Eminenza, mi confidava un parroco, non si trovano più collaboratori. Ma come è possibile, chiedo, non ci sono persone buone e competenti che si possano mettere a servizio? Sì, mi risponde il confratello, ma non hanno più tempo libero. Cari amici, non abbiamo davvero più tempo libero? Tutto è produrre, correre, vacanze tutto compreso, senza pause, senza soste? Forse, come cristiani, dovremmo aiutarci a vedere le cose, ancora una volta, in modo rivoluzionario. E se provassimo a liberare il tempo, per dare spazio all’Eterno?
Con una grande ed affettuosa benedizione.

10 commenti:
Eccomi!
Severino concordo con quanto dici, tuttavia voglio farti osservare che il tempo libero non manca solo ai laici, manca anche ai sacerdoti che sono sempre di corsa.
Per quanto mi riguarda, come laico, è vero, il tempo libero scarseggia. Poi, chi ha famiglia con bambini piccoli, non ne parliamo di tempo libero, ormai solo appannaggio di pensionati anziani e spesso malati.
Gli italiani sono schiavi della burocrazia che sottrae loro un sacco di tempo libero. Ma non ce ne rendiamo conto fino a quando ci ritroviamo vecchi e malati, scoprendo di non aver vissuto la vita per come andava vissuta, ma di essere stati solo al servizio di una burocrazia assurda e di non avere più il tempo per rimediare. La burocrazia ti ruba la vita, ti fiacca e ti fa passare la voglia di vivere.
Siamo stati fatti per vivere insieme nella gioia e nella condivisione e non per accaparrarci risorse da gestire in modo esclusivo sotto la mannaia delle leggi burocratiche.
Se la prenda con gli amministratori dello Stato, delle regioni, delle province e dei comuni, con i quali i vertici della Chiesa vanno a braccetto. Sono loro i principali responsabili della mancanza di tempo libero, dal mio punto di vista.
Io opero nel settore immobiliare e non ti dico la montagna di burocrazia assurda che le famiglie si trovano davanti, ma te ne accenno solo l'1%
Denuncia dati catastali per tutte le utenze: Gas, Enel, Tarsu, da consegnare ai rispettivi uffici. L'altro giorno ero presso l'esattoria di Caselle Torinese a consegnare la denuncia e c'era una coda di 50 metri di persone anziane, al freddo, accalcate come bestiame fuori dalla porta, in attesa di consegnare i dati catastali relativi alla raccolta rifiuti delle loro utenze immobiliari. Ci ho rinunciato, perché credo di avere una dignità come persona.
Chi lavora e torna a casa tardi, stanco, ha piacere di rilassarsi in famiglia con i figli, non ha più tanta voglia di prepararsi e uscire di nuovo per prestare servizio in parrocchia, anche perché la famiglia ha bisogno di momenti di raccoglimento.
Chi, poi, è già impegnato come volontario nelle varie organizzazioni onlus e movimenti ecclesiali a organizzare messe, ritiri spirituali, pellegrinaggi, ecc, si trova con una buona fetta di tempo libero già decurtata.
Conosco persone che hanno provato a liberare il tempo, per dare spazio all'Eterno e si sono trovati una sanzione dell'ASL con una denuncia penale per non aver adempiuto ad una pratica burocratica prevista dalla legge.
Rivolgiti ai responsabili dei movimenti ecclesiali e chiedi a loro di mettere a disposizione della Chiesa e delle parrocchie i loro volontari e aderenti. L'ubiquità appartiene solo ai santi.
Fly-by!
"La verità non è che abbiamo poco tempo: è che ne prdiamo molto" (Seneca)
Il tempo ... si, vero, ci sembra sempre di averne sempre meno.
E poi comunque non è mai "libero". Per avere un po' di tempo per qualcun altro devo liberarne un po'. Dare una priorità minore a qualche cosa per infilarci qualcosaltro.
Perchè il tempo non è mai "libero". Non credo che uno stia li fermo a non fare assolutamente nulla, chiedendosi "cos'è che potrei fare adesso?".
Io mi trovo spesso a liberare tempo per far qualche cosa per qualcun altro. E spesso così salta il tempo che inizialmente avevo tenuto per me, programmandolo come dedicato allo studio o alla lettura. (gli altri impegni sono fissi e quindi posso sacrificare solo il tempo che tengo per me)
Ma c'è anche un criterio del "cosa" può convincermi a liberare del tempo per fare qualche cosa per gli altri.
La signora anziana da accompagnare dal medico o a cui portare la spesa a casa ... si, sempre. Ma sono persone reali, c'è un rapporto diretto tra la necessità che chiama l'aiuto che io posso prestare. E poco importa se la signora Maria con la scusa della spesa poi in realtà vuol solo qualcuno con cui parlare. Tra un brontolio, un sorriso ed un lagnarsi del tempo, anche se critica o ficca il naso nei fatti tuoi, ti lascia la sensazione di aver fatto qualche cosa di utile.
Quando uno da' una mano in parrocchia invece trova persone che s'impegnano moltissimo a farlo esercitare in molte diverse virtù. (la pazienza, il porgere l'altra guancia, il lasciarsi insultare e stare zitti, il venire ignorati anche nel proprio campo specifico di competenza da chi ne sa meno ma preferisce comandare di piu'...)
Perchè chi non fa mai nulla si sente in dovere di dirigere criticare e lamentarsi per qualsiasi lavoro viene fatto. Avessi mai sentito una sola volta "bravo cane, hai fatto un buon lavoro!"
Se dai la disponibilità per il lavoro X, ti ritrovi tirata da tutte le parti e t'accollano anche Y e Z. E vieni colpevolizzata se, oltre le due ore che hai già messo a disposizione, non ne trovi subito altre tre per fare altro.
Chi dirige pensa d'aver trovato manodopera a costo zero e ti tratta peggio di quanto tratterebbe un fattorino.
Perchè tu lo stai facendo come volontariato, quindi devi stare zitto; anzi, ringraziare che ti viene dato qualche cosa da fare.
Beh, devo dire che brutte esperienze le ho fatte sopratutto con laici cui il prete aveva lasciato in gestione più o meno tutto, ... ma da esperienze di altri pare che pure con molti sacerdoti succede lo stesso.
A chi dare il mio tempo libero adesso lo decido solo io. E non lo darò mai a chi pretende di dirigere e criticare senza fare nulla.
Assai più probabile è che vado ad affincare qualcuno che vedo si è già rimboccato le maniche e sta lavorando.
Dare spazio all'Eterno? Certo, riesco sempre a ragranellare un po' di tempo ogni giorno per lo studio del Vangelo o per pregare. Tempo che a volte un po' salta e viene dedicato alla signora Maria o al signor Toni. Tempo che non sottrarrò per offrire aiuto a chi lo disprezza come mi è già capitato in passato.
Non credo che il "beati voi quando vi disprezzeranno" sia da intendere che la parrocchia debba fornire il disprezzatore così da rendere beati i volontari.
Eminenza, ci sono anche parroci che se potessero scaricherebbero anche il fastidio di amministrare i sacramenti ai laici, salvo poi lamentarsi perché le cose non sono fatte a dovere.
E ci sono sacerdoti che non accettano l'aiuto che un laico può dare.
il tempo è come un fiume, non risale mai alla sorgente.
bellissime riflessioni.
grazie.
luisa
Io concordo con Seneca...altre, troppe, volte è una questione di priorità: troviamo il tempo per tutto, ma non per le cose importanti. Altre volte è un problema di voler fare troppo: così si fa tanto e male. Ma soprattutto è un tempo, quello in cui viviamo, in cui è difficile. Proviamo almeno per una volta a dare la colpa a noi stessi e non allo Stato, ai preti, e all'universo mondo per il tempo che non abbiamo: per le cose che vogliamo fare il tempo lo troviamo: solo quando lo vogliamo veramente.
A me è capitato anche di fare qualcosa non troppo volentieri, sentita come un dovere, ma poi i frutti sono stati abbondanti....
mi scuso per il pessimo italiano: sono sempre di corsa: spero si capisca comunque il senso.
Evidentemente la "parrocchia" è un'istituzione superata alla quale pochi intendono dedicare il proprio impegno.
concordo con Laura (e con Seneca)... Volere è potere.
E quanto all'istituzione "parrocchia", beh mi ha dato talmente tanto in passato, che vorrei sempre darle una piccola mano ...affinchè anche i miei figli in futuro possano viverla, nella semplicità e gioia dell'oratorio per es., un aiuto - non unico, ma fondamentale - a scorgere Dio in qsta società...
cri
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