Dal vangelo secondo Luca (13,1-9)
In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».
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sabato 6 marzo 2010
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III Domenica di Quaresima
Pubblicato da
don Gian Luca Carrega
alle
16:24
Etichette:
Conversione,
Quaresima,
Video Omelia
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3 commenti:
Oggi ho trovato il ostro blog, mi è subito piaciuto! Ed ho pensato di inserire una pagina nel mio: http://immagini-di-maria.blogspot.com/2010/03/il-tesoro-nel-campo.html In cui parlo di voi!
Mi piacerebbe se volete avere un link su questo blog al mio perchè sono molto affini!
Grazie per gli articoli che scrivete! veramente molto belli!
Penso che il punto centrale di questo Vangelo sia il richiamo alla conversione del popolo di Israele necessaria per la sua salvezza.
La parabola successiva, va interpretata. Siccome l'albero di fico, nella tradizione ebraica, rappresenta il popolo di Israele insieme alla vite, io ci leggo un chiaro insegnamento da parte di Gesù. L'albero di fico è la legge (es. digiuni, purificazioni formali, rispetto del sabato) che nasce dalla conoscenza del bene e del male, i cui frutti sono regole, riti, burocrazia, sentenze, sanzioni, condanne.
Il popolo che si ciba dai frutti di quell'albero, non porta frutti e con il tempo muore, facendo morire l'albero.
A differenza della vite che rappresenta l'albero della vita (Spirito di Dio) che dà frutti che vivificano, l'albero del fico non dà frutti o, se li dà, sono frutti proibiti che portano alla morte dell'uomo e quindi col tempo alla morte del popolo che si ciba di quei frutti (fico seccato).
Il contadino ha un bel da fare a concimare un albero ancora vivo, ma che non produce più frutti, a meno che quel fico non si converta (se non vuole perire o seccare completamente) e, anziché fichi, si metta a fare uva (vino) con un bell'innesto. Ma si può innestare una vite su un fico? Per Dio tutto è possibile.
Grazie don Gianluca, per le tue omelie che aiutano a rendere attuale la Parola di Dio... Grazie perchè supplisci a un bisogno che sempre più sento: quello di non cadere mai nella banalità dell'interpretazione!
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