non sbagliare e non diventare integralisti sfegatati ... e capire qualche cosa nei nostri pur grandi limiti di comprensione.
Ciao ciao e grazie
Sì Marta09, io preferisco spezzare il pane e condividerlo, in questo modo qualche briciola può cadere ed essere raccolta da chi, escluso dalla cena, lo può assaggiare e sfamarsi almeno un po'.
@dioamore
grazie e anch'io sono del tuo stesso avviso, condividere tutto e condividere sempre ed è vero che qualcuno "viene" escluso dalla Cena per mano d'uomo, ma stanne certo non sei escluso per nulla dalla Mano del Signore, anzi .... per costoro ci saranno le splendide parole di Gesù:
"La tua Fede ti ha salvato" ... e saranno chiamati con il nome di figli.
C'è la stessa fede, la stessa passione in quelli che sono invitati alla Cena e, qualche volta, ci sono annoiati? C'è la stessa passione di condividere come Gesù ha fatto e fa ancora oggi?
Quell'Euvarestia ti chiede "il biglietto d'invito"?
C'è una parabola per questa questione e l'abito di chi ama e desidera il Signore è l'abito più adeguato e più splendido.
Diremo anche cavolate, diremo umilmente i nostri pensieri, ci potranno accusare di tutto, ma non di NON CONDIVIDERE ed è l'unica cosa che conta davvero, è pura Carità anche perchè si ricschia sempre di perderci la faccia, ma su certi argomenti non c'è nessuna faccia da perdere, ma solamente tanto e troppo orgoglio di "sentirsi arrivati" e di aver capito tutto.
La Chiesa è un Corpo che cresce armoniosamente tutto insieme, e non una mano cresce ed il piede no e l'unico modo per far crescere un corpo è quello di fare in modo che ogni "prodotto" di ogni singola cellaula e organo "entrino in circolo" ... e questa è proprio la Grazia della condivisione
Ma questo è solo il mio pensiero che "oso" scrivere, ben sapendo che qualcuno mi potrà accusare di qualche cosa .... Pazienza, io oso lo stesso e lo faccio con gioia
Posta un commento