lunedì 30 maggio 2011

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Madrid GMG 2011: domande al Vescovo Cesare

Io ho un sogno nel cuore: quello di potervi ascoltare e amare sinceramente e incontrare non solo tutti insieme, ma anche personalmente se voi lo vorrete. E questo per starvi vicino e aiutarvi, ma anche perché sono convinto che voi potete aiutarmi a svolgere bene il servizio di vescovo in questa amata Chiesa di Torino.
Voi siete come le antenne orientate sul mondo e il vescovo, attraverso di voi, deve poter sentire la voce della gente e dei giovani e ragazze di tutta la Diocesi e deve poter trasmettere loro la sua Parola.

Con queste parole il Vescovo Cesare si rivolgeva per la prima volta ai giovani della diocesi di Torino in occasione dell'incontro del 19 novembre nella parrocchia del Santo Volto. In questi mesi, ci sono state molte occasioni di incontro sul territorio ed è stato attivato uno spazio stabile di confronto e progettazione nell'ambito del Consiglio dei Giovani.
Ora, in occasione della serata "Vedo Madrid" (qui il programma) in preparazione alla GMG, il Vescovo incontrerà i giovani al Centro di Pastorale giovanile (...da noi in Seminario Minore, Viale Thovez 45!) per continuare il dialogo con i giovani e lasciarsi provocare dal Messaggio che Papa Benedetto ha rivolto ai giovani di tutto il mondo "Radicati in Cristo, saldi nella fede" (Col 2,7). Anche qui sul blog vogliamo raccogliere alcune domande da rivolgere quella sera all'Arcivescovo (altre arriveranno dalle unità pastorali) perchè ci offra la sua testimonianza di fede. Voi che cosa gli chiedereste?

Amici, aprite mente e cuore: quali sono le domande che vi portate dentro? I dubbi che vi scuotono? Le speranze che vi muovono?

Vangelo e mondo...
Fede e affetti...
Annuncio cristiano e culture metropolitane...

Quali sono le domande che nascono nella storia di un giovane cristiano che abita la modernità?

10 commenti:

Confusa ha detto...

Ora che ci penso...
"Perché sento di non essere sicura della mia fede? Perché passo dall'entusismo al dubbio?
Questo fatto di andare su e giù mi abbatte...!"

Anonimo ha detto...

Caro Vescovo, di fronte agli scandali che coinvolgono uomini di Chiesa, che cosa possiamo rispondere alle persone che ci attaccano (anche a ragione)?

Anonimo ha detto...

Caro Vescovo, forse per incontrarci devi correre un po' di meno!!! Scusa se te lo dico così ma hai chiesto tu chiederti senza paura.
Claudio di Mirafiori.

Anonimo ha detto...

ho la fortuna di avere alcuni compagni universitari non battezzati e atei, amici e amiche gay, che quindi mi fanno nascere interrogativi, mi spronano nel mio percorso di fede. Per me il “diverso” è sempre ricchezza e opportunità di dialogo, perciò mi sono più volte domandato: ma io sono migliore degli altri? Che differenza c’è davvero? È giusto fare certe distinzioni?

Fucla ha detto...

Caro Vescovo,
La pastorale diocesana e parrocchiale non considera intere fasce sociali, non comprende i single (perché o ci si sposa o ci si diventa religiosi), i separati, i divorziati, i conviventi, i gay,…
La società è sempre più atomizzata, consumista, laica e lussuriosa, ma non credo che saranno gli anatemi del Papa a modificarla. Credo sia più utile una “pastorale del marciapiede”, della strada, dell’incontro. Credo che il sacerdote debba essere in prima linea con gli ultimi, stare dalla loro parte, e andare ad aiutare chi ha difficoltà (economiche, personali, spirituali,…). Quando dico una pastorale positiva intendo dire che bisogna fare i conti con quello che c’è, con i giovani, gli adulti che vivono nel 2011 e i loro problemi reali, concreti. Quello dovrebbe essere il punto di partenza e invece troppe volte si parte da un idealizzazione, sempre più astratta, dei fedeli e del mondo intero, che rende incomprensibili, e quindi non comunicanti le due parti. Noi laici dobbiamo essere e vogliamo vedere una Chiesa viva e vera...ma che fare? Da che parte stare?

Claudio ha detto...

vorrei spronare tutti quanti, cattolici e non credenti, laici e religiosi, ad uscire da questa sorta di “commedia dell’arte” in cui ognuno porta una maschera e fa la sua parte. Il parroco fa la sua predica ma non fa domande che saprebbe metterebbero in imbarazzo gli animatori dell’Oratorio; gli animatori non affrontano certi argomenti o partecipano al “gioco”, una sorta di patto tacito: don’t ask, dont’ say! È davvero triste e assurdo pensare che si possono adottare oggi gli stessi modelli educativi e comunicativi di vent’anni fa, o peggio far finta che certe cose non succedano, non si siano verificate, non vadano lette o fatte. Crediamo davvero che la castità sia diffusa e vissuta all’interno dei nostri Oratori e parrocchie? Pensiamo sul serio che la gente che va in Chiesa legga solo “Avvenire” e “La voce del popolo”? Siamo convinti che nel 2011 si ignorino verità e responsabilità storiche come l’assassinio del Vescovo Romero, i guai dello IOR passati e presenti, i finanziamenti pubblici agli istituti educativi religiosi?
A mio parere sarebbe più saggio cercare l’uomo là dove sta, e con lui, iniziare un percorso di vita innanzitutto, che lo porti a riscoprire il bello dell’esistenza. Per questo tutti noi dobbiamo avere un’onestà intellettuale che non si riduca ad una difesa dei simboli o delle posizioni, ma che si metta in discussione, pur preservando le proprie ragioni e valori. Vorrei lanciare un monito a chi vive dentro la Chiesa: abbiate il coraggio di cercare la Verità, di incontrare e conoscere l’altro, di uscire dal personaggio che incarnate (prete, giovane, laico, moralista,…) per andare al cuore delle cose. La realtà, e le persone, sono più belle, profonde e ricche di quanto ci si possa immaginare. Mettiamoci in cammino e da qualche parte ci incontreremo!
In fondo sono convinto che una Chiesa più libera ed indipendente dalla politica, dall’economia e in generale dai vari governi nazionali, possa giovare innanzitutto a sé stessa. Se infatti dovrà crearsi o riconquistarsi una dignità sociale, sarà obbligata a dimostrarsi coerente, credibile e senza filtri.

Stefania ha detto...

Caro vescovo, coma fare a comunicare la bellezza del vangelo? Gesù e la chiesa sono un punto di riferimento fondamentale per me...io stessa sono chiesa...ero giù a Roma per la beatificazione di Giovanni Paolo II e mi ripeto sempre di più che la vita cristiana o è beata o non ha alcun senso. A volte mi spavento per la mia debolezza, che cosa vuol dire oggi per un giovane vivere da santo?

Anonimo ha detto...

il mio più grande dubbio è sulla risurrezione...come tante altre cose della bibbia a volte mi chiedo se non sia semplicemente un'immagine forte per dire che dobbiamo vivere da persone nuove...ma poi ci sarà veramante qualcosa dopo la morte...? Speriamo...

Anonimo ha detto...

Non sono della diocesi di Torino e quindi non ci sarò al vostro incontro di domenica, ma anche io sono iscritto alla GMG...Ne approfitto per chiedere come mai molto spesso noi cristiani non riusciamo a comunicare la gioia della fede?

Mario di GN ha detto...

Al ritorno a casa dal lavoro, ieri sera ho trovato su un tavolo una fotocopia di “fraternità e missione”, una delle riviste che domenica scorsa avevo comprato al termine della messa nel santuario di N.S. di Lourdes di corso Francia. Stavo per ricordare a mia moglie che non è il caso di sprecare l’inchiostro della fotocopiatrice, quando con mia sorpresa ho scoperto che quella fotocopia l’aveva fatta nostra figlia di 10 anni.
«Sai papà,» mi ha detto «io leggo lentamente, sono ancora alle elementari e su questo articolo ci voglio riflettere con calma».
L’articolo in questione si intitola “la vocazione di Wojtyla”, è di Massimo Camisasca e spiega come per Giovanni Paolo II la vocazione non sia stato un tema fra gli altri: era piuttosto il contenuto del suo rapporto con la persona che aveva davanti. Ti rendi conto di quanto vali? Ti rendi conto del peso della tua vita? Sai che seguendo Cristo essa può ottenere la sua fioritura più grande?
In preparazione alla GMG e provando a guardare la realtà con gli occhi dei nostri giovani, domando al nostro vescovo Cesare:
qual è il metodo per tendere ad essere con i giovani un insegnante, un padre e un amico preferito, come Karol lo è stato con noi?