sabato 31 luglio 2010

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In una vecchia torre traballante del più pericolante vecchio castello dell'intera cristianità, ecco dove siamo!

Forse avete già capito dove siamo...
Potrei iniziare da “Hocheti pocheti”; potrei iniziare da “quisquilie e pinzillacchere”, ma quello che ricordo meglio del film “La Spada nella Roccia” è la canzoncina che cantano Merlino e Semola, alias Artù, sott’acqua, quando sono trasformati in pesciolini… Dai, che la ricordate anche voi!

Qui siamo proprio nel grande filone disneyano, i film degli anni 60; se pensate che siano film troppo lenti per i smaliziatissimi bambini di oggi, nel piccolo della mia famiglia non è stato così: anzi era lento e ripetitivo il giusto per iniziare ad approcciarsi al meccanismo del cinema (credo che sia il secondo film che abbiamo visto tutti e 4 insieme…).


Ottimo film per iniziare: ma perché è meglio di Robin Hood o di altri? La trama è semplice, i personaggi pochi, ma ben definiti (Anacleto il gufo è una simpatia a prima vista), le canzoni divertenti e gli ambienti narrativi conosciuti. Tutto bene. Ma il vero perché è in Semola: è il più piccolo, il più bistrattato, ma non si perde mai d’animo; certo, sarà chiamato a grandi cose, ma lui non lo sa; allora come mai mantiene sempre la sua voglia di imparare e il suo buon umore? Perché Semola ha il suo piano: diventare scudiero, che è già il massimo per un bambino orfano come lui. E partendo da questa volonta così determinata, pur su un progetto che fa infuriare Merlino per la sua pochezza, che si può costruire un futuro re!

Cercare di fare sempre del proprio meglio, non perdersi d’animo, anche se si è piccoli e meno forti (usa la tua intelligenza, gli dice Merlino, nella lotta contro il luccio), tutte ottime qualità di partenza, su cui far riflettere i nostri bambini… che spesso si sentono davvero così, piccoli, meno forti, ma capaci di risposte davvero intelligenti! Serve solo un adulto che le ascolti e le valorizzi… Un po’ Merlino, un po’ Anacleto, mai assolutamente come Maga Magò, quegli adulti siamo noi…

E poi merita il film già solo la piccola storia d’amore della scoiattolina… qui la citazione è d’obbligo…


Merlino: Vedi giovanotto, questa faccenda dell'amore... è una cosa potentissima!
Artù: Più forte della gravità?
Merlino: Beh sì figliolo, in un certo senso... Io direi che è la forza più grande sulla terra!

giovedì 29 luglio 2010

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Quando era convinto che i parrocchiani fossero suoi

Quando ero con voi, io non stavo con voi per mia iniziativa, ma per la volontà di Dio: lui dovete benedire sempre, a lui cantate inni.
Voi benedite il Signore sulla terra e rendete grazie a Dio. Io ritorno a colui che mi ha mandato. (dal Libro di Tobia)

mercoledì 28 luglio 2010

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E' passato Pinky di qua?

Inutile dire che lo leggevo già da piccola… ed è sempre una bella sorpresa ritrovarlo in qualche sala di attesa, mentre aspetto il mio turno dal dentista! Il Giornalino, il giornale che mi ha aperto il mondo delle investigazioni poliziesche (con Rosco e Sonny), che mi ha iniziato al mondo dei western con Lucky Luke e che ha stimolato il mio scarso senso dell’ironia con Pinky, il coniglio rosa giornalista…

Consigliato a chi già legge, è davvero un bel settimanale; se voi genitori siete lettori, è inevitabile che i bambini prima o poi mettano le mani sui vostri giornali… meglio iniziare a pensare ad un giornale per loro, per valorizzare il loro desiderio di leggere e di imitazione; giornali ce ne sono, complice il marketing dell’infanzia, molti più di quanti se ne pensi… parlerò di alcune delle pubblicazioni che conosco, ma volevo iniziare da questa: perché è stata quella che meglio ha centrato per me, tra i 6 e i 10 anni, gli interessi e le informazioni che volevo conoscere.

Oggi il Giornalino è in po’ diverso dalle annate 1978-83, che per me sono rimaste mitiche… mi sembra un po’ più smilzo, ma forse è solo perché sono cresciuta… il compenso il sito è molto ben fornito! Il sito mette a disposizione tutti i vecchi numeri, fino alla annata 2007 e si possono scaricare le rubriche dei lavoretti da fare con i bambini (tipo quella di Raffa) in formato pdf; sul sito si trova anche la sezione multimedia con contenuti molto ben fatti su scienze, storia e altre materie (utili per ricerche, a patto di non fare copia e incolla!). Ci sono anche tutte le rubriche del mese, per iniziare a leggerle online e poi prevedere l’acquisto…

E per chi volesse conoscere meglio Pinky, c’è questo libro, che piace anche ai piccoli lettori, guardato con mamma e papà…

martedì 27 luglio 2010

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I giorni de L'Aquila

sabato 24 luglio 2010

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XVII Domenica del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,1-13)

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
“Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”».
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Parola del Signore

Consiglio per la preghiera:

Invoca lo Spirito Santo
Fai una composizione di luogo
Immedèsimati in tutti i protagonisti

Nella preghiera
Gesù offre un cammino di liberazione:
uscire dalla condizione di orfano,
conoscere il Padre,
riconoscere i fratelli.

Perdonare è
rompere le catene,
estinguere il debito,
essere riscattati al peccato.

Uscire dalla cattiveria,
uscire dalla cattività,
essere fatti liberi.

Padre, eccoci qui,
insistenti,
bussiamo alla tua porta!
3

Sei solo chiacchiere e distintivo!

Nel titolo mi è scappata la citazione di Al Capone… ma ci sono del film che ti chiedi alla fine a che cosa è servito vederli… a parte che sono divertenti! Parliamo di Madagascar, 1 e 2!


Il divertente è nella banda dei 4 pinguini (Skipper il capo, Soldato l’uomo da sacrificare, Rico l’esperto di codici e Kowalski l’esperto di missioni), che sono davvero scorretti da ogni punto di vista, ma geniali nelle azioni operative (tant’è che sono diventati una serie spin off dai film e vanno in onda come cartone autonomo); il divertente è nelle acrobazie linguistiche dei protagonisti: tutti parlano con un accento identificabile e quindi facilmente imitabile, fanno discorsi complicatissimi, che i bambini capiscono grazie alle immagini, e che stimolano il genitore semiassopito dalla prospettiva di un film per bambini; il divertente infine è nella ampia caratterizzazione dei personaggi minori, nelle citazioni di film per grandi, che di nuovo fa ridere l’adulto e di riflesso, il bambino, che non capisce, ma poi il papà gli spiega tutto!

E il senso dei film è qui, nel divertimento, ti fa ridere; non è poco, ma ti fa ridere come una cosa esagerata, che nella tua vita non capiterebbe mai; i personaggi sono un po’ caricature fuori dalle righe, buffi ma improbabili; e i loro sentimenti sembrano gonfiati, sono come i nostri, ma molto più mostrati, sentiti, che portano a situazioni impensabili. Tutto è un po’ oltre il normale: a rischio che sia la nostra normalità a sembrare noiosa… e questo non è possibile, come tutti i genitori sanno, normalità ripetibile ma non noiosa!

Non so se la differenza la fa il fatto che siano film Dreamworks, mentre quelli di cui ho raccontato altre volte (Nemo, Cars) erano Pixar… forse ciascuna casa ha il suo modo di lavorare le sceneggiature…però qui siamo nel divertimento fine a se stesso, ben costruito, ma che, secondo me, non tocca le corde più profonde; si finisce con i bambini che imitano i personaggi del film, ma non chiedono altre storie su di loro, segno di una scarsa identificazione con i contenuti profondi dei personaggi (infatti ricordo solo i nomi di Gloria l'ippopotama, Alex il leone... come si chiamavano la giraffa e la zebra?)
E non so se per il film è come per i libri, come diceva Plinio, si può trovare del buono in ogni libro… però, se volete vedere Madagascar 1 e 2, anche qui ci troverete del buono! Diciamo a breve conservazione!

venerdì 23 luglio 2010

13

Matteo/5: voglio innamorarmi

Alla domanda "Che cosa fare? " Matteo si è dato la risposta da solo. Non è una soluzione, ma un obiettivo. Le domande sono dei sentieri e Matteo ci sta camminando sopra.

"Insomma, don Mario! Dietro il mio affanno c'è un desiderio banale (anche un po' da sfigato), quello di "stare bene".
Io vengo qua, ti parlo, faccio tante parole ma alla fine vorrei solo risposte facili per assecondare la mia ansia di serenità. Sembra quasi che io, noi...forse troppe delle persone che conosco...viviamo come malati. E sai qual è la malattia di cui siamo affetti? Si chiama vita. Sì! Siamo scontenti della vita! E vorremmo il sollievo di qualche emozione. O una buona dose di calmanti per dormire e provare meno dolore.

Mi sono chiesto: "Ma quando prego, cerco Dio o il piacere di trovarmi un po' di pace? Quando sto con Sara e Michele e tutti gli altri, voglio camminare con loro o solo placare il disgusto della solitudine?"

Ehi don, ti è mai capitato - da piccolo - di fingere di stare male per non andare a scuola? Ti sei mai chiesto che cosa la gente avrebbe detto di te se fossi morto? E quali sarebbero state le reazioni di tutti? Ecco don, magari le fantasie di oggi sono diverse, ma qualcosa di quel bambino desideroso di attenzioni mi è rimasto dentro. E sai che ti dico, io sto bambino oggi lo tiro giù dal letto. Perchè ho deciso: io mi innamoro! Lo faccio e lo sto già facendo. Comincio adesso, con l'abbraccio che ti do.

Il sole sorge,
se apro gli occhi."


Ci vediamo domenica mattina. Partenza per L'Aquila, alle 7.00!

giovedì 22 luglio 2010

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Intuizioni per una predica.


Quando le tue parole mi vennero incontro, le divorai con avidità; la tua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore, perché io portavo il tuo nome, Signore, Dio degli eserciti. (dal libro del profeta Geremia)

mercoledì 21 luglio 2010

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Ma a che cosa servono i film?

Ma il cinema è educativo? Magari questo discorso andava fatto un po’ prima di iniziare le recensioni… ma mi sono fatta trasportare dal discorso… bene, perché è utile far vedere film ai bambini?

Il problema me lo sono posto più o meno quando i bambini avevano 2 e 4 anni e rifiutavano categoricamente, in occasione di incontri con amici con figli piccoli, di passare la serata guardando un film, mentre noi adulti chiacchieravamo; piuttosto una serata in camera a giocare da soli, ma film, non se ne parla!

D’accordo, non bisogna passarci le serate, sempre, davanti ai dvd, però è necessario “imparare” a guardarli; dico, imparare, perché è una della forme narrative del nostro tempo e spesso, come abbiamo visto, i contenuti valgono la fatica di imparare, ma che cosa?
Imparare a vivere le proprie emozioni, anche se sono negative e ci fanno sentire tristi: quando Saetta scivola dal suo rimorchio e rimane abbandonato al buio in autostrada, quando la mamma di Nemo muore… tutti momenti in cui non siamo rimasti proprio insensibili sul divano… qualche pianto, “non lo voglio più vedere!”, momenti di reale emozione, che non vanno liquidati solo con un “Vedrai, andrà tutto bene!”.

La rassicurazione serve, ma va orientata: perché tutto andrà bene? Mentre rassicuriamo con la nostra presenza, aiutiamo i bambini a ragionare sui meccanismi che ci assicurano che andrà tutto bene, sulle possibilità che ci sia una soluzione (gli sceneggiatori lavorano apposta per metterci questi suggerimenti!); possiamo anche vedere il film in più parti, ma mai interrompere subito dopo un evento emozionante, andiamo a vedere come finisce e poi, se siamo troppo stravolti, interrompiamo. Il resto, domani sera, e avremo tempo per dare altre spiegazioni…

Oltre che al cinema, è un utile esercizio, anche nella vita di tutti i giorni (dove non ci sono sceneggiatori!) ricercare tutti gli elementi che ci suggeriscono “che andrà tutto bene”: ci sono gli elementi e abbiamo bisogno anche noi di rassicurarci!

martedì 20 luglio 2010

17

Matteo/4: che cosa devo fare?

Arriva il momento in cui anche Matteo casca su questa domanda. Normalissima, di per sè. Mi viene rivolta, spesso. Di fronte a una difficoltà, a una decisione da prendere, a un desiderio di cambiamento che non si sa come realizzare. Eccola lì: "Don, che cosa devo fare?". La tentazione di dare consigli - se non addirittura prescrizioni - appartiene a tutti e ai preti in modo speciale. Ma alcuni "Che cosa devo fare?" presi troppo sul serio possono dare alla testa e favorire (nel prete) una specie di delirio di onnipotenza.

Peggio ancora quando il sacerdote incautamente porta come esempio se stesso, le proprie emozioni, il proprio modo di pensare...Una persona non può offrirsi come parametro di confronto. Non sto parlando della condivisione franca tra amici, ma della situazione in cui qualcuno, chiedendo aiuto a un prete, si mette in una situazione di vulnerabilità. In questo caso, la guida spirituale gestisce OGGETTIVAMENTE una dinamica di potere (anche se in assoluta buona fede) e non può permettersi di condizionare e opprimere una coscienza (Amici! Questi sono i veri peccati!). Ecco perchè è bene che io cerchi di dribblare simili domande nella misura in cui Matteo o altri mi chiedono soluzioni. SOLUZIONI?! Ma Dio non è un problema da risolvere. E la nostra vita non ha alcuna analogia con La Settimana Enigmistica. L'incontro con un sacerdote (o altro credente che accompagni in cammini di fede) ha un altro scopo: favorire l'incontro personale con Cristo, con la sua Parola perchè da qui scaturisca il senso della vita di ciascuno.

Il discernimento è un cammino di CO-COSTRUZIONE (tra uomini che si mettono in ricerca) in cui è necessario porre le condizioni per un ascolto più limpido dello Spirito Santo. A questo livello, la domanda di Matteo assume un senso specifico!

Caro Matteo, voglio prendere sul serio il tuo "Che cosa devo fare?". Per questo non intendo risponderti se non cercando di favorire la tua libertà interiore: è un cammino umano e spirituale. Bello ed esaltante, se ci mettiamo sotto la guida dello Spirito.
Ci sono tante cose che vorrei dirti, ma neanche parlare troppo va bene. Ora tocca a te: che ne pensi delle mie considerazioni?

lunedì 19 luglio 2010

20

Matteo/3: peccare è faticoso (e non solo i cattivi fumano)

E' fuor di dubbio: Matteo è un bel tipo e non si può che volergli bene! Tra l'altro dimostra molta lucidità nel leggere il proprio cammino spirituale. E sta quasi diventando un piccolo "padre del deserto" in salsa post-moderna!

"Ascolta, don Mario! Alla fine "peccare" è molto faticoso...! D'accordo, devo avere pazienza, ho capito che la mia speranza va tutta fondata sulla misericordia di Cristo, ma non sono divorato dal perfezionismo o dallo scrupolo morale (be', forse un po' di quella roba c'è anche!!). Il problema è la stanchezza! Sul peccato si dicono un mucchio di cretinate: si dipinge con retorica una vita fatta di sbandamenti, superficialità, facile ricerca di piaceri.
Un po' come per le figure stereotipate del cinema...Ad es. i cattivi: fumano, hanno facce perse, maltrattano donne sceme e adulanti, non hanno scrupoli di alcun tipo...La verità invece è molto più complessa! Quando sbagli, quando ricadi nei soliti meccanismi, quando ti scopri sempre più debole...non puoi stare bene! Peccare è faticoso, si sta male: disagi psicologici, spirituali, somatizzazioni (il nostro corpo fa rimbombare il lamento dello spirito!). Non parliamo dei rapporti interpersonali: le incomprensioni, le sofferenze che si provocano, la perdita di fiducia...!! Don Mario, scrivilo sul tuo blog! Peccare è faticoso!"


In questa descrizione, Matteo è efficacissimo. Nel tono quasi leggero con cui si esprime, credo ci sia - oltre all'intelligenza e alla passione - un modo personale e ironico di trattare con se stessi.
Da Matteo c'è molto da imparare.

sabato 17 luglio 2010

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XVI Domenica del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,38-42)

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Parola del Signore



Consiglio per la preghiera:

Invoca lo Spirito Santo
Fai una composizione di luogo
Immedèsimati in tutti i protagonisti

Gesù entra nel tuo villaggio
Viene a te come un amico che cerca casa
Ti affretti a servirlo
Ti metti ai suoi piedi
Lo ascolti (e Lui già conosce le tue domande)


Accogli le parole di Cristo nella tua vita:
Perchè ti agiti e ti affanni molto?
Ti sta chiamando alla santità
e ti domanda ciò che è in grado Lui stesso di darti.

Chiedi di poter capire:
E' proprio vero che non si possa vivere senza agitarsi?
Anche il servizio e la carità
nascono dal silenzio e dall'ascolto.

La Pace del Signore scenda su di te in questo giorno di festa!
4

Lo sai a che cosa servono i maiali?

E passiamo a uno dei film che ho visto di più in assoluto, Babe, maialino coraggioso!

Nella visione non facciamoci fuorviare dalla lettura vegetarianista; il film stesso non prende quella piega e racconta degli allevamenti intensivi con una delicatezza di linguaggio, che non è cinicamente zuccherosa, ma è diretta semplicemente ai bambini; e neppure dalla lettura animalista, dove gli uomini non sono altro che sfruttatori senza cuore: di nuovo il film non segue questo filone. Sono tutte cose vere e deprecabili, che potremmo evitare con consumi più mirati sulla qualità e ridotti sulla quantità. Tutto vero, basta farlo: rimandiamo l’esercizio della coscienza sociale alla pratica, anziché alle chiacchiere e torniamo al film.

Dobbiamo dircelo chiaro: non a tutti noi è riservato un destino fulgido e assoluto come quello del primo maiale da pastore… ma la storia di Babe ci mostra una cosa chiara: che dietro alla riuscita di ogni vita, al realizzarsi della coincidenza tra ciò che si è e ciò che si vuole essere, c’è un cuore coraggioso e un genitore amorevole e intuitivo e un amico esemplare e un mondo di relazioni positive. Tutte queste cose, insieme ad una fiducia mai stanca, portano a un cambiamento mai visto prima…


E per tutti noi, che forse non saremo mai fulgidi esempi di un cambiamento mai visto prima? Ci sono almeno 2 cose:
la prima è che in ogni piccolo risultato che realizziamo nella nostra vita, possiamo vedere tutto il concorso di insegnamenti ricevuti, di sostegno umano e del nostro proprio impegno coraggioso. Mi sembra molto più fraterno vedersi abbracciati da un seguito di esperienze, che unici e solitari esponenti del meglio… senza contare che è il nostro impegno a rendere davvero vitali le esperienze ricevute;
la seconda cosa è che noi possiamo essere quel genitore intuitivo, quell’amico esemplare, una di quelle relazioni positive, per chi conosciamo… ed essere questa presenza già basta a dare il senso di una vita ben vissuta. E ci fa riflettere sul significato delle “mele marce”, quegli elementi che proprio vivono la loro vita in esclusione degli altri…



Per concludere, Babe non vive in un mondo buono, dove tutto può solo andare bene... il gatto di casa, informandolo sulle abitudini alimentari degli uomini (vedi titolo), introduce il male nella vita di Babe, il sospetto, la delusione; Babe riuscirà nella sua impresa, perchè decide di fidarsi del fattore Hoggett; perchè supera il male con la fiducia e ha il coraggio di tentare. Anche questa mi sembra una concreta possibilità che i nostri figli dovranno affrontare, crescendo nel mondo...


Buona visione e ricordate che i bambini prenderanno molto esempio dalle scene più movimentate del film (non lascerete più in giro gomitoli e colori per casa), che sono molto divertenti!

venerdì 16 luglio 2010

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Matteo/2: lo scoraggiamento è orgoglio

MATTEO è abbattuto dalla lentezza del suo cammino. Soprattutto soffre nel vedere dentro di sè ciò che non gli piace di un essere umano. E fa di tutto per nascondere a sè e agli altri che lui è anche questo.

MA è possibile una qualche conversione che nasca dal disprezzo di sè? No, credo di no. Si cambia per Amore: perchè l'Amore ti ha conquistato. Si cambia con Amore, imparando a nutrire simpatia verso se stessi, perchè noi siamo sim-patici a Cristo.

A Matteo che vuole vincere la sua partita da solo e non accetta sfumature tra le cose FORTISSIME e il totale DISASTRO (ogni parola del suo vocabolario è sparata ad altissimo volume) potrebbe far bene questa preghiera di Santa Teresina:

"Signore la mia debolezza ti è nota: ogni mattino faccio il proposito di praticare l'umiltà e alla sera riconosco di aver commesso ancora molte colpe di orgoglio. Vedendo questo, sono tentata di scoraggiarmi ma, lo so, anche lo scoraggiamento è orgoglio. Voglio dunque fondare su di Te la mia speranza". (Preghiera 20)

giovedì 15 luglio 2010

3

Il giorno in cui predicava bene e razzolava male.

Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,

tu che detesti la disciplina
e le mie parole te le getti alle spalle?
Se vedi un ladro, corri con lui;
e degli adulteri ti fai compagno.

Abbandoni la tua bocca al male
e la tua lingua ordisce inganni.
Ti siedi, parli contro il tuo fratello,
getti fango contro il figlio di tua madre.

Hai fatto questo e dovrei tacere?
Forse credevi ch'io fossi come te!
Ti rimprovero: ti pongo innanzi i tuoi peccati. (dal salmo 49)

mercoledì 14 luglio 2010

1

Popotus chi?

È stato il primo inserto per bambini (chi si ricorda Atinù, che uscì sull’Unità quasi in contemporanea alla sua prima uscita e che sparì quasi subito?) e diciamolo, ci vuole proprio impegno per continuare a fare un giornale per bambini, impegno non solo economico, ma anche editoriale: bisogna davvero credere che ogni settimana ci siano buone e importanti notizie che vale la pena raccontare ai nostri figli!

Popotus ci prova con un linguaggio adatto: destinato ai bambini delle scuole elementari (si spera che dalle medie provino a leggerlo da soli il giornale…), serve come utile riflessione anche per noi adulti, su come presentare notizie davvero troppo forti: nei giorni del terremoto all’Aquila è stato impegnativo tenere dietro alle domande dei bambini… come genitori, possiamo farci aiutare da strumenti ben fatti, disponibili anche on line!
Da 14 anni (è un giornale adolescente!) Popotus esce il giovedì e il sabato, senza pagine pubblicitarie con 8 pagine bianco e nero, proprio serie come i giornali dei grandi; lo trovate sul sito di Avvenire, nella home page http://www.avvenire.it/, nel box “Il giornale in edicola”; dalle 12 in poi si può sfogliare il giornale on line e salvarsi l’articolo che serve; consigliato a insegnanti motivati per un lavoro sulla attualità e a genitori che vogliono far conoscere ai figli, in modo positivo, il mondo che ci circonda!

lunedì 12 luglio 2010

19

Matteo zoppica

MATTEO zoppica e se ne lamenta. La cosa non gli piace affatto. Come si può essere TANTE COSE INSIEME?! Credere nel Signore e lasciarsi affascinare dal mondo; amare la preghiera e vivere periodi di freddezza spirituale. Nutrire sogni grandi e segretamente desiderare di precipitare giù. Credere nell'amore vero - quello con la A maiuscola - e poi cercare una notte di sesso, senza complicazioni, come fanno tutti, per divertirsi punto e basta. Matteo non giudica gli amici che non credono o hanno stili di vita diversi dai suoi. No! Matteo ce l'ha semplicemente con se stesso. Da quando ha incontrato Cristo crede che nulla abbia senso fuori da quel rapporto, eppure si sente inadeguato.

A VOLTE, è come se una voce dentro di lui gli dicesse che tanto non ce la farà mai a vivere di certi sogni: la volontà è fiacca e il cuore uno stupido che non sa ciò che vuole. A volte Matteo pensa "Ma non potrei essere come tanti miei amici, farmi meno problemi, lasciarmi andare, fregarmene un po'?!". Ma Matteo in fondo...che ne sa dei suoi amici? Che ne sa delle loro ansie? Non è forse un po' presuntuoso nell'immaginarli così superficiali?

MATTEO nella fede ha sperimentato forza e libertà, ma non sopporta di essere così discontinuo: il suo palinsesto è un isterico zapping. Non sono gli errori a preoccuparlo ma la zizzania che cresce tra i suoi desideri.

Caro Matteo vivi nella pazienza e nella fedeltà di Cristo
e non temere di condividere con altri le tue fatiche.
Tu non devi essere migliore di nessuno.
Ma puoi cercare il massimo, questo sì! E non da solo...

sabato 10 luglio 2010

2

Come sei cambiato, Saetta!

Cars è un film sul cambiamento; certo, se siete appassionati di motori, apprezzerete le parodie delle trasmissioni televisive sulle corse; ma tutto il film è dedicato al cambiare, per migliorarsi e per essere felici; ora, noi abbiamo a che fare con bambini che sono alle prese con il crescere, che cosa ce ne facciamo di un film sul cambiamento? Ci serve un sacco! Un po’ perché crescere è cambiare in continuazione… un po’ perché, una volta cresciuti, possiamo ancora cambiare, e poi ancora, per metterci sulla strada della felicità. E questo è un regalo importante per i nostri figli, si può sempre cambiare il possibile per essere più felici, anche da adulti.



Nel film, il protagonista, Saetta McQueen di cambiamenti ne fa parecchi: da spericolata e narcisa macchina da corsa a generoso corridore (non vi dico come!); ma anche altri cambiano parecchio… Sally la porsche era un avvocato “sempre sulla corsia di sorpasso”, Radiator Springs era la più bella città della Route 66 e ora è parecchio malconcia (ma basta volerlo e guardate che meraviglia diventa!).
Doc, il giudice della città, merita poi un discorso a parte: avete presente quando siamo presi dal rancore, di qualcosa del passato, che è andato male, i cui esiti ci influenzano ancora oggi? E però proprio non vogliamo schiodarci da quel dolore, preferiamo vivere al minimo del carburatore, piuttosto che essere noi stessi? E se passasse davanti a noi l’occasione per tornare ad essere noi stessi? Non per recuperare tutto il passato, che è impossibile, ma per cambiare il possibile qui e ora e tornare ad essere felici? La prenderemmo, quella occasione? Non dite subito sì, guardatevi il film e vedrete che è più difficile a dirsi che a farsi… però è possibile!


Chi non cambia in Cars è già felice di come è, di come vive, di quello che ha (pochino, ma gli basta!): Cricchetto, come carro attrezzi, se la cava benissimo senza cofano; Guido e Luigi, avendo pochi clienti da servire, si sono allenati nel cambio gomme (più veloce della Ferrari!); e sono capaci di sentimenti veri, senza infingimenti, senza offendersi. Non è poco incontrare persone così (oops, volevo dire automobili!), il difficile è riconoscerle nel loro valore…


Cars alla fine è un gran bel film, non annoia (credetemi, devo averlo visto quasi 10 volte!) e può aiutarci nell’impegnativo mestiere del genitore… per riconoscere il cambiamento, valorizzarlo e promuoverlo, nei figli, ma anche in noi stessi: fate un flashback a come eravate prima che nascessero i pargoli e mi direte…


Ps. Indimenticabili le canzoni di Randy Newman! E i titoli di coda!

venerdì 9 luglio 2010

2

Preti "normali" per una Chiesa feriale

E' nato da poche settimane "Vino Nuovo" un blog scritto a più mani da scrittori e giornalisti che si occupano di vita ecclesiale. Un blog dallo spirito fresco, intelligente e costruttivo. Tra i temi affrontati anche il tag "Preti di oggi". Dateci un'occhiata! Si parla di sacerdozio con stima e affetto senza per questo invocare una specie di superiorità dei preti sui laici: anzi avvertendo che il "complesso di superiorità", conduce il prete a un vicolo cieco:
Quello di apparire sempre «perfetto», «guida», «maestro», dissuaso a mostrare i propri limiti e incapace di confessare gli errori. L’«uomo che non deve chiedere mai», perché tutto sa e tutto dirige; almeno nella sua parrocchia... Col risultato di costringersi talvolta in una situazione d’innaturale solitudine.
(Roberto Beretta, "Il complesso di superiorità")
Anche Andrea Tornielli - sempre su Vino Nuovo - sottolinea la riscoperta di una Chiesa e di un sacerdozio feriali:
Nell'epoca in cui si rischia talvolta di trasformare il prete in esteta della perfezione rituale (con la mania dei paramenti old stile e la moda dei pizzi e merletti, come se risiedesse lì l'autentico spirito della liturgia) oppure in perfetto manager capace di organizzare e di gestire online la sua parrocchia, c'è forse bisogno di tornare a stupirci per il miracolo di una Chiesa «feriale», fatta di poveri Cristi che quotidianamente agendo in persona Christi ci donano i sacramenti aprendo la via della grazia. E ogni giorno sono là ad aspettarci se solo lo vogliamo.(Andrea Tornielli, Elogio del prete feriale).

Vino nuovo? E' ciò che vogliamo per la vita cristiana e per i giovani che si interrogano sul loro posto nella Chiesa. E contro la retorica dei superlativi, oggi prego perchè i preti e i chiamati al sacerdozio siano persone "normali", profondamente umane e disposte a vivere in una chiesa feriale.

giovedì 8 luglio 2010

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Prima della confessione.

Mi vanterò ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte. (dalla seconda lettera ai Corinzi)

mercoledì 7 luglio 2010

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Chiedi a Davide!

Se siamo d’accordo che la rete internet è un vero e proprio mass media (propone contenuti, ci fa interagire tramite i social network, raggiunge chiunque abbia una connessione), allora siamo pronti per la prossima domanda: quanto tempo passano i bambini davanti al computer senza di noi? Qui la risposta varia da età ad età del bambino… e il “senza di noi” non significa che il bambino è abbandonato a sé per ore davanti al portatile della mamma… piuttosto che magari sta guardando i video del Muppet Show da Youtube, mentre voi preparate la cena!

Schiviamo i facili sensi di colpa (lo lascio solo, ho sempre tanto da fare, sono una mamma irresponsabile), il problema non è qui; semplicemente la rete propone contenuti di ogni genere e alcuni di questi contenuti sono particolarmente pervasivi; così come non lasciamo il telecomando in mano ai bambini, altrettanto possiamo fare con la rete: esercitare il nostro controllo di genitori, utilizzando il filtro di Davide.it. Filtro che evita gli accidentali passaggi in siti inadatti, assicurando la tranquillità della navigazione per i bambini.

È evidente che il buon uso del computer passa dal rapporto educativo che noi genitori instauriamo; come passa dall’uso del computer di cui facciamo esempio; Davide.it non è una tata tecnologica che tiene lontani i bimbi dalle brutture, mentre noi siamo impegnati! Anzi, rappresenta un ulteriore modo per metterci a confronto con l’educazione dei nostri figli, per spiegare loro a che cosa serve (magari con i più grandini…) e mostrare il senso della azione educativa, anche in questo settore (lo so, i nostri genitori non avevano problemi di questo genere... e infatti una volta avevamo le enciclopedie in casa, anzichè google!).

I lettori di lungo corso del Tesoro ricorderanno che ne avevamo parlato qui… ma repetita iuvant!

(L'immagine non è una fotografia di una nebulosa, ma la mappa del web, aggiornata al 2009! Chi ne trova di più recenti, le segnali!)

lunedì 5 luglio 2010

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Non sono venuto per essere servito ma per servire

Due settimane fa sono andato a L'Aquila per preparare la nostra discesa al campo Caritas (Su Ali d'Aquila). Una delle ragazze che da mesi vive l'esperienza di volontariato in Abruzzo è rimasta sopresa e perplessa quando ha saputo che oltre ai giovani della nostra diocesi avrebbero partecipato (anzi avevano addirittura attivato l'iniziativa) i seminaristi dell'Anno Propedeutico e i ragazzi del Seminario Minore.
La sua esperienza di seminaristi non è stata in passato molto positiva. Per questo ha sbottato dicendo: "Cosa?! Vengono a servire e non a farsi servire??!".

Io ho la sensazione che oggi non manchino giovani aperti a prospettive missionarie di evangelizzazione e di carità. Giovani innamorati di Cristo, che provano gusto per la preghiera e si sentono chiamati al servizio tra i fratelli. Nei nostri seminari e nelle attività della pastorale giovanile ne ho incontrati parecchi. E tanti altri girano in situazioni meno convenzionali. Quanta gente in gamba che conosco!

Ecco, il nostro Seminario vorrebbe guardare in questa direzione. Giovani con un forte senso di Cristo nel cuore, che facciano della Chiesa nel mondo la propria casa. Giovani che diano al sacerdozio lo spirito di Cristo Gesù, che venne tra gli uomini "per servire e non per essere servito".

Aspetto di vedere che cosa dirà quella ragazza dei nostri giovani...
Una bella sfida!

sabato 3 luglio 2010

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Video Omelia in vacanza!

Cari amici del blog,
la Video Omelia si prende un periodo di pausa e tornerà con voi a settembre.
Buona estate a tutti, dGL
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Nemo, ti fidi di me?

Un mio amico, che di mestiere faceva il critico cinematografico mi disse, che per scrivere di un film, era necessario almeno averlo visto 3-4 volte… cosa che sono riuscita a fare solo con i film per bambini e pochissimi altri! Capire poi il film era un’altra questione…

Oggi vi racconto di Nemo, il pesciolino più esposto ai colpi di scena, da Georges Méliès a oggi! Dato che più o meno il film lo avete visto tutti, vado al dunque: Nemo è un film sulla fiducia. Come, un film in cui il protagonista perde la mamma e i fratelli al 15° fotogramma, è basato sulla fiducia? Ma piuttosto un film in cui per salvarsi il pesciolino dovrebbe chiudersi nell’anemone e non uscirne più, dato che gli squali sono così numerosi! Altro che fidarsi!
E invece no, è un film che può aiutarci a iniziare con i nostri figli un discorso sulla fiducia, verso gli altri, verso il mondo, verso noi stessi; fiducia che non si basa su un cieco credere insensato, ma che si radica, bolla dopo bolla, nel rapporto e nella conoscenza. Cito solo 2 scene, così per farvi vedere il film che ho visto io.

Nemo è ormai prigioniero dell’acquario del dentista; arriva alla finestra il Pellicano, appassionato di strumenti ortodontistici, che riconosce il suo nome e gli racconta che cosa sta facendo suo padre per salvarlo, sta attraversando nientedimeno che il grande blu. Nemo a tutta prima non ci crede; figurarsi se suo padre, pauroso come è, attraversa l’oceano… ma il Pellicano gli chiede, Marlin è tuo padre, no? E poi prosegue il racconto; Nemo a quel punto ascolta e si fida, il racconto è vero! Ma perché si fida del Pellicano? Perché nel suo rapporto con il papà c’era una relazione di affetto e Nemo si fida, ci crede che suo papà sia disposto a superare la paura dell’oceano per lui.
Marlin e Dori, la sua accompagnatrice smemorata, sono sull’orlo della lingua della balena, che sta cercando di spingerli in fondo alla gola, per poi spruzzarli fuori; Dori insiste, buttiamoci nella gola, la balena mi ha detto che ci spruzza fuori; Marlin resiste, tu ti fidi di una balena, mentre sei nella sua gola? Questa ci mangia! Alla fine Marlin si butta e la balena li spruzza fuori, nella baia di Sidney, città del dentista. Perché Marlin si fida? Non ha mai seguito i suggerimenti di Dori, eppure con le meduse avrebbe fatto meglio… Dori è smemorata, di buon cuore, ma pasticciona, perché fidarsi? Perché amicizia è fiducia, la conosce dal loro lungo viaggio, essere amici è anche questo.

Più ci penso, e più trovo passaggi del film in cui la fiducia è il sentimento fondante: quando Marlin segue il maestro Razza, perché non si fida e poi il suo arrivo porta Nemo dritto dritto nel retino del dentista; quando tutti i pesci dell’acquario mettono in opera il piano di Branchia; quando Marlin e Dori saltano nel becco del Pellicano (mancava solo quello dopo la balena!), che li porterà allo studio del dentista; insomma, potremmo vederlo solo come un film in cui finalmente i papà sono protagonisti… ma è un gran bel film su come coltivare la fiducia, da cui trarre esempi nella nostra vita quotidiana… buon visione!

Per concludere poi quel discorso su come capirlo il film, secondo il mio amico, si potevano seguire 2 strade: leggere e vedere tutto ciò che si poteva sul regista e magari anche sugli attori, per entrare davvero nel merito della riflessione di chi lo aveva realizzato; oppure vederlo per capire che cosa diceva a TE, il film; soluzione questa che, con i bambini, funziona meglio!

giovedì 1 luglio 2010

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Il giorno in cui pensava che tutto dipendesse da lui...

Dio, tu conosci la mia stoltezza *
e le mie colpe non ti sono nascoste.

Chi spera in te, a causa mia non sia confuso, *
Signore, Dio degli eserciti;
per me non si vergogni *
chi ti cerca, Dio d'Israele. (dal salmo 68)