venerdì 2 marzo 2012

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Fischio finale

Sono convinto che anche nell'ultimo istante della nostra vita abbiamo la possibilità di cambiare il nostro destino. (Giacomo Leopardi)

Il pentimento in extremis per qualcuno è una fregatura ed una ingiustizia. Sarebbe come dire che vivere tutta la vita insieme a Gesù è stata una disgrazia.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Don Luca, credo di vivere il cristianesimo più come ideologia che come vera e propria religione perché fondamentalmente mi piacciono gli insegnamenti ed i messaggi del cristianesimo e mi trovo concorde con essi. Quindi forse non sono una vera cristiana ma sono semplicemente innamorata delle idee e delle parole di Cristo come filosofia di vita.
Proprio per questo mio innamoramento non riesco a pensare che vivere tutta la vita insieme a Gesù possa essere considerata una disgrazia solo per il fatto che chiedere ed ottenere il perdono “in extremis” sia una profonda ingiustizia nei confronti di coloro i quali hanno vissuto una vita intera in compagnia di Gesù. Se Gesù, nella sua infinità bontà e misericordia, vorrà perdonare “in extremis” tanto meglio: avremo degli amici in più e dei nuovi fratelli nella vita eterna !!!!!!

La nota stonata

marzia ha detto...

Don Luchino, che fai: provochi??? Ci sono giorni che mi capita di pensarlo. Sai com’è: quei giorni in cui vorrei alzarmi da sola, vestirmi da sola e "fare i cavolacci miei" senza aver nessuno tra i piedi. Quei giorni in cui vorrei vivere come una qualunque “bipede normodotata” che non ha bisogno di essere continuamente “seguita” (=controllare che non faccia danni). Sissì, la mia sarà anche una vita assieme a Gesù… ma a volte la percepisco proprio come una fregatura e pensare che comunque contribuisco al progetto salvifico di Dio non è chissà quale conforto, ma suscita pensieri irripetibili!

jepitiegrace ha detto...

Se uno è sempre se stesso, nel bene e nel male e nel cuore di Dio, non può ritenere una disgrazia vivere con Lui, anzi!
E' certa parte di mondo cattolico che vorrebbe costringerci a vivere come macchinette della testimonianza senza più alcuna relazione con Lui.
Il punto non è mai Lui, sono certi condizionamenti pseudo.religiosi a deformare l'idea di Lui.
Secondo me, ovvio.

Il fischio finale mi galvanizza e atterrisce insieme. Da sempre ;)

Grazie!

Pyr ha detto...

La morte viene chiamata con un termine medico molto freddo e asettico: exitus.

Eppure, tale termine che ho sempre poco condiviso, ci dà l'idea di come sia un "esito" e di come, prima dell'esito, ci si attrezzi per fare un bilancio di quanto si è fatto e, se possibile, per avere ancora uno spazio di cambiamento.

Questo significa che quanto si è fatto vada buttato? O forse che quello che riusciamo a cambiare sarà fonte di nuova generatività per, se non noi, chi ci sta accanto?

Il buono, se è questo il senso del post, non dovrebbe esserne intaccato, in ambo i casi, a mio parere.

antonietta78 ha detto...

A me viene da pensare che anche se nell'ultimo momento meglio che niente, ma immagino la sofferenza di una vita senza la luce di Cristo. Gesu' da' senso, senza di Lui non e' vita vera e semplicemente respirare con i nostri vizi con le nostre bassezze. E' importante decidersi quando possiamo gustare la sua compagnia altrimenti sarebbe come amare una persona solo quando l'ha abbiamo persa e quindi per conquistarla faremo molta piu' fatica. Gesu' ci vuole adesso e ci ama e ci perdona adesso non neghiamogli la possibilita' di vederci felici.

Rox ha detto...

Non so se ho capito bene...io l'ho intesa che : dire che il pentimento in extremis è una fregatura e una ingiustizia per gli altri è come dire che stare tutta la vita con Gesù sarebbe stata una dsigrazia...ho capito giusto?
Se è così è il solito ragionamento da "fratello maggiore" della parabola,
da noi quando ragioniamo da fratelli maggiori della parabola!

Anonimo ha detto...

Anch'io non so se ho capito bene...ho inteso la disgrazia è per chi non ha vissuto in compagnia di Gesù per tutta la vita.
Noi misuriamo sul tempo ma Lui forse no!

Claudio 79 ha detto...

Bhe l'istanre finale per chi cerca di vivere la vita accanto a Dio è una conferma di quei barlumi di paradiso che si possono intravedere in terra e come tagliare il nastro di un traguardo... ed andare a gustare l'amore di Dio completamente e per sempre!!! Poi chi lo dice che il pentimento in extremis ci raggiunga e sia sincero, perchè con Dio non possiamo fingere.... e quindi anche il pentimento sincero in extremis è una grazia grandissima che va chiesta....quindi importani secondo me sono tutti i minuti della nostra vita anche quelli di recupero finali, ma tendo a non puntare troppo su quelli.

Claudio