Potrei iniziare da “Hocheti pocheti”; potrei iniziare da “quisquilie e pinzillacchere”, ma quello che ricordo meglio del film “La Spada nella Roccia” è la canzoncina che cantano Merlino e Semola, alias Artù, sott’acqua, quando sono trasformati in pesciolini… Dai, che la ricordate anche voi!
Qui siamo proprio nel grande filone disneyano, i film degli anni 60; se pensate che siano film troppo lenti per i smaliziatissimi bambini di oggi, nel piccolo della mia famiglia non è stato così: anzi era lento e ripetitivo il giusto per iniziare ad approcciarsi al meccanismo del cinema (credo che sia il secondo film che abbiamo visto tutti e 4 insieme…).
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Ottimo film per iniziare: ma perché è meglio di Robin Hood o di altri? La trama è semplice, i personaggi pochi, ma ben definiti (Anacleto il gufo è una simpatia a prima vista), le canzoni divertenti e gli ambienti narrativi conosciuti. Tutto bene. Ma il vero perché è in Semola: è il più piccolo, il più bistrattato, ma non si perde mai d’animo; certo, sarà chiamato a grandi cose, ma lui non lo sa; allora come mai mantiene sempre la sua voglia di imparare e il suo buon umore? Perché Semola ha il suo piano: diventare scudiero, che è già il massimo per un bambino orfano come lui. E partendo da questa volonta così determinata, pur su un progetto che fa infuriare Merlino per la sua pochezza, che si può costruire un futuro re!
Cercare di fare sempre del proprio meglio, non perdersi d’animo, anche se si è piccoli e meno forti (usa la tua intelligenza, gli dice Merlino, nella lotta contro il luccio), tutte ottime qualità di partenza, su cui far riflettere i nostri bambini… che spesso si sentono davvero così, piccoli, meno forti, ma capaci di risposte davvero intelligenti! Serve solo un adulto che le ascolti e le valorizzi… Un po’ Merlino, un po’ Anacleto, mai assolutamente come Maga Magò, quegli adulti siamo noi…
E poi merita il film già solo la piccola storia d’amore della scoiattolina… qui la citazione è d’obbligo…
Merlino: Vedi giovanotto, questa faccenda dell'amore... è una cosa potentissima!
Artù: Più forte della gravità?
Merlino: Beh sì figliolo, in un certo senso... Io direi che è la forza più grande sulla terra!














Popotus ci prova con un linguaggio adatto: destinato ai bambini delle scuole elementari (si spera che dalle medie provino a leggerlo da soli il giornale…), serve come utile riflessione anche per noi adulti, su come presentare notizie davvero troppo forti: nei giorni del terremoto all’Aquila è stato impegnativo tenere dietro alle domande dei bambini… come genitori, possiamo farci aiutare da strumenti ben fatti, disponibili anche on line!






