Qualche giorno fa, Fabio, 17 anni, mi racconta un episodio personale. Assieme a due classi dell'ultimo anno del Liceo, partecipa ad un cineforum presso il Carcere di Saluzzo. L'attività extra-curriculare prevede dopo la visione del film un momento di scambio tra giovani e detenuti. Si parla delle difficoltà della vita. Che fare quando le cose vanno male? Fuggire per cercare la felicità altrove o provare ad affrontare i problemi? Il clima dell'incontro si fa sempre più disteso e confidenziale e così - improvvisa - arriva la fatidica domanda: Chi di voi è felice?
Dei 20 detenuti presenti, 20 alzano la mano. Dei 50 ragazzi presenti...solo 4 la alzano. PANICO! Come mai, neanche di fronte a delle persone carcerate, un gruppo di giovani di 17 e 18 anni riesce a percepire il bene che c'è nella propria vita? I carcerati sono sorpresi. I giovani, molto di più. Chi ha alzato la mano racconta il motivo della propria felicità. Un uomo dice: "Mia figlia ha la vostra età. Sta per affrontare l'esame di maturità e questo le permetterà di realizzare scolasticamente un traguardo importante".
Un giovane detenuto: "Ho ancora parecchi anni da scontare, ma mi è nata da poco una bambina. Questo mi fa felice! Il poterla vedere...Sapere che sta bene...".
Un altro ancora: "Tra pochi mesi uscirò dal carcere. Posso ricominciare. Ci sono delle persone che mi aspettano. E' un'opportunità importante..!".
Qualcuno dei ragazzi prende la parola. La tristezza e la gioia possono dipendere da un'interrogazione che va bene o che va male. Da una delusione inaspettata. Da quel pezzo...che ti manca sempre. E se c'è qualcosa di buono, potrebbe sempre "rompersi".
Poi uno studente aggiunge: "Io sono felice perchè mi sento amato e non credo che questo dipenda da un singolo episodio, da un'emozione che va e che viene. Mi sento amato e so che io posso ri-amare oggi, come domani, come sempre".
E tu, amico?
Tu, che sei dentro l'adolescenza o che l'hai superata da molti anni,
tu che vivi libero o in qualche prigione,
che mi dici di te?
Se un carcerato sa dare speranza a un giovane,
forse siamo di fronte a un adulto che sta superando a pieni voti il suo esame di maturità.
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12 commenti:
Grazie di questo magnifico post, che "giro" al blog dedicato ai miei studenti.
Dice Charles de Peguy che la speranza pur essendo la virtù più "piccola", commuove il cuore di Dio.
La speranza (in Dio) è ciò ci salva dall'abisso della più grande tentazione: la dis-perazione.
Ehm, confesso (se dopo mi assolvi) che per me la tentazione più grande è proprio questa: lasciare che la nube oscura della mancanza di speranza mi avvolga e mi soffochi, fino ad accecarmi... Ma per poco. Anzi devo ammettere che tu, Don Mario, con le tue "solari" riflessioni mi hai spesso rivelato un riflesso del Sole.... :-D
Ottima lezione di vita. Grazie a Mario e a Fabio che condividendo la sua esperienza ha permesso che raggiungesse tutti noi...
La speranza è l'ultima a morire...finchè ce speranza ce vita...
Anche io, dopo il servizio militare, ho imparato ad apprezzare di più la libertà. Tuttavia ci andrei piano a descrivere il carcere come un luogo dove i detenuti sono felici, altrimenti non ci sarebbero così tanti casi di suicidi tra detenuti in carcere.
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/suicidio-brigatista/dossier-carceri/dossier-carceri.html
Il carcere calpesta la dignità umana ed è la conseguenza che in questa società il cristianesimo e i suoi valori non sono applicati.
Accidenti! La realtà supera la fantasia! Qui mi sembra che ci sia in gioco il senso dell'età adulta. Questi carcerati hanno dato una testimonianza di solidarietà e vicinanza ai ragazzi, come troppe volte non si percepisce dagli adulti fuori. Il mondo appare freddo e inospitale ai giovani. E i giovani troppe volte sono sentiti solo come un problema. Ma questi uomini che hanno commesso errori sono capaci ancora di distinguere ciò che conta veramente.
Ps Ben tornato don Mario!
grazie
bel post che ho già condiviso.
Noi adulti...! Io mi scopro giorno dopo giorno più fragile, ma anche più capace di accertarlo e di portarmi! A quei ragazzi direi: "amici, giocatevela tutta, e giocatevela per qualcuno e per qualcosa. Spero vi possiate innamorare al più presto!!"
Io sono d'accordo con lo studente che è intervenuto dicendo che si sente amato!
Quello è il fulcro...
Sentirsi amato, accolto, voluto bene. Questo rende felice. Poi per un credente il sentirsi amato da dio, dal Signore è la cosa più grande e la felicità più immensa.
I carcerati danno una lezione di vita ad alcuni ragazzi delle superiori. Soprattutto i ragazzi non riescono a trovare dentro di loro gli obiettivi e le motivazioni che servono per vivere. Chi glieli ha rubati? Perchè ho paura che nella loro rassegnazione ci sia anche il poco entusiasmo che vedono nello sguardo degli adulti?
A 20 anni ero una forza della natura. Spero che questi giovani si risollevino presto dai loro torpori. E spero che i loro professori a scuola offrano loro il gusto di arrivare a traguardi belli nella vita. (E non li angoscino solo con ciò che riguarda il loro esame di fine anno)
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