giovedì 30 settembre 2010

8

Il paradiso non può attendere

Torrenti di pioggia in pochi minuti, molte cantine di Beinasco allagate, un metro e mezzo di acqua nel sottochiesa dell'oratorio. 13 agosto 2010: un piccolo disastro.

Il perito dell'assicurazione è potuto venire solo venerdì e, dunque, solo sabato abbiamo pulito il pulibile, salvato il salvabile.

In tanti, di ogni età: dai 90 anni ai 7; bimbi e genitori, pensionati e animatori a pattinare in polvere e fango, scrostare e svuotare, lavare e disinfettare. Con allegria, un po' di caffè, i dolcetti portati da qualcuno, guanti da chirurgo e secchi da muratore.

Chiesa, comunità, cattolica. Per i più piccoli e con i più piccoli.

Quanto fango si annida nel profondo delle solitudini, quanti calcinacci in vite fallite, matrimoni in pezzi, fede alluvionata da scandali e pigrizie.

Dai 90 ai 7 anni con un pezzo di rosario, una parola gentile, una pagina di vangelo, una confessione ben fatta, un quarto d'ora di adorazione possiamo portar via molto, ricostruire molto, ci provi con me?

Sabato sera un oratorio che puzzava di marcio e di muffa, profumava.

Io penso che il Paradiso profumi così.
10

Liturgia del giorno






"Pietà, pietà di me, almeno voi, amici miei...Io so che il mio redentore è vivo!" (Gb 19,21-27)






In poche righe, il testo di Giobbe
passa da parole di dolore
alla professione di fede nel Dio che salva.

Quasi una schizofrenia emotiva:
e dalla sofferenza
viene partorita la speranza.


 


 "La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai...ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi!" 
(Lc 10,1-12)





Gesù invece non incoraggia mai
a indugiare su se stessi,
ma a mettersi in movimento,
verso la messe.

Che poi i discepoli siano fragili e vulnerabili
non è semplicemente un dato di fatto,
ma una condizione necessaria.


E se la tua debolezza fosse
un NUOVO punto di partenza?

mercoledì 29 settembre 2010

1

Conclusioni che non concludono!

È stata una lunga estate tra film, libri, giornalini e fumetti… più mi addentravo nel folto dei mesi estivi, più mi sono resa conto che ci sarebbero moltissime altre cose di cui parlare, sempre in argomento di mass media per bambini e adolescenti e ho ricevuto anche sollecitazioni interessanti da tutti i lettori del blog… quindi che fare? Smettere qui mi sembrerebbe limitante… e così pensavo di continuare, ogni tanto questo inverno a proporre al sabato qualche riflessione sull’argomento, insieme alle cacce al tesoro e agli spunti della mamma in corriera, alternando gli argomenti.

Che ne dite? Sono ben accetti tutti i suggerimenti!

E Grazie a tutti coloro che ci hanno letto e commentato questa estate, anche nei giorni più caldi e afosi!
8

Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele





"Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano" (Ap 12, 7-12)








Pur sapendo (per fede!) che il Signore ha già vinto il nemico.
Pur sapendo (per esperienza!) che alcune scelte
sono distruttive per noi,
ogni giorno dobbiamo scegliere da che parte stare:
dalla parte del Cristo, vittorioso sul peccato e sulla morte,
o dalla parte dell'avversario che vuole convincerci del nostro fallimento.

Sono sempre più convinto che la maggior parte di noi cade nel peccato più per sfiducia e disprezzo verso le possibilità proprie e del mondo,
che perchè convinto di trovare pace e felicità lontano da Dio.

La tristezza, la disistima e l'esasperato senso di colpa
ci consegnano al peccato e alla morte.

E TU? CHE SPIEGAZIONE TI DAI?
PERCHE' CADI SEMPRE NELLE STESSE COLPE?

Santi Arcageli, apriteci la strada verso Dio,
verso il totale abbandono in Lui.

martedì 28 settembre 2010

18

V.M. 18

Succede che - pregando - qualcuno "non reciti una parte". Ma riveli se stesso con autenticità. Succede in una parrocchia di periferia, durante una veglia con i giovani, che Manuela dica:

"Meglio che Dio non esista, piuttosto che accettare che si disinteressi completamente di me. Ma se non è permaloso e si fa vivo, io sono disposta a ricredermi"




Vuoi condividere la tua preghiera autentica?
Senza censure?
1

Se la morte ti scende nel cuore






"Perisca il giorno in cui nacqui" (Gb 3,1-3.11-17.20-23)








La disperazione non è forse l'atto estremo
con il quale invochiamo una risposta
che vada oltre le nostre possibilità?

Il desiderio della morte non riguarda semplicemente
le persone malate o emotivamente fragili
ma l'essere umano, tutto intero,
con la sua intelligenza e i suoi sentimenti.
La Scrittura mette in bocca queste parole
al GIUSTO Giobbe, non a un folle!

Il male DEVE esserci di SCANDALO.
Per questo Gesù continua a operare nella storia
contro l'arroganza del peccato e dell'ingiustizia.

Spargi, oggi,
ovunque tu sia,
le parole di speranza del Vangelo!

lunedì 27 settembre 2010

2

Ciao, caro fratello!

“Ciao, caro fratello”: così eravamo soliti salutarci reciprocamente.

Tu sei un grande nel ricordo di noi tutti, Max! Mi manchi, e ci manchi, ma sappiamo che dal Paradiso ci stai accompagnando in questo cammino, impegnativo ma gioioso, verso il ministero sacerdotale.

Personalmente ebbi la fortuna di incontrarti qualche anno fa, poi, anche di starti accanto in quel faticoso percorso che il Signore ti ha chiesto. Un cammino che tu hai compiuto con coraggio e serenità, senza mai una lamentela o domandarti il perché della prova così dura da sopportare; al contrario, hai accolto con Fede incrollabile tutte le sofferenze fisiche accettando anche gli aspetti più fastidiosi, come il tormento degli aghi, che tanto temevi.

Ricordo i nostri giorni in ospedale, quando tu, con tono scherzoso, mi chiedevi di accompagnarti “a fare i tagliandi”: e quanti ne abbiamo fatti! In quelle circostanze, se dopo ti sentivi un po’ meglio, era consuetudine fare colazione insieme, e tu volevi sempre offrirla! In particolare, durante il tuo ricovero, nei pomeriggi parlavamo a lungo del seminario, dei compagni, delle lezioni (di cui hai sempre chiesto le registrazioni e gli appunti), delle numerose persone che ti inviavano i saluti; in quei momenti intensi c’era anche spazio per le confidenze che serberò sempre nel mio cuore. Con regolarità, la mattina e la sera, ci inviavamo gli sms per gli aggiornamenti, anche se ci saremmo visti, oppure ci si sentiva al telefono, benché io fossi preoccupato per la fatica che ti procurava il parlare. In una delle tue ultime chiamate, in agosto, quando eri parecchio provato per l’avanzare del male, mi dicesti che avevi “un po’ di fiato per sentire mio fratello”: non immagini quanta gioia provai quel giorno, insieme con una forte commozione nel sentirti. Quando il tempo di visita si esauriva, al momento dei saluti, immeritatamente, mi ringraziavi; ma ora sono io che ringrazio te per avermi dato modo di vivere intensamente i sentimenti della fratellanza e della profonda amicizia e per avermi consentito di apprendere un po’ di quella magnifica virtù che è la “Carità”; e allora permetti che sia io a dirti “Grazie, mio caro Fratello!”

16

Signore, salvami!





"Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di ingiusto" (Gb 1,6-22)







E tu?
Quando il male ti attacca con violenza,
Quando sei ferito dalla vita,
come reagisci?

Non benediciamo Dio per il male,
...ma che fare?

sabato 25 settembre 2010

0

XXVI domenica del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Luca (16,19-31)

In quel tempo, Gesù disse ai farisei:
«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.
Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».



La video omelia è tratta dalla trasmissione "La Chiesa nella città" in onda su Telesubalpina a partire dal 2 ottobre ogni sabato alle 13 e ogni domenica alle 8.30
0

Il biberon fa mmmmm!

Concludiamo il trittico di libri per piccolissimi, con un libro di pura ironia, L’uccellino fa…! Come, ironia con bambini piccoli, sono già capaci di capire le ironie e i giochi di parole? Provate e non tornerete più indietro!

Soledad Bravi ha realizzato un libro di rumori e disegni, comprensibilissimo per i bimbi e ricco di sorrisi. L’inizio è semplice: come fa il tamburo? Rataplan! E la pistola? Bang! I cubi? Patapum! Naturalmente la voce dovete metterla voi genitori e già questo farà ridere i bambini, a sentirvi pronunciare suoni, come dire, primitivi. Poi la vicenda si arricchisce: come fa il raffreddore? Etciù! E come fanno gli spinaci? Bleah! E la lumaca? Qui vi lascio nella suspence!

Il libro segue un percorso sonoro, che porta a assottigliare l’udito sulle differenze tra i suoni, sempre con la accurata pronuncia dei genitori, naturalmente! Si passa dalla mosca che fa zzzz, al serpente ssssss per finire con l’ape che fa bzzz; provate pure a pronunciarli, facendoli diversi, si sa che i bambini sono molti attenti a questi dettagli… e poi un serpente è diverso da una mosca! Il libro è pieno di sottigliezze sonore e di giochi di parole, meritevole di molte e molte letture, specie in autunno, quando si comincia a stare in casa più spesso… e serve un po’ di allegria!
Perché però insistere così tanto sui suoni e sui giochi di parole? Per coltivare il piacere della scoperta linguistica, che sarebbe il piacere di parlare, capire, conoscere tramite le parole. Mi sembra evidente che se parlare, leggere non mi diverte, non mi sorprende, non mi porta a conoscere cose nuove, ben difficilmente mi metterò a cercare un libro, quando mi annoio… e nemmeno far due chiacchiere in auto con i genitori in coda al casello mi sembrerà una attività divertente… il rischio che la noia si impadronisca di tutti gli spazi è molto forte, lo stupore del comunicare è un ottimo antidoto!

Come dicevo, adatto ai piccolini, che stanno imparando a parlare, è ottimo anche per il fratello maggiore che riderà nei momenti giusti, suscitando l’interesse progressivo del più piccolo e via così… anche il libro ha un fratello maggiore, della stessa autrice, intitolato Casa Mia, dove troviamo le case di tutti animali e non… (dove abitano le caramelle?); consigliato, ma per bimbi un po’ più grandi, diciamo 4-5 anni. Per passare tanti pomeriggi allegri sul divano.

L’uccellino fa è di nuovo un libro edito da Babalibri (me ne sono accorta solo ora, riportando l’editore, che secondo me sopravvaluta un po' le età...). Buona lettura!
4

Godere




"Godi, o giovane, nella tua giovinezza,
e si rallegri il tuo cuore nei giorni della tua gioventù"

(Qo 11,9-12,8)





GODERE!
Siamo così poco abituati ad ascoltare
questa espressione nella nostre prediche!
C'è qualcosa di diabolico
nell'aver fatto passare la fede cristiana
per qualcosa
di SEVERO,
di PESANTE,
di CASTRANTE.

Gesù è stato un uomo felice.
Il Signore è Dio di GIOIA, di PACE e di AMORE.
E' questo il Salvatore dietro al quale cammini?

P.S.
L'industria del sesso e del divertimento,
dello sballo e delle libertà low cost
si è appropriata del verbo "GODERE".
Dobbiamo riscattare un'espressione
che altri ci hanno sequestrato!
Non ti esalta questa sfida?

venerdì 24 settembre 2010

3

Un tempo per




 "Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo" 
(Qo 3,1-11)




La situazione nel Lager era questa: un breve periodo di tempo, per esempio il giorno — pieno delle angherie di tutte le ore —, pareva durasse quasi all’infinito; mentre un periodo di tempo maggiore, come la settimana, per esempio — con la monotonia dei giorni — sembrava scorrere rapidissima. I miei compagni mi davano ragione, quando dicevo: « Nel Lager un giorno dura più che una settimana ». Tanto era paradossale quest’inquietante esperienza del tempo. (Viktor Frankl, Uno psicologo nei lager)

L'uomo moderno vive un rapporto complicato con il tempo. Mi sorprende molto questo testo di Frankl. Lui racconta la percezione del tempo nel campo di concentramento, ma non poche persone dicono lo stesso del proprio tempo: giornate di lavoro che sembrano lunghissime e paradossalmente settimane, mesi, anni che volano via.

Come possiamo liberare il tempo?
Avete mai constatato quale senso di liberazione del tempo si sperimenti nella liturgia?

giovedì 23 settembre 2010

4

Una Parola che resta.

“Grazie don Luca, bel sermone”.

Ogni tanto capita, soprattutto al termine di un matrimonio, che qualcuno mi dica così.

La predica, l’omelia oggi è diventata il “sermone” termine della tradizione protestante e riformata, televisivo regalo di tanti telefilm anglosassoni di cui ci siamo nutriti un po’ tutti da ragazzini.

Non mi scandalizza il termine, in questo caso davvero uno vale l’altro, però mi interessa notare il cambiamento di lessico indotto dalla tv.

Niente di nuovo, per carità. Ma da prete mi dico, una volta di più, che abbiamo bisogno nella società fluida in cui viviamo, di parole che restano, di una Parola a cui ancorare la nostra vita, la nostra intelligenza, i nostri dubbi e le nostre speranze.

Un Parola radicata e fondata che ci tenga al sicuro dai venti di tante dottrine e che ci faccia del bene.

Buona lettura e buona preghiera dunque, io vado a preparare il sermone di domenica prossima!
2

San Pio da Pietrelcina








 "Vanità delle vanità: tutto è vanità" (Qo 1,2-11)









Il messaggio di Qoelet è ispirato a un sano realismo.
Godi delle cose di questo mondo, ma non ci attaccare il cuore.

Quando mangi, fallo con gusto, 
senza ingoiare e senza strafare.

Non trascurare il riposo 
e le ore di sonno (almeno una volta alla settimana...)

Rallegrati della natura che ti circonda, 
ama la dimora che Dio ci ha dato.

Prenditi cura del tuo corpo, 
senza eccessi e narcisismi.

Accetta la regola del lavoro e della fatica,
senza farti sconti o illusioni.
Prenditi cura degli altri seriamente e serenamente
e non pretendere che siano diversi o migliori.

Fai di Dio il solo Assoluto
e vivi in pace.

mercoledì 22 settembre 2010

0

Il piccolo Re dei Mostri Selvaggi si chiama...

E dopo un libro di paura per piccolissimi, un bel libro di mostri! Nel Paese dei Mostri selvaggi è un classico dei libri sui mostri; anche se il testo lo rende adatto a letture con bambini fino ai 7-8 anni, le immagini di mostri, che sono poi a ben vedere, nel carattere, teneri cuccioloni, sono adatte fin da piccoli. E qui, oltre alle paure, andiamo a toccare un altro argomento chiave, le punizioni e i capricci… argomento da affrontare ben prima dei 7-8 anni!

Max, un bimbo molto vivace, decide una sera di combinarne di tutti i colori e anche di più; la mamma lo manda in camera sua, dopo averlo così sgridato, “Mostro selvaggio!”. E Max decide di partire verso la foresta, e poi il mare e poi verso il paese dei mostri selvaggi, di cui diventa il re, dato che è il più selvaggio di tutti loro; si scatenano in danze e lotte, finchè i mostri esagerano e lui deve mandarli a letto senza cena! E lì Max sente nostalgia, la mancanza di qualcuno che gli voglia bene sempre, anche se non fosse il re dei mostri selvaggi… e così, richiamato da un profumino di cose buone, riparte e trova la cena nella sua cameretta, che non è più né una foresta, né un mare, né una isola.

Non è facile convivere con un mostro selvaggio… lo sanno tutti i genitori! E le punizioni servono, se sono motivate e consentono una via d’uscita, per chiedere scusa, senza umiliazioni. Questo libro serve proprio ad avviare il discorso, approfondirlo e mostrare come sia possibile ritornare ad essere bambini, anche dopo che si è stati mostri selvaggi… e di come i genitori vogliano bene sempre, anche al piccolo mostro!

Nel Paese dei Mostri selvaggi, disegnato e scritto da Maurice Sendak, è edito da Babalibri: un regalo originale per il secondo compleanno, età notoriamente contrassegnata dai primi no… qui un link per saperne qualcosa di più…
6

Camminare insieme




Gesù convocò i Dodici e disse loro: "Non prendete nulla per il viaggio" (Lc 9,1-6)




Viaggiare leggeri,
muoversi nel traffico della vita
senza troppi pesi o legami,
come una bici che dribbla le auto in coda.

Viaggiare senza la zavorra del proprio io,
liberati dall'arroganza dell'individualismo.
Perchè Gesù convoca e costituisce i 12.
Perchè Gesù viaggia in compagnia dei discepoli,
degli uomini e delle donne.

Quante persone mi confidano la delusione di essere soli...
Famiglie cristiane che cercano altre famiglie con cui camminare...
Giovani che temono di non trovare compagni
con cui partire verso la consacrazione...
E perchè gli sposi e i religiosi e tutti i laici
non possono condividere amicizia
e passione per la missione?

Dobbiamo chiedere la grazia di camminare insieme,
di trovare accanto a noi altri "chiamati".
Le vocazioni "nascono" e sono custodite
dalla e nella comunità cristiana.

martedì 21 settembre 2010

3

Su ali d'Aquila...e adesso?

A cavallo tra luglio e agosto, il Seminario Minore si è spostato per 10 giorni a L'Aquila per prendere parte a un campo di lavoro, gestito dalle delegazioni umbra e piemontese della Caritas. All'iniziativa hanno partecipato 80 giovani della nostra diocesi (in particolare dalle u.p. di San Mauro e Mirafiori) che si sono uniti ai seminaristi dell'anno propedeutico e ai ragazzi che frequentano le settimane comunitarie del  Minore, compresi sacerdoti e suore. L'esperienza tra le persone terremotate è stata segnata da un cammino umano e spirituale che, nel binomio macerie/ricostruzione, ha maturato nei ragazzi una profonda comprensione del senso pasquale della vita cristiana.

Non volevamo prima di tutto “fare delle cose” (anche se il lavoro è stato molto e impegnativo), ma stare tra la gente e provare a non sentirci estranei alle sofferenze degli aquilani. Emanuele, uno dei giovani partecipanti ricorda così il nostro arrivo: “Giunti all’Aquila, domenica 25 luglio, ci accoglie un silenzio rumoroso, contornato da cantieri, crepe e detriti. Il nostro autobus segue il percorso del filobus incompiuto della città, frutto di un errore di calcolo e di degrado civile, e giunge a piazzale Sant’Antonio. Qui, dietro una chiesa puntellata e chiusa da quel tragico 6 aprile 2009, spunta la tendopoli che ospita il campo Caritas di Pile. La città è tutta un cantiere. Banche e alberghi nuovi di zecca si alternano a palazzi distrutti e inagibili. Numerosissime sono le casette in legno e i container. Molti cani randagi si aggirano per le strade. Nella tendopoli dove dormiamo, vicino ai container e alle tipiche tende blu della Protezione civile ci sono segni di vita e vitalità. Come l’orto, nato fra i sassi e la ghiaia, o la chiesa ricavata dentro a un tendone bianco, vicino all’originario edificio sacro reso inagibile per le scosse.”

9

San Matteo






"Seguimi" (Mt 9,9-13)








Pubblicano,
ladro,
collaborazionista dei dominatori romani,
nemico pubblico.

Perchè scegliere Matteo?

Un candidato che non si era candidato,
personaggio imbarazzante e impresentabile,
con qualità umane e spirituali tutte da dimostrare.

Sappiamo pochissimo di lui,
e quel poco che conosciamo lascia perplessi.

Vocazione:
non c'è niente di speciale
in chi viene chiamato.

Speciale è lo sguardo
di Chi ha posato gli occhi su di te.

lunedì 20 settembre 2010

5

TRL




Figlio mio: non negare un bene a chi ne ha il diritto, se hai la possibilità di farlo. Non dire al tuo prossimo: «Va’, ripassa, te lo darò domani» (Pr 3,27-34)




E' lunedì.

Sei di corsa?
10 cose tra le mani
e 1000 per la testa?

Riesci a vedere prima le persone
e poi i tuoi impegni?

Non perdere il contatto
con ciò che conta.

Perchè rinunciare  a Dio e ai tuoi fratelli?
Hai veramente prospettive più appaganti?

sabato 18 settembre 2010

0

Picotì, Picotà!

Siccome per tutta l’estate si è parlato di mass media per bambini, concludiamo con 3 libri per piccolissimi? Dai, che è già una buona età per i mass media… solo che il mass media più indicato è il libro! E allora via con il primo libro, un libro di paura!

Cocoricò è la storia di un pulcino, che per golosità si mangia tutta la torta, che aveva fatto con la mamma Gallina; peccato che metà della torta era già promessa a Gatto Pelato e ora, Gatto Pelato, rimasto senza torta, vuole mangiarsi sia il pulcino che la mamma… non vi anticipo il finale, ma la storia finisce bene! I disegni sono belli, il pulcino birichino e il gatto cattivissimo, il testo spiritoso. Cocoricò, che noi possediamo in lingua portoghese (regalo di viaggio di amici!), è edito in italiano da Logos, che ha nel suo catalogo altre belle storie, un po’ particolari e nuove, per il nostro gusto europeo.

Il libro è stato per entrambi i bambini motivo di grande apprensione e anche di timore: non si leggeva mai Cocoricò prima della nanna! Forse perché entrambi erano un po’ ladri di torte…

Ma perché scegliere di far entrare in libreria una storia anche un po’ paurosa? Perché la paure esistono e conviene insegnare ai bambini a guardarle, capirle, superarle e alla fine riderci su… è molto diverso attraversare un corridoio buio da soli, avendo paura ogni volta, anche un po’ irrisi, che attraversarlo per mano a mamma o papà, fino al giorno in cui ci si va da soli senza pensarci; senza dubbio prima o poi la paura del buio la superiamo tutti… ma da genitori farà differenza su come affrontiamo il corridoio buio: se diventiamo capaci di aiutare oppure se replichiamo il meccanismo. E non vale solo per il buio. Aver pensato alle paure aiuta a superare i meccanismi già conosciuti.

Ci sono paure per noi adulti inspiegabili e non basta la spiegazione scientifico-razionale, serve proprio il mano per mano. Serve incontrare un cattivo nei libri: per quanto cattivo sia, voi siete lì vicino e questo conta; un giorno di fronte al cattivo saranno da soli: a quel punto noi genitori, la mano che sostiene, sarà dentro, per aiutarli.

Ricordiamocene al prossimo "Ho paura!"
8

Risurrezione





 "Saremo simili all’uomo celeste" 
(1Cor 15,35-37.42-49)







Attendo di rivedere i nonni
e mio cugino Stefano
e don Luca, compagno e amico di ordinazione,
e il nostro Max
e tanti amici ancora.

Attendo di poter vedere Gesù,
di conoscere con i miei occhi
il suo volto,
il suo sguardo

e in particolare
il timbro della Sua voce.

E Dio "tutto in tutti"
e gli angeli
e i santi.

Il Risorto già vive con noi,
ma i miei occhi
supereranno la DISTANZA che ancora percepiscono

perchè tutto sia finalmente COMUNIONE.


E tu?
Senti il gusto della vita eterna?

venerdì 17 settembre 2010

4

Comunione e Missione




"C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità:" (Lc 8,1-3)





L'annuncio del Regno si diffonde
attraverso il linguaggio verbale e non verbale.

La sola presenza dei 12 e delle donne
accanto al Maestro
esprime uno stile preciso.

La parola di misericordia e guarigione del Vangelo
si rivela nella vita degli uomini e delle donne
con cui Cristo cammina.

Quando la gente vedeva di quali persone si circondasse Gesù
si faceva un'idea precisa di Lui.
Nel bene e nel male.

Due preti che vanno d'accordo;
alcune famiglie che pregano insieme;
una comunità cristiana dove la gente si conosce e si stima...
sono esempi molto più eloquenti
di qualsiasi predica.

giovedì 16 settembre 2010

5

Nuove vite

Da qualche mese sono diventato zio: al di là delle sensazioni bellissime del prendersi cura di una creaturina così piccola e della meraviglia nel vederla crescere (per me di settimana in settimana, quindi con sorprese sempre grandi) l’evento mi ha portato ad un bel po’ di riflessioni.

Ne condivido volentieri una, suscitata da un commento di sua madre, mia sorella.

Questa estate passando qualche giorno con loro raccontavo di come sarà bello fare con la nipotina questo e quello, insegnarle una cosa piuttosto di un’altra, andare con lei a spasso, guardare insieme le stelle… mia sorella ha commentato dicendo di non farmi troppi “film”, che il futuro potrà essere molto diverso.

Non so se mia nipote diventerà una scappata di casa, tuttavia spero di poterle raccontare le tante cose belle della vita che ho avuto la gioia di vivere ed imparare.

La mia considerazione finale, da prete di parrocchia, è che sarebbe meraviglioso se noi educatori, gli animatori, le catechiste, avessimo quel medesimo desiderio misto di amore, consapevolezza e dolcezza nel trasmettere a chi è più piccolo la bellezza di Dio così come facciamo nelle nostre famiglie per nozioni, considerazioni e tradizioni molto meno significative!

P.S. per i parrocchiani e gli amici della vita reale che leggono il blog: sì, eccolo, prima o poi un post sulla nipotina l’avrei fatto, ma le scommesse credo debbano essere nulle, era fin troppo scontato!
8

I tuoi peccati sono perdonati






"Presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime" 
 (Lc 7,36-50)







Le tue lacrime,
i tuoi baci,
i tuoi lunghi capelli
sui suoi piedi.

Come avremmo potuto immaginare un Dio
così intimo e vicino?


Ne hai toccato la pelle.
Hai accarezzato quel corpo.
Ci hai rivelato il suo cuore di carne.

Non potremo mai dimenticarci di te,
dolce amica del Signore.

mercoledì 15 settembre 2010

0

Avete per caso visto il Sergente Multa?

Per capire se un autore è davvero molto famoso e diffuso, cominciate a contare quanti libri avete nella vostra libreria: è vero che i gusti contano, ma se si tratta di libri per bambini, la coincidenza è tra copie vendute e libri posseduti quasi inevitabile… Di Richard Scarry, il più famoso autore di libri per bambini, noi abbiamo già 3 libri!

Credo di poter dire però che era molto famoso e diffuso, qualche anno fa, quando ero bambina… dopo un periodo di oblio, è stato ripubblicato, dal 2000, in poi in una nuova edizione che non contiene più i testi in rima, come sono nell’originale inglese, ma come testi narrativi (io li preferisco, le rime baciate in italiano a volte sembravano una costrizione di forma, che non migliorava per nulla la lettura… e la comprensione del senso!). In casa nostra ci sono, in ordine di apparizione: Il secondo libro delle parole, In giro per il mondo e Le più buffe storie; e per la ricchezza di storie, sono tra i libri più adatti alle lunghe attese (in banca, alla posta, in coda per fare le analisi, straconsigliati! E i vicini in coda orecchieranno per ascoltare la storia…).

Nonostante ad un occhio adulto appaia la costante ricerca di Scarry di orientare le storie a scopi educativi (descrizioni della famiglia, della società, dei lavori, delle culture, elenchi lessicali delle parole, spiegazioni sui numeri, le parti del corpo, i concetti di peso, misura, forma, etc.) il più grande e il più piccolo hanno sempre colto l’ironia e l’assurdo che si intrecciano alle storie, che le rendono immediatamente familiari e ricordate… e credo che sia qui il motivo del successo di Scarry, il buffo, la risata, lo stupore che aprono lo sguardo di bambini ad imparare quello che poi troveranno… a me, a tutta prima, del Secondo libro delle parole, piaceva soprattutto il fatto che ci fossero i nomi di tutte le cose (scopa a frange di cotone, chiatta, erpice!), molto utile, pensavo; ai bambini, alla prima lettura, è piaciuto subito Donato sbadato e i suoi imprevedibili scontri creapasticci al supermercato, per strada, etc. per poi imparare subito dopo i nomi di tutte le cose che rovescia al supermercato… Non è solo nozionismo: con più parole in testa i bambini potranno esprimersi meglio e provare a dire bene che cosa vogliono… un buon vocabolario non è tutto, ma aiuta, come tutti gli strumenti, a chiarirsi gli obiettivi.

Adatto a bambini dai 3 ai 7 anni, si può usare nel passaggio tra scuola dell’infanzia e scuola elementare per invogliare la lettura, passando per un libro già conosciuto… meglio una prima lettura con mamma o papà vicini per spiegare bene la storia, prima lettura che allena i genitori a quella ironia sottotraccia di Scarry; e, una volta iniziato a vedere il buffo, anche noi genitori potremo scoprire tanti piccoli spunti divertenti…

Nell'immagine, Busy, busy world, che in italiano è stato tradotto con In giro per il mondo; mi rimane un dubbio, però: come mai BusyTown, la città indaffarata, in italiano è stato tradotto con Felicittà? La città felice, ma anche la città dei felini, perchè i protagonisti sono micetti... Aspetto altre ipotesi in merito!
1

Addolorata



"Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime" (Eb 5,7-9)



Le lacrime non si commentano.
Si raccolgono
e si offrono.

La sofferenza non si teorizza.
Si comunica
e si accoglie con rispetto.

Accanto a Gesù non c'erano abili predicatori
e "teorici" della sofferenza,
ma la Madre e il discepolo amato.

Noi ti adoriamo e ti benediciamo, o Cristo,
perchè con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

martedì 14 settembre 2010

22

Settembre


Luca ha passato il test a Medicina.
Sara per adesso aspetta e poi deciderà che fare.

Andrea aiuta il padre in cantiere.
Gianni scrive la sua tesi.

Federica ha già fissato la data delle nozze.
Elena ascolta musica in camera sua.

A Monica non hanno rinnovato il contratto.
Stefano non vuole che il mondo lo cambi.

Don Marco riapre l'oratorio.
Roby gioca a calcio spensierato.

Gigi non capisce che fine hanno fatto tutti gli amici.
Lucia spera che Gigi si accorga finalmente di lei.

E tu?
Che fai, a settembre?
9

Esaltazione della Croce




 "Nessuno è mai salito al cielo" (Gv 3,13-17)





Vuoi salire al cielo?

Non buttare la tua scala.

lunedì 13 settembre 2010

5

Self service?




 "Fratelli, non posso lodarvi, perché vi riunite insieme non per il meglio, ma per il peggio" 
(1Cor 11,17-26.33)






La tavola è lo spazio della festa e della comunione,
dell'amicizia e dell'intimità,
dell'ascolto e della condivisione,
del cibo
che delizia e nutre
l'anima
e il corpo.

La tavola è - pure - lo spazio della tensione e della divisione,
dei malumori repressi e delle chiacchiere distruttive,
della solitudine e del mal di stomaco,
di chi si sbrana,
e di chi rimane digiuno.

A tavola Gesù non ha trovato la comunità ideale,
ma ciò non gli ha impedito di dare la vita.
 

Perchè IO dovrei fare diversamente?

domenica 12 settembre 2010

9

XXIV Domenica del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 15,1-32)

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione. (Leggi tutto...)




Oggi constatiamo - specie tra i giovani -
che 2/3 pecore stanno nell'ovile,
le altre 97 sono fuori, sono perse.

Se non si innesca in noi la passione per la ricerca.
Se non chiediamo allo SPIRITO di gonfiare le nostre vele.
Se non spendiamo la nostra intelligenza.
Se non ci lasciamo muovere negli affetti.
Se non nutriamo simpatia per quanti sono lontani.

Se la loro assenza non scuotesse la nostra sequela di Cristo.
Se non sperimentassimo la gioia di poter annunciare il Vangelo
e la strada del ritorno a Dio...
allora che cosa potremmo dire di noi?
Di essere realmente la comunità dei discepoli di Cristo?!

Gesù è là fuori,
sta cercando le sue pecorelle.
Se non usciamo dal recinto
rischiamo di tenere fuori anche Lui.

sabato 11 settembre 2010

2

Un pediatra per amico!

Mamma, posso leggere questo giornale con te? Mi chiede il più grande; il più piccolo segue il discorso, mentre prepara delle frittelle con i cuscini, usando proprio i veri attrezzi da cucina (poi te li metto a posto, ha detto prendendoli, praticamente una frase da scassinatore, che apre qualunque cassetto…).
No, perché ci sono delle immagini troppo difficili da capire per un bimbo della tua età… (personalmente apprezzo le immagini di Internazionale, ma le trovo ancora troppo faticose da gestire per l’immaginario di un bambino; meglio avvicinarsi all’informazione in modo mediato dal racconto orale, per ora…)
E questo? Lo guarda un po’… però questo non interessa a me, ci sono solo vestiti!
Va bene, c’è un giornale che possiamo guardare insieme, vieni sul divano
e immediatamente anche il più piccolo lo segue, se c’è qualcosa che si può fare insieme, lui partecipa!

E ci ritroviamo sul divano tutti e tre con “Un pediatra per amico” sulle ginocchia: non immaginatevi una rivista paludata e scritta in piccolo; per quanto ci sia pochissima pubblicità (che è arrivata solo di recente, dopo i pressanti rincari delle tariffe postali), la rivista, che è un bimestrale, è bella colorata, con rubriche molto utili. Al centro, in ogni numero, un inserto staccabile che contiene una storia illustrata, da leggere ai bambini; ma anche le altre pagine sono visitabili! C’è la pagina della ricetta, lo “sconsiglio per gli acquisti” denominato “Mai più senza”, la rubrica della parola ai genitori e della posta; gli argomenti trattati sono -ho sottomano il numero di luglio-agosto- tutti legati al mondo dell’infanzia, partendo dalla gravidanza fino alla scuola e passando per “Giochi a portata di mano per l’estate”, “il piacere di imparare”, “Vivere la celiachia” e molto altro; oltre alla favola, al centro dell’inserto si trova anche uno speciale, dedicato a situazioni specifiche (ricordo quello dedicato alle punizioni, che andò a ruba nello studio del pediatra… se lo cercate era nel numero 1 del 2009!). Abbonamento annuo per 6 numeri: 21 euro, davvero poco, se confrontato alla utilità generale della lettura!

Ho trovato questa rivista per la prima volta, nello studio del pediatra, distribuita gratuitamente e subito mi è piaciuta molto; la consiglio, come lettura per neogenitori, perché con un tono rassicurante e anche un po’ ironico tratta delle tante situazioni in cui ci si trova, all’arrivo di un bambino e poi accompagna nel cammino di crescita, permettendo oltretutto di condividere con lui la lettura. Il sito di Uppa, Un pediatra per amico, è ricchissimo di spunti: si possono scaricare tutti gli articoli, basta registrarsi; idem per le rubriche…

Abbiamo finalmente trovato il giornale da leggere insieme e con fotografie di bambini veri! Come vedete le copertine sono bellissime!
5

Perchè preghi così poco?






"Chi ascolta le mie parole e le mette in pratica è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia" 
(Lc 6,43-49)






Preghiamo troppo poco.
Non crediamo alla forza della preghiera.
Non si possono mettere in pratica parole del Vangelo
che non siano state
ascoltate, ruminate e custodite.

Se ti concentri solo sulla questione del "mettere in pratica"
senza prima ascoltare (ogni giorno, assiduamente) le parole di Gesù,
fai della sua proposta un testo di "educazione civica",
un "manuale di morale", un "codice comportamentale".



Agiamo troppo poco.
Non crediamo alla forza delle nostre scelte.
Ci autolimitiamo,
drammatizzando gli ostacoli e lanciando accuse contro tutto/i.

Se non cerchi di "mettere in pratica",
il tuo ascolto diventa distratto, perplesso e incredulo.
E da discepolo ti trasformi in "utente religioso".


Agire è importante.
Ma se ascolti/preghi poco...dove credi di andare?

venerdì 10 settembre 2010

9

Mio fratello Max

Ricordo ancora come se fosse ieri il settembre del 2005, quando entrai nel seminario di Viale Thovez. Quel lunedì mattina, mentre salivo le scale, avevo in me tante domande: che cosa mi aspetta in questa casa, come cambierà la mia vita? E poi: chi incontrerò, quali saranno i miei compagni di seminario?

Tardai poco ad avere una risposta a quest’ultima domanda. Arrivai alla stanza assegnatami, e pochi minuti dopo, nella camera di fianco alla mia, giunse Massimiliano Infante. Di lui mi colpirono subito alcune cose: il suo sorriso contagioso, il suo modo di entrare in relazione con gli altri, anche solo con uno sguardo e una stretta di mano… Una persona ricca di umanità, con la quale si entrava facilmente in sintonia e con cui era bello parlare. Sovente dico che l’anno trascorso in Viale Thovez è stato forse il più bello della mia vita; e adesso, a posteriori, sono contento di averlo potuto condividere con Max.

5

Cieco





"Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio" (Lc 6,39-42)







Non solo ci è facile giudicare gli altri,
ma addirittura COMPIACERCI interiormente dei loro difetti.

Che cosa fare per correggere questo "istinto"?
A me personalmente aiuta vedere che
quella certa persona
...che non mi piace...
è stimata e amata da altri.

Mentre una voce sinistra cerca di corrompermi:
"Possibile?!
Che cosa mai ci vedranno?!
 Non si stanno forse ingannando?"


Chi vede solo il male...ne favorisce la diffusione.
Il tuo modo di guardare il mondo...cambia il mondo.

Il Vangelo di Gesù sia per te collirio che risana.

P.S. Perchè invece le persone religiose
vengono spesso considerate
ipocrite e giudicanti?

giovedì 9 settembre 2010

5

Sguardi.

Lourdes, al di là del Gave, sabato sera.

Sono seduto accanto a due dame dell’Oftal, due ragazze di vent’anni vive, solari, di quelle che non si stancano mai di sorridere e per cui c’è sempre tempo per fare ancora qualche cosa di bello. Niente bigottismi, normali, le potresti incontrare ad un concerto di Vasco.

Parliamo un po’, un dialogo cominciato nei giorni precedenti e poi, il silenzio. Gli occhi fissi sulla grotta, sul castello di luci che fanno da corona a Maria, ai pellegrini, alla notte umida di Massabielle.

Mi fermo a contemplare i loro volti, contemplare sì… perché nel loro sguardo c’è Gesù, c’è Maria.

Un sorriso leggero dipinto sul volto, il vento increspa l’acqua del fiume e il velo della loro divisa, ma sembrano non accorgersene. La speranza della Chiesa è in quel dialogo che due sorelline hanno tessuto con l’Eterno perché il temporale ferito, su cui si sono chinate in quella giornata, venisse guarito.

Cristo vive.
3

Agnello di Dio





"Guidami per una via di eternità" (Sal 138






Mentre ci si affanna a difendersi
dallo scorrere del tempo,
dalle fatiche,
dalle umiliazioni.

Mentre desideri una vita
poco tribolata,
facile,
che non ti chieda troppo

non devi forse ammettere
che l'unica strada verso l'eternità
passa attraverso la propria consumazione?

Cerchi davvero l'eternità?
Ama.
Non temere di consumarti.


Benedetto il Signore Gesù,
benedetto l'Agnello di Dio
consumato d'amore per noi.

mercoledì 8 settembre 2010

3

Raccontami una storia!

Fin da piccola ho ascoltato molta radio… al pomeriggio mentre facevo i compiti, rigorosamente su Radio uno, mentre mia mamma cuciva a macchina; oppure al mattino, quando ero ammalata e dovevo stare a casa, ascoltare la radio era un privilegio che mi ripagava della solitudine e della mancanza dei compagni; non è che capissi sempre tutto… ma probabilmente tutto questo ascolto mi ha allenato l’orecchio alle voci, ai timbri e ho mantenuto una buona sensibilità per l’ascolto, non solo radiofonico…

Tutta questa lunga intro per dirvi che c’è una bellissima raccolta di libri di favole con cd allegato e che sono raccontate molto, ma molto bene! Il settore favole su cd sarebbe anche molto affollato… ma dopo averne ascoltate un po’, trovo che molti lettori di favole usino toni stucchevoli, che immediatamente fanno scattare nel bimbo la posizione di difesa (ma perché questo qui mi parla così? Pensa mica che io sia piccolo?) e mettano in fuga l’ascolto…

Invece “Le fiabe da ascoltare”, Fabbri Editori, con suono e musica curati dall’Istituto Barlumen, aprono una porta sonora direttamente dentro la fiaba: voci, rumori, effetti mai troppo speciali, incuriosiscono, creano personaggi quasi concreti (potere dell’immaginazione! E potere dell’ascolto…). I nostri cd stazionano ormai in automobile, utile diversivo per i viaggi lunghi; non pensate di annoiarvi, genitori, ascoltandole: scoprirete, come è successo a noi, un sacco di spunti e molti esempi da riutilizzare nella vita concreta… sono pur sempre favole, nate per condensare un insegnamento e portarlo con semplicità all’attenzione dei bambini.

Il gruppo che cura suoni e musica è l’Istituto Barlumen, composto di notissime voci radiofoniche e di ottimi musicisti (il motivo per cui ho comprato il primo libro, spinta da curiosità, è proprio legato ai nomi delle voci narranti, li conoscevo per le divertenti trasmissioni in radio…); ho poi scoperto che hanno iniziato anche una serie sulle “Storie della Bibbia”, ma ancora non le ho ancora ascoltate… magari, potrebbe essere un bel regalo per il santo Natale… vi farò sapere se le riceveranno i bambini!
in foto, la storia in assoluto più raccontata in casa nostra, prima della nanna... ma a voce e non per cd!
15

Natività di Maria Vergine




"Non temere di prendere con te Maria: il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo" 
(Mt 1,1-16.18-23)





Prendo a prestito le parole che l'angelo rivolge a Giuseppe,
e te le propongo
perchè - attraverso Maria -
tu stesso POSSA CONSENTIRLE di donarti Gesù.

Prendi con te Maria,
ricevi da lei e dallo Spirito Santo,
il bambino nato per noi.



P.S. Ce l'hai un rosario in tasca o nella borsa?
La fede è fatta anche di piccoli gesti,
di segni che realizzano un affetto,
di consuetudini che stabiliscono relazione...

martedì 7 settembre 2010

5

Eccomi!


"Gesù se ne andò sul monte e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici" (Lc 6,12-19)


Gesù sta pregando (adesso)
Gesù sta chiamando (adesso)
E tu che cosa intendi rispondergli (adesso)?


Non è sufficiente dire che Gesù è un personaggio storico.
Non basta affermare che l'Eterno è entrato nella storia.
Il Figlio di Dio è entrato e non se ne è mai andato.

Gesù vive OGGI nella tua storia.

lunedì 6 settembre 2010

19

Carissimo Max

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo» (Lc 14,25-33)
Carissimo Max, nella liturgia domenicale di ieri tutto mi sembrava riferito a te. Come non vederti in quel discepolo che nulla antepone a Cristo? Nè gli affetti più cari, nè i beni di questo mondo, nè la sua stessa vita. L'amico dello sposo che segue con amore il Signore, portando la propria croce ogni giorno.

Voglio ricordati con questa pagina di vangelo. Niente di più. Non voglio "tradire" il tuo stile: desideravi amare il Signore nei piccoli e vivevi il tuo discepolato con pudore e umiltà. Uno dei segni più belli che lasci alla Chiesa di Torino e ai tuoi compagni di seminario che si preparano al sacerdozio.

Benedetto sei Tu, Signore,
per il dono di Max,
per la sua famiglia,
per la comunione di amore e di preghiera
che hai fatto crescere intorno a lui.
 

Amen

sabato 4 settembre 2010

1

Torniamo a Messa!

Ricominciamo ad andare a Messa? Non nel senso che in estate non si va a Messa la domenica… ma si sa che gli spostamenti in luoghi di vacanza, i cambiamenti di orario e le gite domenicali portano a ridurre la frequenza… a settembre si ritorna! E magari potremmo tornare con uno strumento in più, il Messalino Junior!

Va bene, non facciamoci spaventare dal nome: non si tratta di un volumetto istoriato e di pregio, ma di un bel librettino che può aiutarci come genitori nel vivere la messa con i bambini. E’ una pubblicazione bimestrale e copre tutto l’anno liturgico (6 uscite in tutto); prezzo modico, 3,50 euro, contiene tutte le letture, la descrizione delle parti della Messa, diciamo così invariabili (all’inizio la parte dell’assemblea, l’Eucarestia e la parte finale della missione); e fin qui sarebbe uguale al messale.. in più ci sono le spiegazioni delle parole difficili (ho sottomano il messalino di luglio-agosto 2010, ci sono “Sodoma e Gomorra”, “Arca dell’Alleanza, “Terra promessa”), gli spunti di riflessione dopo ogni lettura, per aiutare la comprensione e infine, il “Tocca a Te!”, l’attività della settimana per mettere in pratica in Vangelo; a me i contenuti sono sempre sembrati completi, lo uso da un paio di anni…

Il messalino si rivolge direttamente ai bambini: il linguaggio è mirato su di loro e possono usarlo da soli i bambini dagli 8-9 anni in su; per i più piccoli, si può utilizzare, come faccio io, per spiegare le letture, far vedere le figure (che sono davvero descrittive e incuriosiscono i bambini!) e raccogliere gli spunti per spiegare il Vangelo; per l’attività della settimana, aspetto almeno che vadano a scuola, per ora sono ancora piccoli!
I suggerimenti di preghiera, invece vanno bene per tutte le età…

Edito da Elledici, Edizioni Messaggero e Isg edizioni, si trova in tutte le librerie cattoliche, ma anche su numerosi siti di vendita di libri online; per il nuovo anno, liturgico o di attività, solare o scolastico, un valido amico su cui fare affidamento!

giovedì 2 settembre 2010

7

Ho paura del buio

Campo estivo, ora di andare a nanna, si spengono le luci.

Don ho paura del buio mi dice Antonio.
Hai paura del buio? chiedo.
Tutti hanno paura di qualche cosa, anche tu don avrai paura di qualche cosa! Io ho paura del buio.
Sempre sorprendenti i ragazzini. Sì anche io ho le mie paure, mentalmente faccio una veloce carrellata e mi accorgo che tra le diverse paure non c'è quella più importante e più vera: la paura di non amare abbastanza.

Sono a Lourdes in questi giorni e, caro Antonio, spero che qui Maria mi faccia avere un po' più paura del buio... per cercare la luce!

mercoledì 1 settembre 2010

1

L'albero di un colore impossibile!

Mamma, tu lo sai che cosa è raisatyoyo?
Il più grande lo pronuncia tutto attaccato ovviamente; Veramente non lo so di preciso, credo che sia un canale della televisione dove ci sono cartoni animati per bambini…
Giusto, c’è barbapapà!


Mi sto abituando all’idea che i bambini mi precedano nella scoperta del mondo; da un rapido confronto con altre mamme, scopro che Rai Sat YoYo va alla grande! Tra i bambini della scuola dell’infanzia, almeno: complice la crisi (la prima spesa casalinga che salta sono i canali satellitari!), moltissimi hanno iniziato a guardare l’unico (ma forse no, per i più grandi ci sono anche Rai Gulp e Boing) canale ancora gratuito… e da qui si spiega il dilagare di Barbapapà nella nostra penisola!

E così, la mamma si informa: vado a guardarmi il palinsesto di Rai Sat YoYo, hai visto mai che ci sia un programma interessante da far vedere ai bambini? Perché, sia chiaro, la televisione si guarda anche, ma per un buon motivo, per scelta! Non come un elettrodomestico sempre acceso... preferisco una cameretta in disordine e 2 bambini in movimento, a un salotto lindo e 4 occhietti fissi sullo schermo! Tanto più che riordinare la stanza è anche utile… ovviamente ancora con il mio aiuto!

E il palinsesto porta a delle sorprese: a volte ritornano… anche perché lasciarli in una videocassetta sarebbe un vero spreco! Sto parlando dell’Albero Azzurro, che avevo intravisto nella sua prima stagione di programmazione, con l’uccello Dodo e tutti i laboratori per costruire gli oggetti (e infatti avevo anche i libri, perché erano facili e utili per lavorare con i bambini in oratorio e in ludoteca; ho scoperto che sono fuori catalogo, ma forse nelle biblioteche...); non so se la programmazione attuale sia la stessa o se siano serie successive… ma vale la pena darci una occhiata (alle 14.15 e alle 20.30, tutti i giorni)!
Anche per fare un uso sensato della televisione…