giovedì 30 luglio 2009

35

Incendi estivi





Il sacerdote che non si è tenuto vicino alla fiamma del tabernacolo non può emettere scintille dal pulpito.

(Fulton J. Sheen)

mercoledì 29 luglio 2009

2

In solitario. Diario di volo

Un giovane ingegnere parte per l’Africa, come tecnico di una casa automobilistica, prima della seconda guerra mondiale: pronto ad ogni avventura e ad ogni tipo di riparazione nel campo dei motori, non immagina che tornerà a casa, 5 anni dopo, pilota della Raf volontario, eroe di guerra, decorato al valor militare e completamente disilluso sulla necessità e sulla gestione “intelligente” della guerra e delle sua battaglie.

“In solitario” di Roald Dahl è il racconto autobiografico degli anni giovanili di Dahl stesso, dopo la laurea e durante la seconda guerra mondiale: colto dallo scoppio della guerra mentre lavora in Africa, decide di arruolarsi nella Raf e, dopo un sommario addestramento di volo, viene inviato al fronte, tra la Grecia e l’Egitto. Il sommario addestramento gli insegna però forse l’unica cosa davvero importante: il volo, la battaglia, la guerra per lui saranno una esperienza “in solitario” nella solitudine di chi uccide e rischia di morire, nella solitudine di obiettivi militari da raggiungere sempre meno chiari e determinati. L’esperienza del campo di volo, dove il comandante stesso cerca di sapere il meno possibile dei suoi piloti “per non legarsi troppo”, il racconto della battaglia aerea di Atene, dove i tedeschi fecero lo stesso errore dei persiani , nel medesimo porto di Salamina, quasi 2000 anni dopo, sono tra i due momenti più duri e toccanti del libro, che condanna, senza toni retorici, la realtà della guerra.

Consigliato ai ragazzi dai 13 anni in su, piacerà in tutte le sue parti (tranne forse quella in cui il protagonista si ritrova con le lacrime agli occhi appena sente al telefono la voce della mamma, al rientro in Inghilterra…); i genitori si preparino con cartina geografica a spiegare i luoghi delle battaglie (l’unica mancanza del libro, la mappa!). Dahl suggerisce che un atteggiamento meno ingenuo del suo, collettivamente parlando, può contribuire a non farle nascere le guerre: utile quindi per spiegare che cosa si vive dentro le guerre e per spargere semini di pace…

In solitario. Diario di volo, Roald Dahl, Salani Editore, 2002.

sabato 25 luglio 2009

1

Sulla strada del tesoro... la fotografia!

C’è spesso una fotografia che ci ritrae in un momento che riteniamo felice: ricordiamo chi l’ha scattata, dove e che cosa stavamo facendo; queste fotografie a volte guardano lo scorrere della vita in casa da mensole e mobili, a volte sono più nascoste, in album, a volte sono appese ai muri, imperiture e solenni. Molto fortunato è chi ha una fotografia così, condivisa con una o altre persone, con lo stesso sentimento di felicità… e molto impegnato per farla crescere e non farla ingiallire, quella felicità condivisa!

Una fotografia trova sempre posto nello zaino, anche come segnalibro!

Scegliere e portarsela vi aiuteranno nei momenti di svolta: a ricordare che il passato, appunto, è passato, non tornerà. Non intristiamoci però pensando che, di quel passato, rimane solo il breve istante, immortalato nel file o nelle carta: quel passato ormai passato, da lì, ci tende un filo con quello che siamo noi adesso. Pensiero molto utile quando ci troviamo davanti a una scelta: dove voglio e posso far andare il mio filo, da ieri, attraverso oggi? A quale scatto voglio arrivare? Mentre continuiamo la ricerca del tesoro…

giovedì 23 luglio 2009

12

Attese


Dai sacerdoti i fedeli attendono soltanto una cosa: che siano degli specialisti nel promuovere l’incontro dell’uomo con Dio.

Al sacerdote non si chiede di essere esperto in economia, in edilizia o in politica.

Da lui ci si attende che sia esperto nella vita spirituale.

(Benedetto XVI)

mercoledì 22 luglio 2009

3

Il buio oltre la siepe

Un fratello e una sorella di fronte all’estate, al diventare adulti, alle scelte da cui non si torna indietro; e, insieme il ritratto della società americana del sud tra le due guerre mondiali, ambientato in una città che è, come tutte le piccole città, un piccolo mondo, il luogo di partenza per la vita.
“Il buio oltre la siepe” di Harper Lee racconta una storia, in cui tutti potremo trovare esperienze comuni; Atticus, il papà di Jem e di sua sorella Scout vive e lavora a Maycomb come avvocato; è vedovo e cresce i bambini con l’aiuto della tata nera, Calpurnia; la voce narrante del libro, Scout, è una bambina assai sincera e molto comunicativa, al limite della sopportazione familiare e pubblica; nelle due estati, attraverso le quali, si svolge il racconto, vediamo i due fratellini crescere, imparare a conoscere la loro città e tutte le persone che, da tempo immemorabile, abitano lì.

Culmine della vicenda il processo per stupro di un giovane di colore, Tom Robinson, giovane ritenuto subito colpevole e difeso da Atticus, che mostra a tutti, in aula, quale sia la tragica e triste verità familiare della ragazza che lo ha denunciato. L’epilogo finale, che apre per tutti i protagonisti, una nuova fase dell’esistenza (fine dell’infanzia per Scout, inizio della maturità per Atticus, inizio dell’adolescenza per Jem) mette in luce uno dei protagonisti più nascosti, il giovane Boo Radley , capace di una grande gratitudine e riconoscenza proprio verso i due bambini, nel difenderli dal male e dalla violenza.

Il libro che, più che scritto, sembra il racconto della voce diretta dei bambini, affronta lo scabroso argomento dello stupro con levità e chiarezza; adatto ai ragazzi dagli 11 ai 14 anni, utile per affrontare i temi del razzismo, delle convenzioni sociali e dell’ipocrisia. In particolare il tema del coraggio, di cui il libro riporta alcuni esempi piuttosto originali ma calzanti, è affrontato, parlando dell’uso delle armi e della forza. Consigliata come sempre la lettura serale: consiglio per il genitore, prepararsi prima le parti da leggere, altrimenti il ritmo incalzante del libro vi farà fare molto tardi!

Il buio oltre la siepe, Harper Lee, Edizioni Feltrinelli, 2002.

sabato 18 luglio 2009

6

Sulla strada del tesoro... l'amico di pezza!

È ancora con voi? Sul letto, sul divano, in fondo all’armadio? Il vostro amico di peluche, l’orso di pezza, la copertina preferita, ecco di cosa sto parlando! Potrebbe sembrare un po’ ridicolo tenersi nello zaino un ricordo talmente datato dell’infanzia, un giocattolo che fin da quando eravate bambini sembrava proprio privo di un uso proprio…

Perché, intendiamoci, con le ruspe si gioca al cantiere, con i colori si disegna, ma con l’orso di pezza o la copertina, a che si gioca? Beh, secondo me si gioca a “diventiamo amici”: l’amico peluche è il primo simbolo che noi esseri umani cresciamo con la relazione con gli altri e che cerchiamo la relazione come fonte di nutrimento (non solo materiale!) e di crescita. Averlo, tenerselo lì significa “so che non sono solo, so che gli altri sono importanti per me e io per loro”.

Certo, il peluche sopporta tutto, non parla mai e non si separa mai da noi… e proprio perché è completamente diverso dalla mamma, dal papà, dagli amici, ci siamo resi conto di quanto queste relazioni sono state significative per noi… portatevi l’amico di pezza nello zaino, magari potrete regalarlo a qualcuno che ne ha bisogno!

giovedì 16 luglio 2009

9

Cercasi prete...


Si cerca per la Chiesa
un prete capace di rinascere
nello Spirito ogni giorno.

Si cerca per la Chiesa un uomo
senza paura del domani
senza paura dell'oggi
senza complessi del passato.

Si cerca per la Chiesa un uomo
che non abbia paura di cambiare
che non cambi per cambiare
che non parli per parlare.

Si cerca per la Chiesa un uomo
capace di vivere insieme agli altri
di lavorare insieme
di piangere insieme
di ridere insieme
di amare insieme
di sognare insieme.

Si cerca per la Chiesa un uomo
capace di perdere senza sentirsi distrutto
di mettere in dubbio senza perdere la fede
di portare la pace dove c'è inquietudine
e inquietudine dove c'è pace.

Si cerca per la Chiesa un uomo
che sappia usare le mani per benedire
e indicare la strada da seguire.

Si cerca per la Chiesa un uomo
senza molti mezzi,
ma con molto da fare,
un uomo che nelle crisi
non cerchi altro lavoro,
ma come meglio lavorare.

Si cerca per la Chiesa un uomo
che trovi la sua libertà
nel vivere e nel servire
e non nel fare quello che vuole.

Si cerca per la Chiesa un uomo
che abbia nostalgia di Dio,
che abbia nostalgia della Chiesa,
nostalgia della gente,
nostalgia della povertà di Gesù,
nostalgia dell'obbedienza di Gesù.

Si cerca per la Chiesa un uomo
che non confonda la preghiera
con le parole dette d'abitudine,
la spiritualità col sentimentalismo,
la chiamata con l'interesse,
il servizio con la sistemazione.

Si cerca per la Chiesa un uomo
capace di morire per lei,
ma ancora più capace di vivere per la Chiesa;
un uomo capace di diventare ministro di Cristo,
profeta di Dio, un uomo che parli con la sua vita.

Si cerca per la Chiesa un uomo.

(don Primo Mazzolari)

mercoledì 15 luglio 2009

1

Come sono diventato scrittore...

Se volete un libro che vi ricordi quello che combinavate da piccoli, senza dirlo ai genitori; un libro che vi ricordi di vostro fratello/sorella minore, che faceva tutto quello che facevate voi; un libro che vi ricordi da quali pasticci memorabili vi siete infilati e poi tirati fuori, quasi da soli… bene, buona lettura e se avete figli tra i 9 e 12 anni, potreste anche leggerlo con loro, un capitolo a sera (il libro si presta benissimo, dato che la storia è suddivisa in capitoli quotidiani).

I due protagonisti, Archie il maggiore e Oggie il minore, vivono tra le due case dei genitori che si sono separati di recente (ottima descrizione di quello che davvero potrebbero pensare due bambini della separazione dei genitori; una separazione, quella raccontata, di due genitori, pur con mille problemi, che manifestano sempre un affetto sincero verso i bambini). Per uno sfortunato incidente, si trovano coinvolti nelle attività di una gang giovanile e riescono a capovolgere a loro vantaggio la situazione, con un piccolo aiuto… femminile!

Motore di tutti gli avvenimenti l’amore fraterno, senza il quale la vita quotidiana dei nostri piccoli eroi non sarebbe altrettanto facile… e poi se davvero avete figli con la passione per la scrittura e per i motori, utili consigli per entrambi le attività! Interessante da leggere ai bambini anche perché permette di spiegare molte situazioni (il bullismo, le gang), senza entrare in ambiti troppo crudi: il racconto semplice di Archie permette a noi genitori di spiegare e di aiutare i bambini a capire realtà anche difficili come il divorzio e le sopraffazioni (preparatevi a un sacco di domande!).

Come sono diventato scrittore (e mio fratello ha imparato a guidare) di Janet Taylor Lisle, Edizioni Salani, 2005.

sabato 11 luglio 2009

5

Sulla strada del tesoro... le chiavi di casa!

Ricordate chi vi ha dato per la prima volta le chiavi di casa? La sensazione di avere in mano responsabilità e contemporaneamente libertà? Ripensateci.

Magari, dopo quelle della casa di famiglia, sono già arrivate le chiavi della casa in cui si vive da soli, le chiavi della casa in cui si abita con vostro marito e/o moglie e i figli e forse sono già tornate le chiavi di casa dei genitori, che hanno bisogno del vostro aiuto… è sempre un incontro -e a volte scontro- tra libertà e responsabilità, tra voglio e posso…

Le chiavi rimarranno lì nello zaino per tutta la ricerca del tesoro: si viaggia, si incontra e a volte ci si smarrisce e le chiavi chissà dove sono finite! Staranno probabilmente lì nello stesso posto in cui sono state messe all’inizio del viaggio, a ricordare la partenza e tutti i ritorni successivi, ogni volta un po’ cambiati.. ma non estranei, le chiavi riapriranno ogni volta il luogo da cui si parte, la casa. Tenete caro il tintinnio delle chiavi, come ricordo, come buon augurio, come speranza!

giovedì 9 luglio 2009

8

Dire Messa


Se avete paura dell’Amore… non dite mai messa.
La messa farà riversare sulle vostre anime un torrente di sofferenza interiore che ha un’unica funzione: di spaccarvi in due, affinché tutta la gente del mondo possa entrare nel vostro cuore.

Se avete paura della gente, non dite mai messa.
Perché quando cominciate a dir messa, lo Spirito di Dio si sveglia come un gigante dentro di voi e infrange le serrature del vostro santuario privato e chiama tutta la gente del mondo affinché entri nel vostro cuore.

Se dite messa condannate la vostra anima al tormento di un Amore che è così vasto e così insaziabile che non riuscirete mai a sopportarlo da soli. Quell’amore è l’Amore del cuore di Gesù che arde dentro il vostro miserabile cuore e fa cadere su di voi l’immenso peso della sua pietà per tutti i peccati del mondo.

(Thomas Merton)

mercoledì 8 luglio 2009

2

Il piccolo Nicolas!

Per chi ricorda le elementari come l’età migliore dell’infanzia, per chi ha fatto parte di un gruppetto di bambini scalmanati (anche se eravate una bambina...), per tutti quelli che avrebbero voluto fare uno scherzo alla maestra senza farsi scoprire, se davvero ancora non lo avete letto (era l’immancabile libro estivo consigliato dall’insegnante di francese…), c’è il piccolo Nicolas, fresco fresco, nonostante i suoi, almeno, 40 anni di età, da far conoscere ai vostri figli!

Le avventure del piccolo Nicolas attraversano tutti i suoi anni scolastici, dalla foto di classe, al compito di matematica, alla gita: tutto il repertorio di vicende previste dalla scuola, in 5 piccoli volumetti, suddivisi in piccole storie di poche pagine (è la somma che fa il totale…). L’autore, Sempé, ci regala un delizioso ritratto dell’infanzia, con le sue astuzie, gioie e tristezze; il libro è accompagnato dai disegni di Goscinny (ricordate Asterix? Tutt’un'altra cosa, ma l’autore è lo stesso!), disegni divertenti almeno quanto il racconto. Impossibile riassumere le vicende, tante e buffe. È consigliato per i bimbi dai 7 ai 10 anni, ma i genitori sono autorizzati a leggerlo ad alta voce!
Utile per invogliare i bambini al piacere della lettura, per farli immedesimare nelle vicende di Nicolà: è incredibile il numero di persone che credono che i libri, la letteratura raccontino vicende troppo lontano da noi; e invece ogni libro, ciascun libro è importante se noi lasciamo che ci parli, che tocchi le nostre corde… e qui le piccole storie di Nicolas e i suoi amici riescono a suscitare, oltre ai ricordi, molti sentimenti ed è bello che i nostri piccoli imparino dalle storie dei loro coetanei!

Il piccolo Nicolas, edizione integrale, Donzelli editore, 2008.

sabato 4 luglio 2009

0

Sulla strada del tesoro... la Finestra!

Avete una finestra di fronte alla vostra scrivania? Ogni mattina la aprite per vedere che tempo fa? Oppure vi affidate alla finestrella meteo sullo schermo del desktop, che vi dice anche che temperatura c’è? Anche quella è una piccola finestra, per non parlare del più diffuso e copiato sistema operativo per pc… Windows!

C’è una finestra dove si incornicia una parte del mondo e lo si guarda: un po’ separati dalla cornice, ma anche partecipi, in fondo la cornice l’abbiamo aperta noi. E la finestra ci ricorda tutti i giorni una cosa importante, nella ricerca del tesoro: la finestra è il nostro punto di vista, il modo che abbiamo scelto per andare incontro agli avvenimenti della vita. Se siamo alla ricerca del tesoro, sarà bene sapere da dove partiamo e come guardiamo al mondo, quale cornice di vita abbiamo scelto e, da quella, quale tesoro cerchiamo… mettiamo la finestra nello zaino per ricordarcene!

giovedì 2 luglio 2009

29

Il prete

Un prete deve essere contemporaneamente
piccolo e grande,
nobile di spirito come di sangue reale,
semplice e naturale come ceppo di contadino,
una sorgente di santificazione,
un peccatore che Dio ha perdonato,
un servitore per i timidi e i deboli,
che non s'abbassa davanti ai potenti,
ma si curva davanti ai poveri,
discepolo del suo Signore,
capo del suo gregge,
un mendicante dalle mani largamente aperte,
una madre per confortare i malati,
con la saggezza dell'età e la fiducia d'un bambino,
teso verso l'alto, i piedi a terra, fatto per la gioia,
esperto del soffrire,
lontano da ogni invidia,
lungimirante, che parla con franchezza,
un amico della pace,
un nemico dell'inerzia,
fedele per sempre.

(anonimo medievale)

mercoledì 1 luglio 2009

2

Buone vacanze?

E così oggi è l’ultimo giorno di scuola, da domani vacanza!
Eh sì, mamma domani mattina dormiamo un po’?

Certo, rispondo al più grande, uscendo dal giardino della scuola, domani mattina dormiamo, poi andiamo allo spazio gioco con tuo fratello, ho chiesto se potevi andarci e mi hanno detto che c’è posto, cosi giocate insieme agli altri bimbi…

Sono contento che viene con me, aggiunge il più piccolo

E poi bimbi, abbiamo davanti a noi un lungo mese di vacanze, ci organizzeremo per andare in piscina una volta a settimana, andremo a giocare al Parco della Vigna, sapete ci sono le attività per i bimbi dai 3 ai 12 anni e poi magari faremo qualche pomeriggio di pittura a casa, che ho finalmente rimesso in ordine i colori e trovato il telo da mettere sul pavimento, e poi…

Mamma, senti, faremo tutte queste cose?

Certo che sì, se voi volete possiamo anche… vengo interrotta nella mia programmazione creativa dallo sguardo interrogativo del più grande, che nel frattempo ha preso per mano il più piccolo nel passeggino.

Sì, però, quando ci riposiamo noi due?

Si possono fare un sacco di errori come genitori, svuotare di significato gli spazi delle feste, ma anche cercare di riempire a dismisura i tempi che dovrebbero essere vuoti di impegni… la rotta va misurata ogni giorno! Per questo ho provato a tornare con la memoria ai ricordi delle mie estati, per riacchiappare il ricordo, che cosa mi divertiva, che cosa vorrei rifare con i miei bambini? E alla fine ho tenuto la piscina e i giochi ai giardini: probabilmente ci dedicheremo un giorno alla pittura, quasi sicuramente andremo al parco a imparare a fare qualche attività manuale e ci muoveremo sempre in bicicletta! Senza calendari, senza obblighi di partecipazione, facendo anche un po’ tardi per cena, se proprio ci stiamo divertendo molto a scavare la sabbia ai giardini… proverete anche voi?

Ps. il piccolo consiglio vale anche le estati ragazzi: il momento del gioco libero, per la socialità e per le amicizie, spesso vale più di tutte le più fantastiche e creative attività… sempre che gli animatori facciano anche loro “gioco libero” stando con i ragazzi sul campo!
Per luglio e agosto, piccoli suggerimenti di letture per e sui bambini... se vi tuffate nel web, passate a dare un' occhiata! Una buona e educativa estate a tutti voi!
Angela