la comunità claustrale delle Adoratrici del preziosissimo Sangue di Gesù, sorelle del Monastero cottolenghino di Pralormo (TO)
Suor Maria Patrizia, ci racconta del suo tesoro nel campo?
Penso che il tesoro in realtà sono io oppure è lei, e il campo è il mondo; Dio ha mandato il suo Figlio a cercare il tesoro perduto, che siamo noi; noi abbiamo dentro un desiderio, qualcosa che viene messo da Lui stesso. Come dice la Scrittura, non siamo noi che amiamo per primi ma è lui che ci ha amato per primi; allora il tesoro nel campo sono io, che lui è venuto a cercare; come dice la parabola della dracma perduta, Gesù è la donna che è venuta a cercare con il lanternino la dracma e cerca ogni giorno ciascuno di noi per nome, e quando ciascuno di noi scopre la sua vocazione è un po’ come se si fosse ritrovato… sa di essere qui per questo, C’è un disegno su di me!. E il fatto di sentirsi amati, in questa ricerca, sentirsi amati libera molto, quando si ha un incontro vero con Gesù si esce dalla logica del bisogno… per fare un esempio, io lavoravo in banca e "non devo essere sempre ben vestita, ben truccata, sempre gentile…" Gesù fa sentire che tu sei amato così come sei, come ti svegli al mattino e come arrivi alla sera.
E il suo tesoro, suor Maria Bruna?
Quando avevo 23-24 anni cercai di capire che cosa il Signore volesse dalla mia vita, fu un periodo sofferto, travagliato…Certo, avevo una vita intensa: mi sono fidanzata e lavoravo come infermiera, avevo tantissimi amici e facevo tante attività in parrocchia e non mi mancava assolutamente niente, andavo a un sacco di incontri di preghiera, ero coinvolta nella pastorale giovanile, eppure mi dicevo: "è tutto qui?" Mi ricordo anche nel periodo del fidanzamento, durato più o meno due anni, che andavamo ai matrimoni degli amici insieme e io vedevo questi che si sposavano e mi dicevo: "è tutto qui?". Guardi che ho una grandissima stima del matrimonio ed è stata una sofferenza rinunciarvi, perché volevo molto bene a questa persona e lui altrettanto, però mancava quel senso di pienezza, quel senso di appagamento profondo, che ho trovato qui in monastero. Mi sembrava che il matrimonio fosse un orizzonte limitato e invece questa vocazione mi dà un orizzonte illimitato sia nel tempo che nello spazio. Io sono convinta che anche il matrimonio dia questo orizzonte illimitato, ma per me che non ne avevo la vocazione, andando a questi matrimoni…sentivo inquietudine! Le dicevo di questa mia carissima amica, che pregava molto, che ora è sposata e mi diceva: "ma insomma, quanto dura questa caccia al tesoro?"
Questa è una bella immagine, nel senso che ci sono delle tappe, delle indicazioni, degli aiuti, che di tappa in tappa ti vengono dati: adesso vai per quella strada con quella persona e intravedi un briciolo di luce, poi quella persona ti dice Fai quell’esperienza e hai una altra luce, poi conosci in quell’occasione una persona che ti dice Vai in quel posto, arrivi in quel posto e…mi sono ritrovata qui e mi sono detta Sono arrivata!
La prossima settimana ancora un tesoro... in questo campo! Stay tuned con la Caccia al Tesoro!



































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