mercoledì 2 dicembre 2009

2

Disarmante





«Ecco il nostro Dio; in Lui abbiamo sperato perché ci salvasse» (Is 25,9)






Ciò che ci sarà dato di contemplare - tra poco - è di disarmante tenerezza: è il piccolo Gesù, che, nella sua delicata bellezza «asciugherà le lacrime su ogni volto» (Is 25,8), scaldando il cuore di ciascuno con il suo silenzio indifeso e innocente.

Chi per primo ci ha amato, lo stesso Amore, ora si chinerà su di noi, in Gesù, rendendosi bambino bisognoso di cura e affetto per aiutare tutti ad incontrarlo ed amarlo. Egli vuole portarci ad allentare ogni nostra resistenza ad un Dio che a volte riteniamo lontano o a cui guardiamo con timore.

Adesso è tempo di affermare con gioiosa gratitudine: «Ecco il nostro Dio; in Lui abbiamo sperato perché ci salvasse. Questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza».

2 commenti:

marta09 ha detto...

Per ora "scaldando il cuore di ciascuno con il suo silenzio indifeso e innocente" ... perchè dopo ... di certo non starà zitto "il piccolo Gesù", ma la tenerezza sarà ancora più sensibile, ancora più visibile, ma sarà una tenerezza poco emotiva e molto pratica.
Il cuore verrà scaldato e gli occhi asciugati visibilmente con la Sua Parola (per il cuore) e con la Sua mano (per gli occhi).

Non so sè più disarmante per la nostra resistenza un Bambino o un Crocifisso innocente, non lo davvero, ma bambino e Crocifisso sono la stessa Persona e la tenerezza diventa passione che si dona (che cosa strana per noi uomini dove spesso- anche se non sempre - la parola "passione" indica una tensione di prendere per sé).

Ecco, personalmente lo vedo così il Natale. Forse avrò tolto molta poesia, forse sono troppo "realista", ma ho contemplato per tanto tempo questa "natività" non lasciando fuori nessuno dalla "scena" ed onestamente mi sono accorta delle enormi difficoltà che ha accompagnato questa "nascita del Figlio di Dio", difficoltà che sono state tutte superate con l'unica cosa che proprio è la radice della nostra resistenza: la fiducia di Dio e la fiducia in Dio per aver fiducia in tutta l'umanità che, prima o poi, capirà e - finalmente - accoglierà.

No, non è poesia ... è un'opera omnia di Dio che inizia ad essere scritta nel e sul cuore dell'uomo.

brunason ha detto...

La speranza, questa grande, piccolisima, misconosciuta virtù dei "poveri", dei "piccoli", degli "ultimi".
Io "spero" che il "piccolo" Gesù, l'indifeso, il dis-armato per eccellenza, Colui che è venuto non nella Sua Maestà e Gloria, ma spogliandosi di tutta la Sua divina regalità per non spaventarci, dis-armi finalmente i nostri cuori, il mio cuore, corazzato nella sua presunta "grandezza".

Piccolo Gesù, rendici Piccoli!