Il sacco che ho trovato martedì mi interroga: vestiti lisi, qualcuno sporco, nulla di presentabile.
Cosa è diventato per noi superfluo? L’inutile, l’inutilizzato, l’inutilizzabile? Il prossimo, povero, è solo più una discarica di quel che non ci serve o dei nostri sensi di colpa per quello che abbiamo?
Superfluo significa non essenziale, ed allora il superfluo che dobbiamo per giustizia è tutto quell’amore che gratuitamente abbiamo ricevuto in più, quel tracimare di Provvidenza e di Grazia che ogni giorno ci investe, quell’esserci costante di Dio ad ogni nostra celebrazione, un esserci esagerato, copioso, sovrabbondante.
Se non ci rendiamo conto prima di tutto di questo, saremmo noi a diventare presto superflui nel Regno dei Cieli.

4 commenti:
troppe volte i cassonetti della caritas vengono scambiati per quelli della spazzatura..
indubbiamente è difficile staccarsi dalle proprie cose, a volte anche i vestiti hanno delle storie..
però, ci si dimentica troppo spesso che il povero ha una dignità che va rispettata!!
Marzia
Perchè dare i nostri "scarti" al bisognoso?
Dobbiamo imparare a condividere, privarci di qualcosa che può essere dignitoso per " l'altro ",
donare anche del nostro tempo!
Grazie don Luca!
Se chi ha più bisogno fosse considerato veramente un fratello (e non fosse chiamato così solo per riempirsi la bocca di belle parole)... allora si darebbero solo cose belle! A un nostro fratello "di sangue" daremmo roba brutta? Daremmo gli scarti??
E sono d'accordo con Daniela! Oltre alle cose donassimo anche il tempo sarebbe la cosa migliore! Ed invece alle volte il dare del denaro o i vestiti... lava la coscienza e non esprime vera carità!
Posso fare il fariseo del Vangelo? Io ho una scatola piena di vestiti smessi, ovviamente puliti, che non ho ancora consegnato alla Caritas perché ci sono piccoli rammendi da fare.
...
A pensarci bene, non sono poi così brava.
Domani li rammendo e li porto (domani, perché oggi lavoro).
Grazie del promemoria.
Buona domenica,
Umberta
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