sabato 2 gennaio 2010

14

II Domenica di Natale

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,1-18)

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

14 commenti:

Viviana B. ha detto...

Off Topic
Vado fuori tema, e di questo mi scuso, ma cerco una risposta che umanamente non riesco a trovare e spero che voi sacerdoti possiate aiutarmi.
Non sono mai stata una buona cristiana, nonostante m'impegni cado sempre nei medesimi inciampi (come ben sa il mio confessore, al quale ripeto praticamente sempre le stesse cose...), tuttavia recentemente è avvenuto un fatto che mi ha portata a dover confessare un inciampo tutto nuovo e, poichè, nonostante l'assoluzione, non mi sento ancora in pace con me stessa nè con Dio, ho pensato di rivolgermi a voi... "esperti del settore".

Qualche tempo prima di Natale è morta una mia conoscente, quarantenne, moglie e madre di tre bimbi piccoli, l'ultimo dei quali di soli due anni. E' morta dopo oltre un anno di battaglia contro il cancro, che l'ha mangiata dentro, scavandola e consumandola tra dolori giorno dopo giorno.
Questo mi ha portato a pensare che o Dio è onnipotente ma se ne frega ampiamente di quanto accade ai suoi figli oppure non è onnipotente.
Come spiegare, altrimenti, non solo quanto accaduto a Sara ed alla sua famiglia (perchè, anche se ora lei è nella pace, di certo non lo sono suo marito ed i suoi piccoli...), ma anche il massacro degli ebrei durante la seconda Guerra mondiale, i morti nei campi di concentramento russi e nelle foibe, i morti odierni di Sud America ed Africa, le tante "Sara" che nonostante fede in Dio e chemioterapia ogni giorno lasciano mariti vedovi e figli orfani?
Spero possiate aiutarmi a trovare una risposta (che non sia quella del "misterioso disegno divino", che mi porta alla prima ipotesi, ovvero Dio onnipotente che, per i suoi insondabili scopi, se ne frega ampiamente di quanto accade ai suoi figli, come fossimo in realtà cavie da laboratorio...), chiedo ancora scusa per il fuori tema e vi ringrazio per l'attenzione.

Anonimo ha detto...

Persone di diverse religioni chiedono a capi e guide spirituali perché c’è tanta sofferenza. Spesso questi rispondono che è volontà di Dio, il quale molto tempo fa ha stabilito tutto quello che sarebbe accaduto, inclusi gli avvenimenti tragici. A molti viene detto che le vie di Dio sono un mistero o che è lui a far morire la gente, persino i bambini, per averli con sé in cielo. Ma, Dio non è mai la causa del male. La Bibbia dice: “Lungi sia dal vero Dio l’agire malvagiamente, e dall’Onnipotente l’agire ingiustamente!” — Giobbe 34:10.
Sai perché alcuni fanno l’errore di dare a Dio la colpa di tutta la sofferenza che c’è nel mondo? In molti casi se la prendono con l’Onnipotente perché pensano che sia lui il governante di questo mondo. Non conoscono una semplice ma importante verità che la Bibbia insegna.Il vero governante di questo mondo è Satana il Diavolo.

La Bibbia parla chiaro: “Tutto il mondo giace nel potere del malvagio”. (1 Giovanni5:19) Se ci pensate, non vi sembra logico? Questo mondo rispecchia la personalità della creatura spirituale invisibile che “svia l’intera terra abitata”. (Rivelazione 12:9) Satana è pieno di odio, è falso e crudele. Perciò il mondo, sotto la sua influenza, è pieno di odio, inganno e crudeltà. Questo è un motivo per cui c’è tanta sofferenza.
Un secondo motivo è che,da quando si è ribellato nel giardino di Eden l’uomo è diventato imperfetto e peccatore. Gli esseri umani lottano per il potere, e questo causa guerre, oppressione e sofferenze. (Ecclesiaste 4,1; 8,9) “Il tempo e l’avvenimento imprevisto” sono un terzo motivo per cui si soffre. (Ecclesiaste 9:11) In un mondo privo della protezione di Dio, a volte si soffre perché ci si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato.

È confortante sapere che non è Dio la causa delle sofferenze. Non è responsabile delle guerre, della criminalità, dell’oppressione e neanche dei disastri naturali che fanno soffrire la gente.

Viviana B. ha detto...

La pregherei di volermi fare avere il suo pensiero (ed eventualmente quello di altri sacerdoti e/o degli studenti del Seminario)qui:
http://nonsolobotte.blogspot.com/2010/01/dio.html
Ho copiaincollato il testo, in modo tale da poter raccogliere i vostri pensieri in modo unitario.
Lo ripeto, sono cristiana, cattolica e praticante, ma certo non una buona cristiana. La crisi che sto ora affrontando ne è probabilmente dimostrazione... Mi sento davvero combattuta e soffro per questo dubbio. Credo in Dio, ma non lo comprendo...
Mille grazie e scusi ancora.

Viviana B. ha detto...

@ Anonimo
Ma scusa, chi ha creato il Demonio? Secondo le Scritture, Lucifero era il più splendente degli angeli (creati da Dio), che però si ribellò a Dio e con lui similmente fecero altri angeli (Isaia 14: 12-15 Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli?
13 Eppure tu pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono, dimorerò sul monte dell'assemblea, nelle parti più remote del settentrione.
14 Salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farò uguale all'Altissimo.
15 E invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell'abisso!
).
Ora: se Dio è puro amore e bontà assoluta, come ha potuto creare qualcuno che non fosse a sua volta buono e tendente all'amore? Se, prima ancora che venisse creato l'uomo (e, quindi, prima ancora che l'uomo venisse tentato), già esisteva l'invidia... beh, chi l'aveva creata?
Come aveva potuto Lucifero diventare invidioso, se l'invidia non esisteva e Dio era solo e puro Amore?
Non voglio fare il bastian contrario, ma la vicenda di Sara mi sta veramente scombussolando non poco (come hanno avuto modo di constatare tanto mio marito quanto il mio confessore, ai quali ho posto queste domande che ora pongo a te)!
Credo in Dio e voglio credere che Lui sia nostro Padre, proprio come afferma il cristianesimo (ho molta difficoltà invece a credere ad un Dio sterminatore, assassino, vendicativo e geloso come quello descritto a più riprese nell'Antico Testamento), ma certe Sue scelte mi sconvolgono.

Ilaria ha detto...

Ciao Viviana, in attesa che ti rispondano "gli esperti" ti do la risposta che pacifica me rispetto ai tuoi interrogativi (che erano gli stessi identici che mi ponevo io, cioè proprio con quelle due alternative: o è onnipotente e cattivo, o è buono ma non onnipotente).
Intanto io distinguo tra i mali causati dall'uomo (guerre, omicidi, violenze, popoli affamati a causa di colonialismi, sfruttamenti e latrocinii perpetrati da altri popoli, eccetera) e i mali causati dalla natura (malattie - come quella, terribile, della tua conoscente - terremoti e calamità naturali).
Riguardo ai primi, Dio non c'entra, è l'uomo il cattivo. Mi viene in mente una frase di una signora ebrea sopravvissuta all'Olocausto, Elisa Springer; come saprai, molti ebrei hanno perso la fede in seguito alla Shoah (cosa del tutto comprensibile, tuttora anche per me questo evento è un pungolo che non dà pace, perché ha coinvolto milioni di persone, non solo milioni di vittime ma anche milioni di carnefici); questa signora, a una domanda diretta, ha risposto: "Non è stato Dio a mettere l'uomo in ginocchio, è stato l'uomo a farlo". Dio, possiamo dire noi, avrebbe però potuto opporsi alla crudeltà umana; ma allora avrebbe contraddetto se stesso, limitando la nostra libertà. Purtroppo o per fortuna, Dio ci ha lasciati liberi... e spesso noi usiamo questa libertà per cedere alle tentazioni di potere, denaro, schifezze varie (quelle a cui Gesù ha resistito). Altra corrente di pensiero che si integra in questa, è quella per cui Dio è Agnello e quindi interviene nel mondo, ma soffrendo con noi, non "tirandoci fuori dai guai" attivamente (tipo supereroe). Così, un altro sopravvissuto alla Shoah, che invece ha perso la fede a causa di essa, Elie Wiesel, racconta che quando, durante un'esecuzione crudele di un bambino in un lager, egli chiese: "Dov'è Dio, se c'è?", un suo compagno credente gli rispose: "Dio è in quel bambino impiccato". Cioè Dio decide di rispettare la libertà che ha deciso di imprimere in noi uomini ma, pur di venirci in aiuto, si fa vittima e soffre con noi. E' consolante, questo? Forse no. Ma è una teoria che secondo me regge. Pensa anche al concetto dei "giusti"; anche nel Male più assoluto, nello schifo più totale, ci saranno sempre delle persone buone che non lasceranno che il male vinca, facendo quel poco o quel tanto che possono, che sia un padre Kolbe che dà la sua vita al posto di quella di un padre di famiglia o uno Schindler o un anonimo borghese o un contadino che salvano mille, dieci o due ebrei. O un don Puglisi che si ribella alla mafia. Dio opera in queste persone e attraverso di esse è comunque salvatore. Non è che questo risolva tutto, ma a me aiuta. Non so a te.
Riguardo ai mali che provengono dalla natura, mi rispondo che di questi non possiamo dare la colpa a Dio. Mi dico che lui ha dato il via a un processo naturale evolutivo da cui è nato il nostro mondo, i nostri corpi; ciò che c'è di imperfetto o ciò che si inceppa in questa "materia" e nei suoi meccanismi, non è dovuto alla volontà di Dio ma sono difetti intrinseci alla natura, per cui per es. nell'atto meccanico che porta al concepimento di un feto parte per errore un cromosoma in più e avremo un bimbo Down, o mentre il feto si forma si inceppa qualcosa e nasce con un grave deficit, o una cellula dell'organismo di una persona impazzisce e questa persona si ammala di tumore.
Naturalmente questo mio ragionamento mi porta però a pensare che allora le preghiere per la guarigione siano inutili (non però quelle tese a chiedere la forza per affrontare la disgrazia) e questo potrebbe creare altri problemi.
Be', queste sono le risposte personali che mi sono data io... :-)
Non sono d'accordo con Anonimo, non è vero che siamo dominati dal demonio!

Anonimo ha detto...

@ Anonimo
Ciao, sono Davide, il marito di Viviana B. (con la quale, in effetti, in questi giorni sto parlando molto di Dio e della Sua volontà...).
Scusa, ma chi ha dato a Satana il potere di operare sulla terra? Dio stesso, no? (Giobbe: 1, 6-12)


@ Ilaria
Ciao, sono Davide, il marito di Viviana B.
Tu parli di libero arbitrio, ma non credi che questo sia... parzialmente pilotato? Intendo dire che Dio sa già quali scelte faremo (la prova più evidente di questo è che, prima che Pietro tradisse Gesù, questi gli disse come e quando l'avrebbe rinnegato). Quindi, siamo liberi di fare le scelte che Dio sa già che faremo? E' come dire che ad un bivio posso scegliere di andare a destra o a sinistra, ma tanto Dio sa già che andrò a destra e... tò, guarda un po', vado a destra!

Non vorrei sembrare blasfemo o poco credente, visto che anzi è proprio la fede in Gesù nostro Signore che mi porta ad interrogarmi, a cercare di capire più a fondo il Suo volere.
Grazie e ciao.
Davide

Ilaria ha detto...

Ciao Davide. Be', hai ragione. Però il fatto che lui sappia cosa faremo non significa che sia lui a farcelo fare... per es. lui sa che volteremo a destra ma non ce lo impedirà né è lui a farcelo fare... e forse la sua parola e l'esempio delle persone buone è come una bussola per aiutarci a prendere la direzione migliore ma senza forzarci? Non so, anch'io sono come te, cerco delle risposte ma non è detto che siano corrette... ;-) Penso che sia giusto farsi delle domande, comunque.

paolo ha detto...

Mi insinua qualche dubbio quel "Padre mio se é possibile, passi da me questo calice..." . Cioé Gesù, nel raccogliere la nostra umanità fino in fondo, ci ha sperato anche alla fine che le cose prendessero una piega diversa ...
altrimenti siamo in mano ad un burattinaio e furbo com'é non mi pare proprio il caso !

marta09 ha detto...

Viviana, Davide,
non so darvi una risposta a quanto domandate, sarebbe un azzardare inutile e senza cognizione di causa, ma tutto quello che posso dire (perchè simili sofferenze ne ho viste tante) è che Gesù stesso ha consolato le persone ferite da un dolore così immenso e noi non possiamo fare altro che consolare.
Chiedere e chiedersi il perchè è legittimo e spero che a voi qualcuno risponda, ma personalmente dopo la prima risposta di "non lo so" cerco di contenere i danni della sofferenza che è l'arma migliore del male e che istiga alla separazione da Dio dando tutto l'amore di cui sono capace, rendendomi disponibile.
Dopo il dolore, c'è la rabbia, dopo la rabbia c'è l'odio, dopo l'odio c'è di nuovo una doppia sofferenza ... ed io - per quello che posso - entro tra il dolore e la rabbia per evitare che diventi odio.

Mi dispiace di non potervi rispondere. Le vostre sono state anche le mie domande e nel cercare la risposta ho quasi perso la fiducia in Dio, ma ad un certo punto - distrutta da tutto - ho sentito solo tenerezza e consolazione ... e mi sono ricordata quelle parole che poi sono diventate la guida delle mie giornate: "consolate, consolate il mio popolo".

Vi abbraccio tutti e due ed un abbraccio anche alla famiglia di Sara e che questo calore di un abbraccio virtuale vi faccia dire che ... Dio esiste ed è attento ad ogni lacrima che diventa - credo - Sua lacrima e dolore e manda angeli (quelli giusti e liberi da sé stessi) a scaldare ciò che è gelido, bagnare ciò che arido, piegare ciò che è rigido.

Ciao ...

brunason ha detto...

Io non ho risposte. Guardo Gesù sulla croce, che ha scelto (ma non con facilità o faciloneria) di soffrire per amore. La Sua Passione (nel duplice senso di sofferenza e amore infinito) è per tutti gli uomini e per ciascuno di noi. E' per me, per te Viviana, per te, Davide. E' per Sara e per suo marito e i suoi bimbi.
Gesù poteva scedere dalla croce. Noi no. Ma Lui ha scelto di non scendere. Ha scelto quello che è follia per chi non crede e stoltezza per i (poco) credenti.... Ha scelto la Croce lasciandoci un esempio da seguire. "Amatevi come io ho amato voi".
Del resto non ce l'ha detto? Solo chi dona la propria vita la salva.
Carissimi Vivina e Davide. Il male c'è ed è un mistero per l'uomo, creato ad immagine di Dio,anelante alla felicità.
Il male c'è.
E io ho due scelte: o me ne lascio sommergere, schiacciare, divendendone schiavo, urlando tutta la mia rabbia e impotenza al cielo, o come Cristo, dopo molte lacrime e suppliche a Colui che può salvarmi da esso, scelgo di fidarmi di Lui, costi quel che costi, come un bambino in braccio al Padre. Perchè so che Lui mi ama e vuole il bene per me. E sa qual'è il bene per me. Lui sa, io no. Lui mi ama. Io mi fido e mi abbandono: Padre, nelle Tue mani sapienti, io affido la mia vita.Perchè mi fido di Te.
Se dalla cosa più atroce del mondo, La Croce, l'uccisione di Dio da parte dell'uomo, Lui ha tratto la cosa più bella per noi, la nostra salvezza, cosa non saprà trarre dalle nostre croci?

Don Gian Luca Carrega ha detto...

Cari amici,
dopo tanti interventi diventa difficile rispondere a tutti. In verità, più che offrire una soluzione a Viviana, vorrei sottolineare un problema di metodo che affligge alcuni interventi e ha suscitato varie repliche. Intendo riferirmi all'uso della Scrittura per appoggiare l'argomento sostenuto. Per riconoscendo l'ispirazione dei cosiddetti libri canonici che compongono la nostra Bibbia, non dovremmo mai dimenticare che essi riflettono il pensiero, le convinzioni e anche le precomprensioni dei singoli autori dei libri biblici. Per questo citare una frase biblica al di fuori del suo contesto rischia di essere fuorviante e di veicolare un concetto che non esprime di fatto la nostra fede. Soprattutto su temi così delicati come la presenza del male nel mondo, non deve stupirci che gli autori biblici abbiano offerto risposte differenti e poco conciliabili tra di loro se confrontate al di fuori del loro punto di vista. Faccio un esempio: quando in 1Gv 5,19 l'autore parla di un mondo sotto l'influsso del Maligno, di cosa sta parlando? Di tutto il pianeta o di quella parte di umanità che rifiutando di accogliere Gesù si è liberamente estraniata da lui? Ne converrete che la cosa cambia, no? Nel primo caso dovremmo pensare ad un determinismo negativo (siamo sotto il dominio del male e per questo non possiamo che fare il male), nel secondo si pagano le conseguenze di una scelta, che comunque non è detta irreversibile (ci si può sempre convertire). Per questo di dovrebbe cercare di trovare le traiettorie più comuni nel pensiero biblico, soprattutto quelle più condivise dal Gesù dei vangeli. Dal suo modo di agire (guarigioni ed esorcismi) e di predicare si può desumere che Gesù consideri il male una presenza forte e attiva nel mondo, ma con un potere subordinato a quello di Dio (altrimenti non avrebbe potuto cacciare i demoni nel suo nome). Con l'Ascensione e quindi con la partenza di Gesù da questo mondo non sembra che le cose cambino granché: Gesù promette di restare con i suoi fino alla fine del mondo (Mt 28,20) e dona lo Spirito Santo come segno efficace della sua presenza. In questo senso parlare di questo mondo come in balìa di Satana non pare conforme a quanto dicono unanimemente i vangeli.
Per rendersi conto della complessità dell'argomento "male e mondo" basterebbe vedere la molteplicità di risposte che si trovano in san Paolo. L'apostolo parla di un peccato che segna non solo l'umanità, ma la creazione stessa (Rm 8,20-21). E nonostante questo non nega che l'uomo possa decidere se fare il bene o il male, una scelta di cui viene ritenuto responsabile. Di fatto questa è la posizione che i teologi cristiani hanno sposato col tempo, sebbene non fosse l'unica possibile. Ad esempio riguardo alla predestinazione la posizione di Paolo in Rm 8,29 è meno rigida di quella espressa in Ef 1,11. La pluralità può confondere un po' i credenti, ma rispecchia bene la fatica del credere!

Anonimo ha detto...

Ciao, sono di nuovo Davide.
Vi ringrazio tutti per la pazienza e per aver cercato di comprendere la mia domanda e la mia posizione di chi cerca risposte.
Vi abbraccio tutti virtualmente, ma mi rendo conto che è una domanda a cui non c'è risposta o, forse, alla quale troveremo una risposta soltanto quando saremo nell'aldilà.
Come Ilaria, Paolo, Marta09 e Brunason anch'io mi affido a Dio, continuo a credere che Lui sia nostro Padre, ma ciò nonostante non posso non interrogarmi su perchè avvengano certe cose e, soprattutto, come sia possibile che dal Sommo Bene, dal Tutto Amore, sia scaturito - non si sa come - il male.
Ringrazio anche Don Gian Luca Carrega per le belle parole e le diverse citazioni che non mancherò di andare a rileggere, sebbene neppure lui abbia saputo darmi una risposta definitiva; trovo in effetti, come lui dice, che la pluralità sia frastornante. Lo ripeto: credo in Dio, senza dubbio. Ma mi piacerebbe che la Sua via ed il Suo volere avessero indicazioni meno ambigue.
Davide

Viviana B. ha detto...

Cielo, mio marito! He! He! He! :-)
E' stata una sorpresa trovarlo qui, sapendo quanto poco ami computer ed internet... E poi ero certa che gli bastasse la "testa" che gli facevo verbalmente con questa faccenda di Sara e della sua famiglia. Evidentemente mi sbagliavo!
Vorrei ringraziarvi tutti per i vostri commenti: il fatto che anche voi, in definitiva, non abbiate un'unica risposta ma vi diate, e condividiate con me, ciascuno una risposta soggettiva mi fa pensare che forse una risposta unica non esiste o, se esiste, non possiamo conoscerla nel nostro stato di esseri umani. Forse comprenderemo quando saremo con il nostro Padre.
Concordo con Ilaria nel credere che anche nello schifo più assoluto ci sia chi combatte per il bene. Mi torna in mente Madre Teresa nei più squallidi sobborghi di Calcutta, come lei penso a Don Puglisi che si ribella alla mafia... Il bene c'è anche dove non ti aspetteresti di trovarlo, e questo mi da da sperare!
Confesso di non aver capito bene ciò che intende dire Paolo: intendi dire che Gesù, fattosi uomo, ha avuto paura della morte? Beh, io credo di sì. Era Dio, ma era anche uomo. E la morte spaventa gli uomini. Però ha scelto di fidarsi del suo e nostro Padre.
Non capisco il discorso che fai circa il burattinaio, se ti va sarei lieta che mi spiegassi.
A Marta09 posso solo dire che spero davvero con tutto il cuore che Dio faccia sue le lacrime di quella povera famiglia distrutta (viene il magone a me, se ci penso, chissà come devono sentirsi loro...) e mandi degli angeli a consolarli nel loro dolore, a risollevarli, a mostrare loro il vero amore di Dio. Spero che, dopo questa immensa sofferenza, qualcosa possa donare loro il sorriso e la pace.
Brunason, non metto in dubbio - nè l'ho mai fatto - che Gesù si sia sacrificato per noi. Per tutti noi, inclusa me che scrivo, tu che leggi, Sara che non è più qui. Allo stesso modo non ho mai dubitato che esista il male, ma ciò che non comprendo è come possa essersi formato il male, posto che tutto è stato creato da Dio e Dio è solo bontà e amore... I conti non mi tornano... Forse mi pongo troppe domande, dovrei fidarmi di Dio punto e basta, senza cercare di capire troppo.
Questa sembra essere anche la strada indicata da Don Gian Luca: visto che le Sacre Scritture, più o meno antiche, sono comunque "mediate" da uomini e presentano svariate contraddizioni, andrebbero prese "alla larga", non troppo alla lettera, cercando di intuire la strada che indicano. Così mi pare di navigare a vista, procedendo a tentoni, ma scelgo di fidarmi. Ancora una volta. E Dio solo sa dove andrò a parare...
Francamente, farei volentieri a meno di questo fatalismo; mi piacerebbe avere indicazioni precise, tipo cartelli stradali: divieto d'accesso, obbligo di svolta a sinistra, senso unico... Ma se così fosse, probabilmente, sarebbe scienza e non fede... Va beh, mi sa che mi toccherà "accontentarmi" del procedere un po' a casaccio.
Grazie ancora a voi tutti!

paolo ha detto...

@ Davide ( epc Viviana)

il mio commento era in risposta di quel
parli di libero arbitrio, ma non credi che questo sia... parzialmente pilotato? che scrivevi un po' sopra.

Volevo mettere l'accento non tanto sulla paura tutta umana di Gesù di fronte alla morte ma sul fatto che persino lui ha sperato fino all'ultimo in una svolta ! Cioé non mi pare che tutto fosse scritto... Certo Gesù lo poteva intuire da come stavano precipitando le cose.
Ho azzardato un po', eh ?! Laciamelo fare : Gesù é il mio MITO.

Posso essere d'accordo con Davide in questo senso
credo che Dio tracci una via per ognuno di noi, Lui ci ha chiamato per nome dall'Eternità.
Ci aiuta a compiere il nostro disegno ci invia "segni" chiari,
doni, grazie, non intuizioni o segnali a caso.
E quando sbagli strada lo senti: te lo senti dentro il disagio ! La frittata l'hai fatta.
Ma puoi rialzarti, Lui é lì che ti aiuta.

Non credo che il Dio in cui credo piloti il mio futuro.
Non posso credere a un Dio che sta giocando a bocce con il mondo come pallino ;)

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