martedì 31 gennaio 2012

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Senza vendetta




"Allora il re fu scosso da un tremito, salì al piano di sopra della porta e pianse; diceva andandosene: Figlio mio, Assalonne! Figlio mio, Assalonne!" (2Sam 19,1)









E tu, Priamo, non tornerai a casa a mani vuote.
Tu che ti sei umiliato a venire supplice alla mia tenda
chiedendo il corpo di tuo figlio Ettore,
darai a quel cadavere la degna sepoltura.
La mia rabbia è tanta,
è un fuoco che si alimenta con l'odio.
Ciò che non riescono ad estinguere le armi dei troiani
si spegne nel gesto di un anziano padre.
ACHILLE

Nella pietà che non cede al rancore,
madre ho imparato l'amore (F. De Andrè)


(FANTAPOST a cura di Annita e don Gian Luca)

1 commenti:

Lorenz ha detto...

La questione non è avere amore per me stesso, ma avere pietà di me stesso. Non è perdonare gli altri, ma chiedere loro scusa. Non è cercare giustizia per un torto, è offrirla per quelli che faccio io.
Non è dare ragione, ma ammettere di avere torto.
Il che viene naturale come buttarsi dal decimo piano.
Eppure, senza questa autoviolenza su di me, resto all'astio, alla vendetta, al rancore immobile, e alle giravolte per nascondere il tutto sotto qualche straccetto cristianoide.