martedì 16 marzo 2010

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Dammi da bere

UN AMICO parroco, 62 anni, che non smette di divertirsi e dialogare con i ragazzi, mi racconta una pagina di Vangelo.
ALL'INIZIO della quaresima incontra il gruppo di terza media, animatori compresi. E con naturalezza domanda loro: "Di che cosa avete voglia di parlare?". Dopo un paio di minuti, uno dei ragazzi chiede: "Don, come mai quando piango mi vergogno di farlo in pubblico?". Occhi spalancati, orecchie dritte e il dubbio di non aver capito bene: Un ragazzo di terza media confessa di piangere?! Ne parla davanti ai coetanei?! Nonostante la presenza delle "femmine"?!
IL DON prende la palla al balzo e rilancia: "Che ne dite allora se ci diciamo quand'è che ci è capitato di piangere?". Tutti accettano. Nessuno dei ragazzi ride o fa battute.
E si aprono i cuori:
"Mi capita di piangere se penso alla morte dei miei genitori".
"Sto malissimo quando mi dicono che sono grassa e faccio skifo".
"Soffro per gli insulti pesanti, quelli a sfondo sessuale, anche se faccio finta che non me ne frega niente...".
"Quando i miei si sono separati, ho pianto per due mesi tutte le sere..."


IMPROVVISAMENTE ci si guarda senza tenere conto delle solite etichette, dei ruoli in cui ciascuno è imbalsamato. Il duro, la secchiona, lo sfigato, la belloccia...non esistono più! O meglio, ciascuno continua a essere se stesso, ma gli altri scoprono cose che mai avrebbero immaginato. Perchè le lacrime detergono, rinnovano. Sono come la crema per togliersi il trucco dalla faccia. Fanno brillare gli occhi. E quando assaggi le lacrime, scopri che "sanno" di sale, hanno la vita dentro: riceverle è come fare una trasfusione di sangue. Lo insegna del resto la risurrezione di LAZZARO. Quando Gesù giunse al suo sepolcro, non poteva che piangere: il miracolo della risurrezione dell'amico inizia proprio dalle lacrime che il Signore ha versato per lui.

Il parroco conclude il racconto con gli occhi lucidi:
"Sai Mario, finito l'incontro di gruppo, tutti abbiamo capito che niente sarebbe stato come prima".


Se donassi le tue lacrime, niente sarebbe come prima.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Bellissimo...io personalmente faccio fatica a piangere in "pubblico" mi sento debole...fragile...ma dopo che l'ho fatto e che mi sono fatta consolare e supportare, mi sembra tutto più facile...più "leggero"...

Petite Prince

Anonimo ha detto...

Gli insulti a sfondo sessuale sono una delle più grandi vigliaccate che inquinano i rapporti tra le persone e le sicurezze dei singoli!

dina ha detto...

mi servirebbe un informazione: come è possibile trovare questa pagina?
Al mattino clicco sulla parola del giorno di don Mario Aversano, poi so' che don Mario riscrive, ma se nessuno fà il commento sull'argomento io perdo l'occasione di leggere la pagina.
Prima trovavo: leggi gli altri post, invece ora trovo: leggi i post precedenti.
GRAZIE DI CUORE

Riesco a confortare chi piange, capisco il dolore che provano.
Piangere fà bene, ma mi sono allenata a piangere da sola.
Cosi' senza vanto, perchè penso chissà quanti dolori ci sono più grandi di quello che ho avuto io.
Con affetto V. dina

MonicaM ha detto...

Io sono un'esperta di lacrime, ma non mi aspettavo che i ragazzi di terza media potessero aprirsi in questo modo. Sono tra quelle femmine che veniva presa in giro dai maschi quando mi vedevano piangere e leggo con piacere queste righe, mi aiutano a non assolutizzare il mio mdo di vedere e di sentire le cose.

Shalla-là ha detto...

La prima volta che ho pianto davanti ad altre persone è stato a 25 anni, il 1° agosto 2001! ...durante la testimonianza di un frate ad una marcia francescana che sembrava stesse parlando di me! E' stato come se si fosse rotta una diga! Da allora niente è stato come prima! ...anche se i cambiamenti legati a quell'evento sono stati l e e e n t i i i i s s i i i m i...

:-)

nuvolastella ha detto...

Don Mario, don Mario... le lacrime! Che tema scottante. Ammiro quel ragazzino, che durante un incontro di gruppo ha ammesso pubblicamente la sua debolezza. Lo ammiro ancora di più quando penso che l'unica Persona alla quale faccio vedere le mie lacrime è il Signore, perché Lui sa cosa farsene, le "raccoglie nel suo otre" e le trasforma, in cosa non lo so ancora, ma sicuramente in qualcosa di buono per me.
Invece, per quanto riguarda le persone, penso che troppo spesso le lacrime siano confuse e mal interpretate. Ne faccio un solo esempio: quando un mio caro amico ha annunciato che sarebbe partito per molto lontano, ho pianto e anche tanto. Queste lacrime però sono state interpretate come segno di qualcosa di "sporco" nel nostro rapporto... Forse è da allora che ho deciso che condivido le mie lacrime solo con Lui.

don Mario Aversano ha detto...

@ nuvolastella
Quando mostriamo la nostra vulnerabilità è triste non ricevere accoglienza. Ma forse arriverà la persona giusta, qualcuno a cui poterti affidare e in quel momento lo capirai, no? Puoi provare a sperarlo?

@ Shalla-là
I cambiamenti più lenti sono forse quelli più duraturi...

@ Dina
Scusa, non riesco a capire quale sia il problema tecnico che incontri.

Shalla-là ha detto...

@dina: Prova, semplicemente, a scrivere nella barra dell'indirizzo di internet www.iltesoro.org ... in questo modo andrai sempre alla pagina iniziale (home page).
Se vuoi leggere i commenti clicchi su "commenti" in fondo al post. Per tornare alla home page (e quindi leggere anche gli altri post) clicchi su "Home page" al fondo della pagina (o riscrivi sulla barra dell'indirizzo di internet www.iltesoro.org).

Ehm... non so se è stata molto chiara come spiegazione (anche io non ho ben capito quale sia il tuo problema).
In ogni caso spero di esserti stata di aiuto!


Buona giornata!

Shalla-là ha detto...

Premetto che questo periodo per me è piuttosto difficile e di lacrime ne ho versare che la metà basta!

Mi meraviglio di averne ancora! :-)

Anche stasera ho pianto ad un incontro di preghiera a cui sono andata... ma a differenza delle altre volte queste non le ho versate per me... ma per delle persone che conosco bene. In loro, stasera, ho visto chiaramente Gesù Crocifisso! Ho sentito il loro dolore/fatica/impotenza di persone innocenti inchiodate ad una croce... E non ho potuto frenare le lacrime che, a loro volta, hanno tirato fuori una preghiera sincera!
Ho donato le mie lacrime al Signore per queste persone... e le ho affidate con il cuore (non solo con la parole) a Lui.

Da oggi spero che il mio sguardo su queste persone sia deterso e rinnovato dalle lacrime che ho versato e che in loro veda SEMPRE il volto di Gesù.

dina ha detto...

Grazie Shalla-là, grazie don Mario.
Basta cliccare su IL TESORO NEL CAMPO (sul titolo del blog) tutto molto semplice.
Buona domenica e un caro saluto V. dina

nuvolastella ha detto...

Grazie don Mario,
sì continuo a sperare! A sperare di sapermi lasciare amare...