Rimetti a noi i nostri debiti, stiamo imparando il Padre Nostro… provo a ripeterlo e il più grande mi segue
Come noi li rimettiamo, dico
Come noi li rimettiamo, il più grande continua a ripetere, ma poi si ricorda la parte successiva…
Ai nostri genitori! Mi guarda, è giusta?
Ai nostri debitori! Non genitori! È una cosa diversa!
Mi viene da sorridere però, alla sua età la parola debitori che significato può avere, fa rima con genitori e oplà, si cambia!Ti spiego che cosa sono i debitori, inizio io, sono quelle persone cui abbiamo fatto una gentilezza, dato un aiuto e che si sentono di dover ricambiare quello che hanno ricevuto da noi… ma non è necessario, anche noi spesso abbiamo ricevuto tante cose da altre persone e cerchiamo di ricambiare… l’importante non è restituire per forza, ma essere capaci di accettare di aiutare senza pretendere in cambio nulla e anche accettare di farci aiutare…
Il discorso era lungo e intricato, mi aspetto almeno una domanda…
I debitori sono quelli che noi aiutiamo? Chiede il più grande
Direi di sì, ma non so se la definizione è proprio corretta… certo che solo ora mi rendo conto che spiegare il Padre Nostro possa essere difficile…
Allora anche tu sei un debitore, noi ti aiutiamo sempre a sparecchiare!
Anche al più piccolo è tutto chiaro, noi ti aiutiamo mamma!
Alla fine, lo sapevo, avrebbe avuto ragione lui, sono sia genitore sia debitore: a ben guardare i figli sono una occasione davvero fuori dall’ordinario per rafforzare i lati positivi e gettare via gli aspetti negativi del carattere (il Vangelo di Domenica scorsa era un ottimo monito!). Il debito più grande che sento è però un altro: quando davvero non so più che cosa fare di fronte ad un problema di educazione con loro, provo a immedesimarmi e un barlume di comprensione arriva; arriva, secondo me, solo perché gli voglio tanto bene da dimenticarmi di me stessa (solo un barlume, però!). Come è difficile ricordarsi sempre di essere debitori!
































