mercoledì 10 marzo 2010

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Legge dell'Amore




"Osserverete le leggi e le metterete in pratica" (Dt 4,1.5-9)





Facciamo fatica
a considerare le leggi
"dalla nostra parte".

E siamo certo d'accordo:
il criterio di ogni precetto
è la legge dell'Amore.

Ma normalmente (è bene non illudersi)
non trasgrediamo le leggi per amore.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

@Don Mario: Mica l'ho capito molto questo commento...

:-/

Manu ha detto...

Bello!!!

@Anonimo: Il senso è che ogni regola ha alla base l'amore, quindi tutto ciò che noi facciamo lo facciamo per amore, ma non possiamo dire di trasgredire alle regole per amore.. la regola è "amore" e l'andarle contro non può essere per "amore"!

Claudio ha detto...

Quando manca l'amore, almeno ci sono le regole! É bene non sottovalutare i comandamenti, gli impegni e i precetti, perché se dovessi fare bene solo quando me lo dice il cuore...be'...sarei fritto!!

dioamore ha detto...

Don Mario, provochi? A sentir parlare di legge, a me viene l'orticaria. Non scherzo.

La legge, se non è al servizio dell'uomo, non è legge, ma schiavitù. Poiché la legge deve essere uguale per tutti, non può essere al servizio dell'uomo, perché ogni uomo ha esigenze diverse e non puoi fare una legge che tenga conto delle esigenze di tutti. Per cui è evidente che ogni uomo deve adeguarsi alla legge. In questo modo la legge diventa una forma di schiavitù volontariamente accettata, anche se per amore, resta una schiavitù che mortifica l'uomo.

Prendi la legge del sabato, per esempio, che Gesù trasgrediva per amore guarendo i malati proprio di sabato, insieme ai suoi discepoli che raccoglievano e mangiavano le spighe di sabato, scandalizzando i farisei. Cosa risponde Gesù a quei lagnosi e osservanti farisei? Lc.6,1-11

"Avete ragione, non lo facciamo più, scusateci, la legge è uguale per tutti"? Ma neanche per sogno, Gesù se ne infischiava della legge del sabato, lui pensava ad un'altra legge, perché i bisogni dell'uomo vengono prima dei dettami della legge.

Guarda che le cose non sono mica cambiate in duemila anni. Oggi ci troviamo di fronte a personaggi ben peggiori dei farisei dei tempi di Gesù. Personaggi buffi che amano indossare strane divise, cingersi di tricolore e che si credono i padroni del vapore e che stabiliscono quante ore al giorno devi lavorare o riposare, a che età andare in pensione, a che età andare a scuola o al lavoro, ecc.

E a chi trasgredisce o non si adegua, giù sanzioni e condanne, alla faccia dell'insegnamento di Gesù.

Il potere che è sempre diabolico si serve della legge per tentare l'uomo e ingannarlo facendogli credere che la legge è cosa buona da mangiare. In realtà la legge ti allontana da Dio, dall'amore, perché Dio appartiene alla vita e non alla legge e quando sei lontano dall'amore, dalla vita, muori, a meno che colui che appartiene alla vita e non alla legge venga a salvarti.

Ma se l'uomo continua a stare legato alla legge, legge dell'aborto, del divorzio, dell'eutanasia, colui che proviene dalla vita, rispetta le nostre scelte e aspetta che dopo essere andati a sbattere contro il muro della legge ed esserci fatti male per nostra cocciutaggine, ci decidiamo a convertirci alla vita.

James ha detto...

@ Claudio
sono d'accordo!!
La legge dell'amore é la norma più esigente e liberante che ci sia: fino al punto di sacrificarsi per gli altri, senza niente in cambio.

@ dioamore
Gesù afferma di dare compimento alla Legge (quella di Dio) e che neanche uno iota sará perso perché chi insegnasse così sarebbe considerato minimo nel Regno dei Cieli. La predicazione di Gesù sull'argomento è molto complessa. Ciò che è chiaro, è il fatto che ci si salva per la Grazia non per la legge. Ma non puoi citare solo i passi della Scrittura che confermano il tuo ragionamento. Gesù chiede addirittura di dare a Cesare ciò che è di Cesare. Sei libero di pensarla diversamente, ma allora prenditela con Gesù. Anche io d'altra parte ho i miei problemi con alcuni insegnamenti del Vangelo, ma non é che posso negare o omettere ciò che mi mette in crisi .
In bocca al lupo!

dioamore ha detto...

James, provochi? Chi è Cesare? Ai tempi di Gesù Cesare era un morto la cui immagine era rimasta stampata su delle monete, così come ora mi ritrovo con una moneta da due euro italiana e chi ci vedo stampato sopra? L'immagine di Dante Alighieri al posto di quella di Cesare.

Che si fa? Chi si sceglie: Dante o Cesare? "Dai a Dante ciò che è di Dante". Ma ha senso dare ad un morto ciò che gli appartiene? Che se ne fa? E' da stupidi, no? Allora chi resta tra la scelta che Gesù pone tra Cesare e Dio? Se Cesare è morto così come Dante è morto, resta Dio che è la vita.

Se vogliamo dare ai morti ciò che è dei morti, diamocelo pure, però ricordiamoci anche di dare ai vivi ciò che è dei vivi. A ognuno le proprie scelte di vita o di morte.

ha.be ha detto...

@dioamore, mi piace il tuo ragionamento ! Però faccio notare che Cesare era il titolo dell'imperatore già ai tempi di Gesù, non si riferiva quindi a Giulio Cesare morto ma a Cesare Imperatore regnante in quel momento !
Anche per me è un dilemma tra Gesù che trasgredisce le leggi dei scribi troppo fredde e rigide e che invece dice che non è venuto per cambiarla, A quale legge si riferisce ? Cosa significa per Gesù "LA LEGGE" ?!

dioamore ha detto...

ha.be, cambia poco se Cesare era il titolo dell'imperatore regnante. E' comunque morto e sepolto. Non lo vado certo a disturbare per dargli la sua moneta, così come non vado a disturbare Dante Alighieri per rendergli la moneta da due euro.

Quindi, lasciamo in pace i morti e occupiamoci dei vivi. Dio è vivo? Certo è il Dio vivente. Gesù è vivo? Certo è resuscitato. Tu sei vivo/a? Certo, altrimenti non saresti qui. Quindi io cristiano devo rendere ai vivi ciò che è dei vivi e lasciare in pace i morti.

Che cosa appartiene ai vivi? La vita prima di tutto, il Creato, la dignità, l'amore. Sono queste le cose da rendere a Dio che è vivo e più in generale all'umanità, alla Chiesa corpo vivo di Gesù, popolo del Dio vivente.

don Mario Aversano ha detto...

La Legge è il dono che Dio ha fatto al suo popolo, sancendo l'Alleanza che mai verrà ritirata e in cui Israele sperimenta la custodia affettuosa del suo Signore. Fuori dall'Amore dunque la Legge perde il suo significato. In Cristo abbiamo ricevuto la grazia di essere salvati non per le opere della Legge ma per la sua misericordia. E tuttavia tale grazia ci abilita a vivere la Parola e a perseverare nella ricerca del bene e della giustizia. Gesù non oppone Legge e Amore. Credo che non dobbiamo farlo neanche noi. Anche perchè l'Amore non si coniuga ad un'ingenua spontaneità ma a una norma che prima di tutto siamo chiamati a scoprire nei nostri cuori.
E faccio un esempio molto semplice: quale mamma rinuncerebbe a dare delle regole a suo figlo? E queste regole (se sono frutto di prudenza e amore) non sono forse per la salute e la felicità del proprio piccolo? Se poi il figlio sbaglia, una mamma non lo ripudia ma ricomincia da capo, dopo aver consolato il bambino e confermato il proprio amore.